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Spesa farmaceutica, Intersindacale scrive a D’Alfonso: «modificare il decreto»

I medici tornano sul documento contestato

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Spesa farmaceutica, Intersindacale scrive a D’Alfonso: «modificare il decreto»

ABRUZZO. L’intersindacale sanitaria abruzzese chiede al commissario alla Sanità, Luciano D’Alfonso, la modifica dello schema di contratto per l’erogazione di prestazioni ospedaliere con le strutture sanitarie private accreditate.

Dopo le contestazioni per i 7 milioni di euro in più alle cliniche private e i dubbi sul decreto («perché Zuccatelli non ha firmato?», i medici tornano sul decreto redatto a fine giugno e chiedono di inserire degli obblighi per contenere la spesa farmaceutica.

L' erogazione dei farmaci ai pazienti dimessi dagli ospedali (ma non dalle cliniche private) evita infatti al cittadino di rimanere senza terapia (dimissione nei prefestivi o in orari pomeridiani/serali in cui i medici di famiglia non sono in servizio) o peggio di dover affrontare lunghe ore di fila dal medico di famiglia. Questa prescrizione ospedaliera è obbligatoria in virtù del decreto commissariale e non sempre rispettata dai medici ospedalieri.

«Una dimenticanza o altro», scrive l’Intersindacale nella nota, «che ha costretto e costringe i cittadini abruzzesi a rivolgersi ai propri medici di famiglia e ai propri pediatri di libera scelta per ottenere le prescrizioni, spesso per patologie abbisognevoli di farmaci ad alto costo (eparine a basso peso molecolare, etc.) sul ricettario del Servizio Sanitario Nazionale.  Prescrizioni che hanno trasformato e trasformano spesso i medici in iperprescrittori di farmaci e che hanno determinato e determinano ripercussioni economiche per le tasche dei  cittadini abruzzesi costretti a pagare ticket non dovuti poiché farmaci che dovrebbero essere erogati gratuitamente dalle farmacie ospedaliere; prescrizioni che, cosa ancor peggiore, hanno costretto e rischiano di costringere la nostra Regione ad adottare provvedimenti per mantenere la spesa farmaceutica entro i tetti previsti dalle normative nazionali evitando per di più censure durante i controlli che periodicamente ci sono nei tavoli di monitoraggio ministeriali».

Allo stato attuale le cliniche private convenzionate consigliano la terapia farmacologica nella lettera di dimissione ma non possono fare nessuna prescrizione perchè i medici non hanno il ricettario del servizio sanitario nazionale. L'intersindacale chiede dunque al commissario che siano attivate specifiche convenzioni tra cliniche private e farmacie ospedaliere: convenzione che viene vista come un grande servizio ai cittadini (che non rimangono senza terapia) e che permetterebbe comunque un contenimento della spesa farmaceutica, problema sempre più attuale considerato anche il nuovo taglio al fondo sanitario nazionale deliberato in questi giorni dalla conferenza stato-regioni.

Ci sono poi altri due obblighi, secondo l’intersindacale, non inseriti nello schema contrattuale in oggetto.

Primo: l’obbligo della certificazione di malattia on-line in caso di visita medica specialistica per il paziente come deve avvenire per la certificazione di malattia in caso di ricovero. Secondo:  l’obbligo di non sottoporre al pagamento di ticket i pazienti che si sottopongono a controlli medici e diagnostici dopo ricovero fino a guarigione del quadro patologico. Saranno corretti anche questi due aspetti?