IL PATTO

Transazione e misteri. Per Abruzzo Engineering la Regione concede quasi tutto alla Selex

Si chiude un contenzioso da 29mln di euro ma non è detto che sia per sempre.

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Transazione e misteri. Per Abruzzo Engineering la Regione concede quasi tutto alla Selex

ABRUZZO. Meglio di una assicurazione sulla vita questa transazione che ha il non trascurabile vantaggio di coprire anni di attività e di misteri. Meglio accordarsi e vedersela tra “uomini” , anche se in questo caso in ballo ci sono enti pubblici, società miste e milioni di euro pubblici.

Intanto, per ora, 5,2 milioni di euro è la cifra che la Regione Abruzzo dovrà sborsare in 14 rate per prendersi le quote di Selex Sema (3.300 azioni che ha in Abruzzo Engineering) con l’obiettivo di farne una società in house e garantirgli una nuova vita tramite commesse dirette. Una transazione quasi tombale che dovrebbe dichiarare  concluse tutte le azioni giudiziarie incardinatesi in questi anni con il socio di minoranza.

L'accordo solo un anno fa pareva impossibile, non solo perchè l'allora presidente Gianni Chiodi denunciò pubblicamente nel 2010, in Consiglio regionale, una presunta truffa ai danni della Regione (che oggi media e apre il portafogli) ma anche perchè la sorte della società Ae pareva segnata. Non era mai successo che un presidente di Regione denunciasse in questo modo fatti così gravi. Non era mai successo che nessuna procura si attivasse in seguito alla notizia di reato.

Poi con l'arrivo di Luciano D'Alfonso, Abruzzo Engineering è rinata dalla sue ceneri perchè la Regione, cambiando bandiera e colore politico, ha scorto in quella società del "potenziale" e soprattutto ha voluto salvaguardare i posti di lavoro. Se dunque Del Turco è stato il vero padre, D’Alfonso è quello adottivo.  

 Restava sul tavolo il nodo centrale: trasformare la Cenerentola delle partecipate regionali in una società in house per permettergli di avere commesse dirette da parte della Regione e dunque lavorare e combinare qualcosa.

Necessario, dunque l'acquisto delle quote del socio minoritario. 

 COSTI E RISCHI INCERTI E INDETERMINATI

Ma questo salvataggio ha un costo che rimane incerto e indeterminato, proprio come i rischi assunti.

La cifra è scritta e dettagliata nell'accordo transattivo che qualche giorno fa è stato stipulato tra le parti, ovvero Regione, Ae e Selex Sema dopo mesi di 'annusamenti' e di trattative.

Un accordo che ripercorre tutte le tappe di una vicenda infinita, lastricata di misteri, finanziamenti per centinaia di milioni di euro per progetti spesso immateriali o intangibili, problemi, contenziosi, lavoratori fermi senza lavoro, messa in liquidazione della società e rinascita.

 Un accordo che andrebbe valutato e scandagliato rigo per rigo attraverso le carte che non si vedono da parte di attenti controllori che non sembrano esserci se si esclude il gioco delle parti dei partiti non sempre volenterosi né preparati.

 Anche perché è vero che la Regione risparmierebbe 24 mln di euro ma se il debito iniziale è gonfiato allora anche i numeri sono inganni. E come se non bastasse l’accordo sembrerebbe  sbilanciato in danno della Regione che in pratica si prostra al colosso Finmeccanica assicurando una serie di importanti garanzie che vanno dalla resa di ogni pretesa futura, fino alla possibilità data alla Selex di stracciare la proposta transattiva se dovessero emergere problemi dal passato.

In pratica la Regione di sua volontà accetta rischi potenzialmente per centinaia di milioni…

 La Regione garantisce anche che i lavoratori di Ae nulla avranno a pretendere e pure che se dovesse emergere qualcosa che non va dai bilanci 2013 e 2014 (le classiche brutte sorprese che nessuno sospetta…) Selex non sarà chiamata a risponderne.

 TRE RATE PER UNA SOCIETA' IN HOUSE

La Regione si è impegnata a versare quanto stabilito in '14 comode rate', come si direbbe in una televendita più o meno vantaggiosa. Ma come si è arrivati a stabilire la cifra di 5,3 milioni (tassi di interesse escluso)? 

Allora, 4,5 milioni sono il saldo della transazione tra le parti che saranno versati in due rate da 2.250.000 euro (la prima entro il 30 settembre e la seconda entro il 31 marzo 2016) . In pratica se la Sema aveva chiesto al tribunale civile de L'Aquila un risarcimento di 29,6 milioni di euro oggi si accontenta della sesta parte.

Il conteggio esatto delle cifre è segreto, anche le fatture sono segrete così come i lavori che si intendono effettuati. Persino i crediti che la società di Finmeccanica pretende senza aver emesso le fatture sono segreti così come sono segrete le ragioni per cui la Regione non riconosce buona parte dei suoi debiti.  

Ae sostanzialmente senza affidamenti per quasi tre anni (da metà 2008 alla fine del 2010) ha accumulato perdite per 25 milioni di euro e Selex non si è vista corrispondere gli importi dovuti.

 Così le presunte attività svolte di Selex e non fatturate per 8 milioni di euro rimangono un mistero per tutti.

Ci sono poi 700 mila euro a titolo di corrispettivo per la fornitura di «servizi»  che dovranno essere versati entro il 31 dicembre 2016 in 12 rate mensili e si arriva a 5,2.

 CREDITI NON RICONOSCIUTI, ANZI SI'

Selex ha ceduto a Monte Paschi tre fatture per 10 milioni di euro ma Ae contestava queste cessioni e a sua volta sosteneva di vantare crediti da Sema per 400 mila euro. 

Ma proprio questa cessione di crediti è entrata nell'accordo transattivo: adesso Ae ha cambiato idea e li riconosce e soprattutto è sparita la pretesa dei 400.

La Regione, inoltre, si è impegnata a «tenere indenne» Selex da qualsiasi onere giuridico, economico e finanziario che possa derivare dall'approvazione dei bilanci al 31 dicembre 2013, 2014, 2015 di Abruzzo Engineering. E non solo. Perchè Regione e Ae si dicono pronte a sollevare Selex Sema da qualsiasi problema dovesse arrivare dal pagamento di quelle fatture cedute a Monte Paschi così come si impegnano a tenere fuori la società dalle pretese dei dipendenti di Ae o dall'obbligo di contribuzione di Sema a favore del fondo di liquidazione di Abruzzo Engineering.

 VATAGGIOSO PER QUANTI?

Il tempo dirà se la scelta della maggioranza di centrosinistra -e segnatamente il Pd e la sua frangia aquilana- avranno fatto un favore,  oltre che ai 185 dipendenti di Abruzzo Engineering, anche alle casse pubbliche e, dunque, a tutti gli abruzzesi.

Sta di fatto che la politica, sia di destra che di sinistra, ha certificato le debolezze estreme di Ae: Chiodi denunciandone inefficienze, presunte truffe subite e lentezza; D’Alfonso, volendola trasformare a tutti i costi in “totalmente pubblica”, certifica il fatto che questa società senza aiuti della politica non resisterebbe nemmeno 5 minuti sul mercato (quello della concorrenza).

Cosa ha impedito ad Abruzzo Engineering, per esempio, di partecipare ad appalti o gare pubbliche per reperire commesse in questi anni potendo dimostrare così il presunto vero potenziale? Invece è stata solo inerzia in attesa del salvataggio che è arrivato…  

E la politica è dentro questa storia mani e piedi e cerca di mettere ora una pietra tombale sul passato volendo dimenticare al più presto quei «cadaveri che si rivoltavano nella tomba» evocati e non resuscitati dall’allora governatore Chiodi.  

Ora gli abruzzesi dovranno accettare anche questo ennesimo accordo che pagheranno caro senza sapere come è stata amministrata una società che ha divorato centinaia di milioni di euro di fondi che servivano per rendere “tecnologica” la nostra regione.

Invece la vera storia è un’altra e non la racconterà nessuno.

 

ABRUZZO ENGINEERING TRANSAZIONE SELEX DGR560-2015