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Costi della politica, ecco i consiglieri regionali che non vogliono tagliarsi lo stipendio

La proposta dei 5 Stelle rispedita in commissione

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Costi della politica, ecco i consiglieri regionali che non vogliono tagliarsi lo stipendio

Le firme

ABRUZZO. Alle 6:05 di mercoledì mattina è arrivata in Consiglio regionale (una seduta fiume cominciata il giorno prima) la proposta di legge sulla riduzione dei costi della politica presentata dal Movimento 5 Stelle.

La proposta prevedeva, tra le altre cose, il dimezzamento delle indennità (stipendi) dei consiglieri regionali.  Settimane fa i grillini non erano riusciti a discuterla e votarla in commissione perché i consiglieri di maggioranza, al momento del voto, si erano dileguati.

E in Consiglio non è andata meglio: 22 consiglieri (dunque maggioranza più altri) ne hanno chiesto e votato il rinvio in commissione. Tutto rimandato, ancora una volta.

«Cosa non si fa per mantenere il mega stipendio», commenta la consigliera regionale del Movimento 5 Stelle, Sara Marcozzi.

Si tratta di una proposta importante che di sicuro ha il pregio di risparmiare decine di migliaia di euro e potrebbe contribuire a diradare il dubbio che i delegati dei cittadini (consiglieri eletti) stiano lì per altre ragioni che non siano il bene pubblico.

Con tale votazione purtroppo gli stessi consiglieri hanno deciso di rimandate una questione per altri molto importante.  

 

A votare per il rinvio sono stati:

Alberto Balducci, Camillo D’Alessandro, Donato Di Matteo, Sandro Mariani, Luciano Monticelli, Sulvio Paolucci, Dino Pepe, Pierpaolo Pietrucci, Marinella Sclocco.

Andrea Gerosolimo e Mario Olivieri

 Maurizio Di Nicola

Lucrezio Paolini

Lorenzo Berardinetti e Alessio Monaco

Mario Mazzocca

Gianni Chiodi, Paolo Gatti, Emilio Iampieri, Lorenzo Sospiri

Mauro Di Dalmazio di Abruzzo Futuro e Giorgio D’Ignazio

 

 

A conti fatti non ha votato per il rinvio, oltre ovviamente ai 5 stelle, solo il consigliere regionale di Forza Italia, Mauro Febbo. Così come non hanno firmato i due presidente D’Alfonso e Di Pangrazio.

«Neanche con un governo di estrema destra avremmo potuto assistere a questo attaccamento ai privilegi come accade in Abruzzo con la Giunta D’Alfonso», continua Marcozzi.

Nello stesso Consiglio gli esponenti di maggioranza e opposizione hanno anche bocciato una risoluzione che limita l’utilizzo delle auto blu per questioni che non riguardano l’esercizio di mandato. «Tutto questo dopo aver regalato milioni di euro alle cliniche private, agli istituti religiosi dell’Abruzzo, 900 mila euro solo al Volto Santo di Manoppello, ma potremmo continuare per ore», insiste Marcozzi.

LA PROPOSTA DEI 5 STELLE

La proposta dei grillini prevede tagli per 23 milioni di euro nei cinque anni di legislatura.
Sforbiciata alle indennità di Consiglieri e Presidenti di Giunta e Consiglio le cui massime retribuzioni consentite sarebbero rispettivamente ridotte per i primi da  11.100 euro a  5.000 euro e per i secondi da  13.800 a 6.500 euro.

Altro taglio previsto è quello dei rimborsi spese, nota dolente per le tasche della Regione, che elargisce ai consiglieri fino a 4500 euro mensili. Un forfait che viene assegnato a prescindere da quanto si spenda effettivamente per vitto, alloggio e viaggio e a prescindere dal luogo di provenienza. Solo i consiglieri del M5S rendicontano già ogni spesa e percepiscono il rimborso solo su quanto realmente utilizzato. Gli altri intascano il forfait incrementando di molto il loro stipendio.

Tagli sono previsti anche per le indennità di vice presidente e segretari di commissione. Sono previste l’abrogazione della Polizza assicurativa in caso di morte o infortunio del Consigliere, l’abrogazione del trattamento di fine mandato e la riduzione dei vitalizi con percentuali maggiori in caso di cumulo di vitalizi diversi. Infine lo spostamento da 60 a 67 anni per la fruizione del vitalizio per i consiglieri che ne abbiamo maturato il diritto, come per i lavoratori “comuni”.