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Il presidente di Abruzzo Sviluppo difende l’Arta in giudizio

Piovono incarichi e nomine per il richiestissimo avvocato Manuel De Monte

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Il presidente di Abruzzo Sviluppo difende l’Arta in giudizio

Manuel De Monte

ABRUZZO. C’è una brutta grana per l’Arta che ha perso in primo grado una causa civile intentata sulla validità di un contratto stipulato nel 2012 ed ora c’è bisogno di fare appello.

Il 25 agosto scorso il direttore Mario Amicone, tra una polemica e l’altra sui dati dell’inquinamento sfornati dalla “sua” agenzia, nomina come difensore legale per la causa l’avvocato Manuel De Monte che appena un mese prima era stato nominato dalla giunta regionale nuovo presidente del consiglio di amministrazione della società pubblica in house della Regione,  Abruzzo Sviluppo.

La spa opera come agenzia di sviluppo territoriale a supporto dell’ente promuovendo la cultura d’impresa, favorendo l’internazionalizzazione del sistema economico regionale e garantendo un supporto tecnico-operativo nell’ambito delle politiche regionali di sviluppo e di valorizzazione economica.

Alla vicepresidenza è stata nominata l’imprenditrice Valentina Maio (a capo dell'omonimo gruppo Maio e presidente della Virtus Lanciano) mentre Graziano Di Costanzo, direttore regionale della Cna, assume la carica di consigliere. Anche qui, come per Sviluppo Italia, è stata operata una riduzione per i compensi del vertice: per la presidenza il taglio è del 16,5 per cento (compenso attuale: 30mila euro annui lordi), per la vicepresidenza dell’11 per cento (compenso attuale: 16mila euro annui lordi).

Appena 24 ore dopo le nomine di luglio sono saltate fuori le polemiche sulle nuove nomine che per alcuni potrebbero essere non regolari per una sospetta incompatibilità. Insomma ci sarebbe il rischio di qualche conflitto di interesse di troppo.

 A segnalare una eventuale «gaffe» era stato Mauro Febbo presidente della commissione di vigilanza del consiglio regionale.

De Monte, già consigliere comunale di Francavilla al mare, è stato difensore nei processi più importanti abruzzesi che hanno riguardato la pubblica amministrazione è anche  componente del prestigioso studio legale Marcello Russo di Francavilla. Ha molteplici incarichi con amministrazioni pubbliche tra cui molti comuni oltre ad essere anche consulente della Fira, l’altra partecipata della Regione, nonché difensore personale dell’attuale presidente Fira, Rocco Micucci.

De Monte qualche tempo fa firmò proprio per conto di Fira una dura lettera contro la Regione nella quale rivendicava crediti mai pagati per 5 mln di euro

 Secondo la sentenza n. 25797 del 22 ottobre 2013 delle Sezioni Unite della Corte di Cassazione, De Monte (come tutti gli altri avvocati nominati a capo di una spa) non potrebbe ricoprire il ruolo di presidente.

La sentenza, infatti, stabilisce come «colui che esercita la professione di avvocato può assumere la carica di presidente del consiglio di amministrazione di una società commerciale, a condizione che in virtù di tale carica egli non abbia effettivi poteri di gestione dell’impresa».

 L’attuale disciplina contenuta nell’articolo 18 della Legge 247/2012 prevede, fra l’altro, che la professione di avvocato è incompatibile «con la qualità di amministratore unico o consigliere delegato di società di capitali, anche in forma cooperativa, nonché con la qualità di presidente di consiglio di amministrazione con poteri individuali di gestione».

Con l’incarico all’Arta ora sappiamo che De Monte non solo non ha sospeso la sua attività principale ma si troverà a difendere un altro ente pubblico che fa capo alla Regione.

Sembrerebbe quasi che in Abruzzo gli avvocati capaci si contino sul palmo di una mano e a loro confluiscano tutta una serie di incarichi, peraltro nemmeno ben pagati se è vero che per ora De Monte percepisce appena 2500 euro.

Nessun problema dal punto di vista formale e della procedura: l’Arta infatti ha rispettato alla lettera la procedura di scelta effettuata dall’albo dei legali che come ogni altro ente pubblico ha costituito e pescato da questo il professionista investito da un incarico fiduciario. 

Amicone nella sua delibera specifica anche che «non sussistono alla data odierna con il professionista indicato condizioni di incompatibilità e, per tali, intendendosi sia contenzioso pendente nei confronti dell’Arta davanti a giudici civili, amministrativi o penali  ma anche la mera detenzione del mandato alla difesa di procedimenti a favore di persone fisiche e o giuridiche o enti pubblici dei quali l’Arta Abruzzo sia controparte, anche nel caso in cui il giudizio sia concluso ma la relativa decisione non sia passata in giudicato».  

La delibera ha ricevuto parere favorevole dal direttore tecnico ed è stata pubblicata.