IL CASO

Tessera sanitaria con microchip inutile. Regione rischia una denuncia

Accertare se è caso di mala gestione della cosa pubblica

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Tessera sanitaria con microchip inutile. Regione rischia una denuncia

Nuova, inutile e sgrammaticata...

ABRUZZO. «Sono andato alla Asl di Chieti per attivare la mia tessera sanitaria, come invitato a fare nella lettera firmata da Gianni Chiodi, ma lì l’amara scoperta…»

La storia ce la racconta un lettore, Paolo Del Romano, ma probabilmente la stessa cosa sarà accaduta nell’ultimo anno a diversi cittadini abruzzesi che a partire da maggio 2014 hanno ricevuto a casa la nuova tessera sanitaria, quella con il microchip e la promessa, firmata dall’allora Governatore, di avere tra le mani «una straordinaria innovazione per una nuova e più efficace interazione tra cittadino e Pubblica amministrazione».

Di tecnologico e innovativo, però, queste tessere sanitarie, presentate in pompa magna a partire dal 2011, hanno ben poco. Sbarcate in Abruzzo un anno e mezzo fa non servono praticamente a nulla. Perché la promessa (fatta in campagna elettorale dall’allora presidente uscente Chiodi) di poter usufruire di una carta innovativa che accorciasse le distanze tra cittadino e Pa è rimasta appunto solo una promessa.

Le tessere con il chip, nonostante non funzionino, continuano ad arrivare a destinazione ancora oggi via posta ai nuovi nati. Dopo l’invio della tessera ‘semplice’, infatti, arriva a casa (a pochi giorni di distanza) anche quella ‘tecnologica’ che in realtà si rivela un inutile doppione per chi se la ritrova tra le mani ma probabilmente anche per chi ha dovuto sostenere i costi di realizzazione e spedizione. Sul caso avevamo chiesto spiegazioni alla Regione ma nessuna risposta è arrivata.

La lettera di accompagnamento della tessera con chip, ormai da un anno, è firmata dall’attuale governatore Luciano D’Alfonso con il risultato che l’inefficienza partita con il governo di centrodestra permane anche con il centrosinistra.

Dunque, parafrasando al contrario le dichiarazioni di Chiodi, queste tessere di straordinario e di innovativo hanno ben poco. Come ha scoperto il nostro lettore recandosi all’ufficio preposto per attivare la sua carta, infatti, il servizio non è mai partito e con la tessera sanitaria nuova si può fare ben poco. Ovvero la si può usare come codice fiscale ma di tutte quelle funzionalità per avvicinare il cittadino alla pubblica amministrazione non c’è nemmeno l’ombra.

Il progetto nazionale aveva come obiettivo quello di trasformare la tessera in una vera e propria carta dei servizi: il microchip color oro avrebbe dovuto garantire il riconoscimento sicuro e consentire il suo utilizzo «per entrare in contatto con la Pubblica Amministrazione tramite internet».

Da casa, dunque, i cittadini avrebbero potuto ad esempio pagare il ticket sanitario, consultare on line i propri dati sanitari, effettuare e annullare le prenotazioni di prestazioni ambulatoriali all’interno della propria ASL di appartenenza, visualizzare il proprio dossier sanitario, il piano terapeutico e del consumo farmaceutico.

Ma in Abruzzo il sistema non è stato ancora attivato.

 Quando si è recato allo sportello per l’attivazione della Carta Del Romano ha fatto l’amara scoperta: «l’impiegata della Asl mi ha detto  che era inutile attivarla perchè in Abruzzo il sistema  non funziona. Dunque  la sbandierata innovazione non era vera ma solo propaganda elettorale». Del Romano va avanti per capire meglio la vicenda e contatta il call­center del Progetto Tessera Sanitaria (presso il MEF): «ho appurato che la Regione Abruzzo non ha completato le procedure per rendere operativo la CNS­TS ai cittadini abruzzesi».

Come mai? Difficoltà tecnica o solo sciatteria?

Da qui una richiesta di chiarimenti e una lettera scritta da Del Romano a tutti i consiglieri regionali oltre ad una denuncia al difensore civico con la quale chiede il cittadino chiede di valutare se ricorrono gli estremi per segnalare questo caso come una operazione di mala gestio alle autorità giudiziarie e alla Corte dei Conti.