L'IMBROGLIO DELLE CARTE

Scioglimento Consiglio regionale. D’Alfonso: «giuridicamente impossibile» ma…

Molte le cose che non tornano, accuse, interrogazioni parlamentari e la lettera di Gerardis

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

2291

Scioglimento Consiglio regionale. D’Alfonso: «giuridicamente impossibile» ma…

Luciano D'Alfonso

 

ABRUZZO. «Voglio rassicurare tutti gli abruzzesi e anche gli italiani che non solo non esiste il rischio, ma che è giuridicamente impossibile che si realizzi ciò che è stato scritto e cioè la possibilità di scioglimento del Consiglio regionale».

 Così il presidente della Regione Abruzzo, Luciano D'Alfonso, a proposito del provvedimento della Corte dei Conti che ha chiesto lo scioglimento dell'assemblea regionale per gravi inadempienze nella gestione dei conti.

Da due giorni l’estate abruzzese si è arricchita della “sagra della dichiarazione” sull’argomento: da una parte, il centrosinistra-maggioranza che getta acqua sul fuoco e prova a smentire la pronuncia dell’organo giudiziario; dall’altra, le opposizioni che cavalcano quanto scritto nero su bianco dai giudici dei conti.

 In mezzo il documento contabile che facendo un oggettiva radiografia della gestione amministrativa della Regione Abruzzo sanziona pesantemente un andazzo ormai consolidato di anni.

Di certo alla Corte dei Conti, però, mancavano alcuni… conti quelli del riaccertamento dei residui che la giunta ha approvato il 26 giugno e che non sono stati inviati per tempo per un pasticcio degli uffici (parrebbe).

Che poi per varie ragioni lo scioglimento del consiglio regionale sia cosa più che remota è cosa che sanno tutti, comprese le stesse opposizioni… Qualcosa di nuovo,ad ogni modo, è successo e bisognerebbe prenderne atto e avvantaggiarsene per il futuro.

«Il fatto che le opposizioni pongano questa questione - ha aggiunto il governatore - è ridente, e non ho detto ridicolo. La questione che giustamente la Corte dei Conti ha rappresentato riguarda il rendiconto del 2013 e del 2014. Il 2013 è propedeutico al 2014 e noi per quanto riguarda il riaccertamento dei residui del 2013 lo abbiamo già fatto a giugno del 2015, lo abbiamo comunicato alla Corte ed è venuto anche meno a questo punto il significato del pronunciamento della corte».

 «Noi abbiamo assunto una condotta istituzionale come è giusto che sia e vogliamo portare alla luce le ragioni documentali sia dell'accertamento dei residui che della rendicontazione. Lo stiamo facendo con la fatica che questo impone, ma noi diciamo ad alta voce che per quanto riguarda i nostri cinque anni faremo tutti i compiti allineatamente per tempo. Quando lasceremo per ricandidarci e governare il prossimo quinquennio - ha concluso - avremo già fatto la rendicontazione. Non lasceremo il lavoro non affrontato».

CARTE INVIATE… MA QUANDO?

Censure simili non sono tuttavia una novità, qualcosa si poteva intuire anche dal giudizio di parifica del rendiconto 2012 che si è tenuto per l’Abruzzo nel luglio 2014.

Ed è noto che, in tema di approvazione dei rendiconti, la Regione Abruzzo versava in un cronico ritardo già dall’anno 2008… anche se in molti avevano denunciato le irregolarità.

Oggi tutti parlano di «situazione superata» perché la Corte dei Conti ha ricevuto ulteriore documentazione che la giunta ha prodotto. Ma è un fatto che vi sia stato un errore di comunicazione e che la delibera di giunta non sia stata inviata correttamente e in tempo per scongiurare la pronuncia negativa.

Come è stato possibile? E poi tutti –compreso D’Alfonso e Paolucci- continuano a dire che c’è ancora del lavoro difficile da fare per chiudere la partita. Dunque il pericolo al netto della propaganda è tutt’altro che scongiurato.

Il presidente della Commissione consiliare Bilancio e Affari generali, Maurizio Di Nicola  annuncia dal canto suo che «a breve la commissione sarà investita dell’esame di un progetto di legge relativo al nuovo ordinamento contabile, elaborato con la collaborazione degli uffici del Consiglio e della Giunta, per affiancare sul versante legislativo il serio lavoro di riforma che sta svolgendo l’Assessore Paolucci, al fine di garantire il riallineamento del ciclo finanziario della Regione Abruzzo, con un piano di ammortamento del disavanzo accertato definitivamente che non pregiudichi le garanzie ed i diritti sociali e di cittadinanza della comunità abruzzese».

Insomma tempi lunghi…

AMNESIE, CONFUSIONE E MALUMORI?

Dunque bisogna ora capire che cosa non abbia funzionato e perché.

Secondo Mauro Febbo (Forza Italia) la pronuncia della Corte dei Conti oltre a sancire le vulnerabilità dei conti avrebbe squarciato il velo sugli uffici regionali e sulla squadra del Presidente D’Alfonso, «dove evidentemente si respira un clima molto teso».

«Dopo un goffo tentativo di autodifesa dell’assessore Paolucci», sostiene Febbo, «il direttore generale Cristina Gerardis ha deciso di correre ai ripari prendendo carta e penna per mettersi al riparo da ogni responsabilità».  

E dunque il 26 giugno 2015 la Giunta, con Delibera n.549, approva  il riaccertamento dei residui al 31.12.2013 («nel corso di una seduta dove Paolucci risulta addirittura assente e questo la dice lunga sull’atteggiamento con cui affronta le questioni di Bilancio confermato dall’errore di ieri nel richiamare il numero della Delibera», dice Febbo).

Solo il 17 luglio però, seguendo una antipatica consuetudine di questo Governo regionale, la Delibera esce dalla Segreteria di Giunta e di fatto il 22 luglio approda negli uffici del Servizio Bilancio (come da timbro sulla comunicazione del dott. Gariani).

E’ bene ricordare che il punto 9 del provvedimento adottato dall’Esecutivo stabilisce che il Servizio Bilancio è incaricato di trasmetterlo alla Corte dei Conti ma il 17 luglio, giorno della riunione in camera di Consiglio (la sentenza sarà depositata il 20 luglio), chiaramente la Delibera non è agli atti perché ancora ferma negli uffici regionali.

Ed è proprio su questo punto che la Gerardis entra in scena.

«Guarda caso proprio oggi ha inviato alla Corte dei Conti (sic!!!) una comunicazione, datata 22 luglio», fa notare Febbo, «per ribadire che spettava al Capo dipartimento del Servizio Bilancio il compito di inviare la Delibera  n.549 a Corte dei Conti, Collegio dei Revisori e Commissione Bilancio; ma come avrebbe potuto visto che è stata acquisita solo il 22 luglio?  Si tratta chiaramente di una “furbata”, un modo per scaricare ogni sua responsabilità sui ritardi. Ma di fatto la Gerardis, che vanta un prestigioso curriculum e D’Alfonso ha fortemente voluto alla Regione strappandola all’Avvocatura di Stato, è Direttore generale, Capo Dipartimento Risorse e Organizzazione all’interno del quale è collocato proprio il Servizio Bilancio (di cui Carmine Cipollone era Capo dipartimento fino a maggio quando si è dimesso), quindi chiaramente non può certo esimersi in nessun modo da eventuali responsabilità».

Intanto il M5s presenterà una interrogazione urgente alla Presidenza del Consiglio dei Ministri e al ministero dell' Economia e delle Finanze «per chiedere quali provvedimenti intendano intraprendere».

 Nel documento firmato da Vacca, Colletti e Del Grosso si chiede se il premier Renzi «intende o no procedere alla rimozione del presidente D'Alfonso o al commissariamento della Regione».

 L'interrogazione sarà inoltrata anche come richiesta di question time che si dovrebbe svolgere mercoledì prossimo.

Gerardis Corte Conti