L'AIUTINO

Sanità, cliniche private sforano budget e la Regione fa la sanatoria

A luglio i dati ma a giugno il commissario aveva già preso provvedimenti

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Sanità, cliniche private sforano budget e la Regione fa la sanatoria

D'Alfonso

ABRUZZO. Tre cliniche private su 5 nel 2014 hanno sforato il budget della Regione e lo scorso luglio il tavolo di monitoraggio ha chiesto chiarimenti al commissario straordinario.

Insomma, si chiariscano i motivi della consistente erosione dei budget da parte di talune strutture private e alle eventuali azioni già intraprese, o da intraprendere, da parte della struttura commissariale.

Ma il commissario a fine giugno (esattamente un mese prima della richiesta di chiarimenti) un provvedimento, in realtà,  lo aveva già preso aumentando di 7, 8 milioni la cifra da girare alle cliniche private proprio per gli anni 2014 (quello dello sforamento) e per l’anno in corso.

Dunque questo aumento delle liquidità dovrebbe tamponare le erogazioni extra di quei privati che non sono riusciti a restare entro i limiti imposti e per qualcuno si sarebbe di fronte ad una vera sanatoria delle prestazione extra budget che le ASL non volevano pagare perché illegittime.

Insomma la Regione dice alle cliniche: vi finanzio per 100 le prestazioni che farete, le cliniche invece forniscono prestazioni per 110 e pretendono anche il di più dalla Regione non avendone titolo e configurandosi in teoria come prestazioni non rimborsabili con i soldi pubblici. Prestazioni non richieste e di cui si dovrà verificare l'appropriatezza con i nuclei di valutazione delle Asl.

Nulla di nuovo sotto il sole abruzzese visto che più volte e persino nell’ultimo tavolo ministeriale non si è persa l’occasione per ricordare come negli anni 2009-2010-2011 si siano state pagate  comunque prestazioni che non dovevano essere erogate…

La memoria (storica), tuttavia, ci consegna soltanto l’eclatante esempio di Villa Pini ai tempi di Vincenzo Angelini,  rimasto coinvolto in Sanitopoli, grande accusatore di Ottaviano Del Turco e collettore di milioni di euro di finanziamenti pubblici del sistema sanitario, in molti casi erogati senza controllo e truccando le carte(lle).

Sette anni dopo lo scandalo della sanità per aggirare l’ostacolo delle erogazioni non richieste si è pensato all’aumento del budget che in parte di fatto ripaga anche quelle prestazioni “non richieste”. 

Sulla base dei dati di produzione ospedaliera forniti dalla Regione) a Consuntivo 2014, si è evidenziato che gli operatori hanno complessivamente eroso il tetto per circa il 99%; le strutture che presentano una maggiore erosione sono Pierangeli (110%), Spatocco (107%), Villa Serena (107%), mentre si registra una produzione inferiore rispetto al budget per le strutture Santa Camilla (79%) e L'Immacolata ed ex Santa Maria (87%). La stessa Casa di cura Pierangeli eroga il 40% del totale delle prestazioni ambulatoriali.

LE ASL

Lo sforamento al consuntivo 2014 rispetto al tetto è imputabile alle ASL di Avezzano-Sulmona-L’Aquila per 2,2 mln di euro, Pescara, Lanciano-Vasto-Chieti per 800 mila euro e Teramo è pressoché allineata al tetto.

Intanto sempre dai dati emerge che la Regione Abruzzo, a Consuntivo 2014, presenta un avanzo di 6,607 mln di euro. Sono state trasferite al Sistema sanitario regionale, anche se con ritardo, le ulteriori risorse trattenute dal bilancio regionale per 30,736 mln di euro e le risorse temporaneamente trasferite dalla cassa sanità al bilancio regionale, pari a 110 mln di euro.

Le risorse ancora da trasferire sono pari a 80,781 mln:  32,765 mln di euro previsti per fine estate e altri 48 mln di euro il cui trasferimento è programmato per fine anno.

I DEBITI

La dimensione dei debiti in contenzioso, pari a 331 mln di euro, corrispondenti al 45% del debito verso i fornitori. Il tavolo ha chiesto alla struttura commissariale un approfondimenti sul caso. E’ stat inoltre rilevata la presenza di una giacenza di cassa al 31/12/2014 di circa 480 mln di euro direttamente collegata alla presenza di contenziosi: tre aziende sanitarie su quattro rispettano i tempi di pagamento.

Intanto la struttura commissariale si è impegnata ad adottare un apposito provvedimento di chiusura delle partite debitorie pregresse, atto presupposto per le aziende per poter chiudere le perdite pregresse e adempiere a quanto richiesto da Tavolo e Comitato.

I dati di conto economico relativi al I trimestre 2015 evidenziano, per l’anno 2015, il profilarsi di un avanzo.

I COSTI

Il costo del personale dipendente e non dipendente del comparto sanitario, pari a 640,678 mln di euro, è diminuito rispetto al consuntivo 2013 di 700 mila euro ed è aumentato rispetto al dato del quarto trimestre 2014 di 3,3 mln di euro.

Il costo del personale dipendente, pari a 630,766 mln di euro, è diminuito di 3,214 mln di euro rispetto al consuntivo 2013 ed è aumentato rispetto al dato del quarto trimestre 2014 di 1,488 mln di euro, mentre il personale non dipendente, costato 9,912 mln di euro, aumenta rispetto al consuntivo 2013, di 2,471 mln di euro e aumenta rispetto al dato del quarto trimestre 2014 di 1,842 mln di euro.

La variazione maggiore tra il 2013 ed il 2014 è imputabile all’Asl di Teramo (,2 mln di euro) ma la spesa risulta comunque inferiore rispetto al tetto per 3 mln di euro. A tal proposito, l'Azienda ha dichiarato di aver riclassificato gli oneri per prestazioni aggiuntive.

Si è inoltre osservato, in confronto al consuntivo 2013, un incremento complessivo di 306 unità, composto da 175 unità riferite a categorie residuali (Co.co.co. ed altre forme flessibili), da 145 unità riferite al tempo determinato e da - 14 unità riferite al tempo indeterminato.

La ASL Teramo: a fronte di una variazione pari a unità, si è osservata una variazione in termini di spesa pari a 5,1 mln di euro.

ASL Avezzano-Sulmona-L'Aquila: a fronte di una variazione pari a unità, si sono spesi in più 400 mila euro; ASL Pescara: a fronte di una variazione pari a unità la spesa è aumentata di 1,7 mln di euro; - ASL Lanciano-Vasto-Chieti: a fronte di una variazione pari a -49 unità in termini di teste, si sono osservate variazioni in termini di spesa pari a -2,7 mln di euro.

PRODOTTI FARMACEUTICI E RICETTE

I prodotti farmaceutici ed emoderivati, pari a 195,683 mln di euro, evidenziano un maggior costo di 16,296 mln di euro rispetto al consuntivo 2013 ed una diminuzione rispetto al dato dell’ultimo trimestre 2014 di 1,123 mln di euro.

La spesa netta regionale al Consuntivo 2014 risulta in incremento rispetto al 2013 per 500 mila euro; il numero di ricette cresce del 1%.

I TETTI

Sulla base dei dati AIFA, la spesa regionale risulta complessivamente maggiore dei tetti di circa 51,2 mln di euro di cui la spesa territoriale risulta maggiore rispetto ai tetti di circa 17,7 mln di euro, e la spesa ospedaliera risulta superiore rispetto al tetto di circa 33,4 mln di euro.

Gli altri beni sanitari, pari a 190,231 mln di euro, aumentano di 3,491 mln di euro rispetto al consuntivo 2013.  I beni non sanitari, pari a 9,872 mln di euro, diminuiscono di 1,389 mln di euro rispetto al consuntivo 2013. Il costo della medicina di base, pari a 155,009 mln di euro, rispetto al consuntivo 2013 risulta in aumento di 4,340 mln di euro ed in aumento rispetto al dato di IV trimestre 2014 di 2,028 mln di euro. Tavolo e Comitato già in sede di IV trimestre 2014 chiedevano chiarimenti sull’aumento di tale voce contabile in controtendenza rispetto al dato nazionale. A tal proposito la struttura commissariale ha precisato che il valore era in aumento soprattutto perché nell’esercizio 2013 non era stato corrisposto il premio di produttività ai medici di medicina generale, in particolare con riferimento alla tematica della ricetta elettronica, invece recuperato nell’esercizio 2014.

Ma la struttura commissariale ha fatto notare che l’aumento dei costi è stato determinato anche dall’applicazione di una sentenza del TAR in merito ad un “Accordo integrativo regionale 2005 per le zone disagiate”. La sentenza infatti impone alla regione la corresponsione di una indennità ai medici che operano in zone disagiate, rispetto alla quale la struttura commissariale intende presentare appello. La struttura commissariale ha comunque fatto presente che i relativi oneri sono stati messi a costo nella relativa voce di accantonamento.