IL FATTO

Allergia al veleno degli insetti, in Abruzzo vaccino non garantito

Verna: «serve uniformità trattamento»

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Allergia al veleno degli insetti, in Abruzzo vaccino non garantito

ABRUZZO. In Abruzzo si osserva una difformità di trattamento tra le quattro ASL per i pazienti affetti da allergia a veleno di insetti.

Alcuni pazienti sono obbligati ad acquistare il vaccino per essere, solo successivamente, rimborsati dopo un farraginoso iter burocratico; altri sono obbligati a farselo somministrare nei centri del comprensorio della loro ASL vedendosi negato il diritto insito nello stesso Sistema Sanitario Nazionale di farsi curare dove si ritiene più opportuno all'interno dei confini nazionali.

La Asl di Pescara e, recentemente, quella di Teramo, ad esempio, obbligherebbero i pazienti appartenenti ai loro comprensori a comprare di tasca propria il trattamento, per un costo medio di 250 €, per ottenere solo successivamente e dopo un lungo e farraginoso percorso burocratico, l'agognato rimborso. Le ASL di L'Aquila e Chieti, che hanno indetto delle gare per la fornitura autonome per la riduzione dei costi, forniscono i trattamenti solo ai pazienti che decidono di farsi curare nei centri allergologici pubblici dei loro comprensori, contravvenendo però al diritto di ogni cittadino italiano di farsi curare dove ritiene più opportuno sull'intero territorio nazionale.

E' stata recentemente depositata dal Consigliere Regionale, Domenico Pettinari del Movimento 5 Stelle, una interpellanza sulla "spinosa" questione abruzzese relativa proprio ai "vaccini per veleno di api e vespe" (immunoterapia specifica a veleno di Imenotteri).

Malgrado la comprovata efficacia nel prevenire nuove reazioni potenzialmente fatali di tale trattamento ed il riconoscimento, da parte del Sistema Sanitario Nazionale, come trattamento "insostituibile e salvavita", la regione Abruzzo non si è ancora dotata di una regolamentazione snella, uniforme e valida su tutto il suo territorio per l'erogazione di questo trattamento.

Eppure  l'ultima reazione anafilattica potenzialmente fatale registrata sul nostro territorio, precisamente a Carsoli, risale al 15 Settembre dello scorso anno. «Si spera», commenta Nicola Verna, specialista in Allergologia ed Immunologia Clinica «che, dalla discussione politica, scaturisca un miglioramento ed una uniformità di trattamento per i pazienti abruzzesi allergici a veleno di Imenotteri che potrebbe portare anche un contenimento della spesa sanitaria per le casse della regione».

La Corte di Cassazione, con la sentenza numero 1655 del 2000, ha stabilito  che sono a carico del sistema sanitario tutti i farmaci indispensabili e insostituibili, tra i quali anche i vaccini antiallergici per i trattamenti di gravi condizioni o sindromi che esigono terapie di lunga durata, anche qualora non siano compresi nel Prontuario Terapeutico Nazionale.