A TUTTO GAS

Metanodotto Snam, Ministero non rispetta accordi. Mazzocca: «scorretti»

Conferenza dei servizi tra 6 giorni ma si era deciso di aspettare

Redazione Pdn

Reporter:

Redazione Pdn

Letture:

377

snam gasdotto

ABRUZZO. «Siamo a dir poco esterrefatti». Con una dura lettera indirizzata al Ministero dello Sviluppo economico, l'assessore all'Ambiente, Mario Mazzocca, ha chiesto il rinvio della conferenza dei servizi, convocata dalla stesso dicastero per il prossimo 6 agosto per discutere del procedimento autorizzativo in ordine al progetto del metanodotto Sulmona-Foligno.

Secondo Mazzocca, la convocazione è quantomeno inopportuna, dal momento che nella riunione tenutasi il 20 luglio scorso presso la Presidenza del Consiglio dei ministri si era deciso, presente lo stesso Ministero, di procrastinare di 45 giorni la convocazione dell'incontro conclusivo per verificare la possibilità di raggiungere l'intesa sulla centrale di compressione ubicata a Sulmona.

«Dunque - sottolinea Mazzocca - non possiamo che contestare l'atteggiamento del Ministero, che viola gli accordi presi. Non si tratta solo di una questione formale. La decisione, che dovrebbe scaturire da questo approfondimento, è strettamente connessa con il progetto del metanodotto».

Mazzocca ribadisce, inoltre, che l'Abruzzo, anche a nome di Marche, Umbria e Molise, ha chiarito che non intende esprimere alcun assenso all'intesa sul progetto fino a quando non saranno chiariti i nodi relativi alla centrale di compressione di Sulmona.

«Abbiamo finora negato l'intesa sui progetti del gasdotto - continua l'assessore - e della centrale, impegnandoci a presentare una proposta alternativa che stiamo definendo nel confronto con la Presidenza del Consiglio dei ministri. Qualsiasi fuga in avanti da parte del Ministero non può essere accettata. Chiediamo quindi il rinvio della conferenza dei servizi a data da destinarsi, comunque non prima della definizione dell'ubicazione della centrale, in modo da permetterci di svolgere tutto il lavoro già avviato per la definizione di una soluzione che sia consona alle esigenze di tutela ambientale e di sostenibilità che questa regione ha fissato come prioritarie nel proprio programma di governo».

L’opera fa parte di un gasdotto che percorrerà l’Appennino centrale, interessando altre 9 regioni oltre l’Abruzzo. 687 km da Brindisi a Minerbio (Bologna) lungo territori di grandissimo valore naturalistico.
La Regione Abruzzo tenta il braccio di ferro per non far passare l’opera dalle Valle Peligna ma la società Snam non è intenzionata a modificare il percorso.
Uno dei fattori che preoccupa maggiormente i comitati del no è quello inerente il rischio sismico dato che l’opera complessiva, come la stessa centrale di Sulmona, intercetta numerose faglie nei territori di Abruzzo ed Umbria già interessati dai terremoti del 2009 e del 1997.