GAMBE CORTE

Tua e Saga. Forza Italia presenta denuncia: «su Mattoscio Regione ha mentito al Ministero»

Per D'Alfonso tutto regolare

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

675

Tua e Saga. Forza Italia presenta denuncia: «su Mattoscio Regione ha mentito al Ministero»

Nicola Mattoscio (Saga)

ABRUZZO. Forza Italia presenterà un esposto alla Procura di Chieti sulla vicenda delle nomine del rettore dell'Universita' di Teramo Luciano D'Amico alla presidenza della Tua, e del professor Nicola Mattoscio dell'Universita' di Chieti al vertice della Saga.

L'iniziativa e' stata annunciata, questa mattina, a Pescara dai consiglieri regionali Lorenzo Sospiri e Mauro Febbo, e dal deputato Fabrizio Di Stefano, che su questa questione aveva presentato un'interrogazione al Ministro dell'Istruzione Stefania Giannini.

Il Ministro nella risposta, aveva spiegato che i docenti universitari a tempo pieno (come appunto D'Amico e Mattoscio) non possono ricoprire altri incarichi, ma aveva anche spiegato che la Regione aveva comunicato allo stesso ministero che si trattava di incarichi a titolo gratuito. Per gli esponenti di Forza Italia, pero', se questo e' vero per D'Amico (ferma restando la circostanza della presunta incompatibilita' tra il ruolo di rettore e di presidente della Tua), non e' lo stesso per Mattoscio che invece percepisce un compenso per il lavoro alla Saga, pubblicato nella sezione trasparenza dell'ateneo D'Annunzio.

«Bisogna ricordare», ha detto in conferenza stampa Di Stefano, «che il Decreto Gelmini stabilisce come i professori universitari a tempo pieno non possano assumere altro incarico fuori dall’Ateneo; inoltre per ricoprire i ruoli di Rettore e Direttore  di dipartimento (vedi D’Amico e Mattoscio) i docenti devono esercitare a tempo pieno».

Di Stefano sul sito dell’Università ha trovato tutti i docenti che hanno chiesto di svolgere attività fuori dall’Ateneo e tra questi anche Nicola Mattoscio che ricopre il suo incarico nella Saga “a titolo oneroso” e quindi non gratuito come sosteneva il Ministro.

«Con la Giannini che si è dichiarata incompetente», ha aggiunto il deputato, «ho ritenuto che l’unico organismo in grado di valutare la regolarità delle procedure adottate fosse la Magistratura e mi sono deciso a presentare un esposto alla Procura di Chieti (competente territorialmente). La vicenda ha contorni sconcertanti: da un lato il Ministro giustifica l’assegnazione degli incarichi in quanto gratuiti, quindi quello oneroso a Mattoscio è illegittimo; dall’altro c’è anche una relazione della Regione, inviata alla  Giannini stessa, in cui si evidenza proprio la gratuità. Saremmo di fronte quindi a un documento che dice il falso.  Questa purtroppo è la misura – spiega Di Stefano – di una Regione “facilona” che bluffa sugli atti ufficiali come se fosse una partita di poker. Di fronte a uno scenario simile, resta la Magistratura l’unico organismo che può fare luce definitivamente su questi incarichi che ritengo assolutamente illegittimi. Tra l’altro, qualora venisse recepito il mio esposto, che fine faranno tutti gli atti ufficiali prodotti in precedenza?».


Questioni che sono state portate più volte all’attenzione della Commissione di Vigilanza dal Presidente Mauro Febbo che sottolinea come «su troppe nomine decise dalla Regione ci siano stati dei problemi». «Questo è il loro modo di agire tutto particolare , per usare un eufemismo, conclude Febbo - che sono sicuro continuerà a produrre effetti negativi e a ritardare qualsiasi attività su enti e aziende pubbliche con le inevitabili perdite economiche».

D’ALFONSO: «TUTTO REGOLARE»

«Le nomine del prof. Luciano D’Amico a Presidente della società Tua e del prof. Nicola Mattoscio a Presidente della Saga sono state disposte a seguito della verifica,  in primis di tutti i requisiti di legge, in ordine alla piena conferibilità e compatibilità degli incarichi, avendo gli stessi ottenuto puntuale autorizzazione da parte dei rispettivi Atenei, e al tempo stesso avendo avuto modo di verificarne i titoli culturali, scientifici, professionali e manageriali maturati e comprovati da rigorosa documentazione e da riconosciuta esperienza individuale», commenta il presidente della Giunta, Luciano D’Alfonso.

«La normativa vigente attribuisce solo agli Atenei il compito di verificare le incompatibilità dei loro docenti e nei casi di specie tale compatibilità è legittimata a monte dalle autorizzazioni ricevute con le relative prescrizioni puntualmente adempiute dai professori in questione.Si intende che i docenti oggetto delle avverse considerazioni del deputato Fabrizio Di Stefano avranno modo di far valere le loro ragioni a tutela dell’immagine accademica, professionale e societaria che rappresentano rivolgendosi agli organi di giustizia competenti per tali fattispecie risarcitorie».