DIETRO LA MEDAGLIA

Regione, l'encomio porta sfortuna a tre dirigenti. Errori ed omissioni dietro l'angolo

Febbo protesta: «dirigente premiata non conosce la normativa»

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Regione, l'encomio porta sfortuna a tre dirigenti. Errori ed omissioni dietro l'angolo

Una riunione

ABRUZZO. Tre dirigenti e tre encomi solenni da parte del presidente della Giunta regionale, Luciano D'Alfonso.

Ma proprio in questi giorni i tre beneficiari dell'alto riconoscimento sono incappati in piccoli e grandi problemi che fanno rima con allungamento dei tempi e imprevisti, tutte cose che solitamente non piacciono al grande capo D'Alfonso. Incassato il 'premio', però, certo la Regione non torna indietro. 

E' il caso di Anna Maria Marziale e a Silvio Iervese che nelle scorse settimane hanno ricevuto l'encomio per l’intervento di riqualificazione e messa in sicurezza dell’area ex Cofa, a cui da sempre D’Alfonso tiene particolarmente, ma anche per il bando di Palazzo Centi a L'Aquila, una delle prime opere pubbliche destinate a edilizia istituzionale.

Solo qualche ora dopo, però, il bando aquilano ha subìto una battuta d'arresto: proroga dei termini e rettifica necessaria. Ma intanto l'encomio era arrivato così come le lodi del presidente. 

Mauro Febbo, presidente della commissione Vigilanza, punta invece il dito contro la dirigente del servizio risorse umane della Regione, Eliana Di Marcantonio e segnala il problema del Servizio assistenza farmaceutica e trasfusionale dove sono ferme al palo le procedure del concorso straordinario per l’assegnazione di 85 sedi farmaceutiche. 

«Questo avviene», contesta Febbo, «perché un dirigente non concede la proroga di 3 contratti a tempo determinato in scadenza con motivazioni assolutamente prive di fondamento che denotano tra l’altro, fatto ancora più grave, una scarsa conoscenza della normativa vigente».

Il 9 luglio scorso il direttore Muraglia e il dirigente del Servizio Assistenza farmaceutica e trasfusionale Melena, scrivono a Direttore e Dirigente delle Risorse umane per chiedere la proroga dei contratti sulla base di quanto disposto dall’art. 2 della Legge regionale del 26 giugno 2015. L’articolo stabilisce che i contratti a tempo determinato dei dipendenti assegnati al Dipartimento per la Salute e il Welfare – Servizio assistenza farmaceutica e trasfusionale, per le strette necessità connesse al completamento del concorso per l’assegnazione di 85 sedi farmaceutiche, sono prorogati fino alla conclusione delle procedure concorsuali per la copertura delle nuove sedi farmaceutiche e comunque non oltre il 31 dicembre 2015. Tra l’altro, è bene ricordarlo, il concorso in questione è stato indetto oltre due anni fa.

«Nulla di più chiaro insomma», sottolinea Febbo, «l’iter dovrebbe procedere agevolmente ma è a questo punto che tutto si blocca definitivamente perché il comunica che il Servizio non procederà ad attore nessun atto di proroga».

 Le motivazioni richiamate riguardano una serie di criticità rispetto alla proroga tenuto conto di quanto previsto dal D. Lgs 165/2001. 

«E’ qui nasce la situazione paradossale che evidenzia come Di Marcantonio abbia commesso un errore grave e clamoroso», contesta l'esponente di Forza Italia. 

Muraglia e Melena infatti rispondono alla nota del Dirigente delle Risorse Umane evidenziando che il richiamato articolo 5, c. 4-bis del D.lgs. n. 368/2001 è stato abrogato con il decreto legislativo 81/2015, l’articolo 19 del quale sancisce come «un ulteriore contratto a tempo determinato fra gli stessi soggetti, della durata massima di dodici mesi, può essere stipulato presso la direzione territoriale del lavoro competente per territorio».

 Viene confermata, dunque, la validità e la conseguente applicabilità dell’istituto della proroga. In virtù di tali osservazioni viene chiesto  di dare immediata esecuzione alla normativa vigente, configurandosi in caso contrario una condotta omissiva da parte del Dirigente preposto. 

«Appare assurdo – evidenzia Febbo - assistere ad una vicenda del genere nella quale un Dirigente regionale che dovrebbe garantire il funzionamento efficace della macchina amministrativa, mostra lacune tali da causarne il blocco e l’impossibilità di espletare le proprie funzioni. Ancora più assurdo se pensiamo che la dott.ssa Di Marcantonio di recente ha ricevuto un encomio dal Presidente D’Alfonso proprio per i risultati raggiunti. Dopo oltre un anno quindi siamo di fronte a una Regione lenta che si distingue solo per inefficienze ed evidenti paradossi».