SALVATAGGIO

La rinascita di Abruzzo Engineering: ecco di chi sono i meriti

Centrosinistra esulta, opposizioni no

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La rinascita di Abruzzo Engineering: ecco di chi sono i meriti

Giovanni Lolli

ABRUZZO. Dopo oltre 24 ore di discussioni, confronti, delusioni altalenanti a speranze malcelate, il Consiglio della Regione Abruzzo verso le ore 12 di  mercoledì scorso, con 18 voti a favore , 5 contrari e 3 astenuti, ha approvato la legge che riconosce la società Abruzzo Engineering, società in house che può operare con mandato e nell’interesse della Regione.

 Il progetto di legge era stato presentato dal presidente della 2^ commissione Pierpaolo Pietrucci, sotto la regia del vice presidente Giovanni Lolli: dopo 27 ore di discussione tra commissioni prima e quarta e aula consiliare, è passato dando il via al salvataggio della società e dei relativi 180 posti di lavoro.

La norma prevede un impegno finanziario complessivo della Regione per circa 6 milioni di euro, ripartito sui bilanci 2015 e 2016. Le somme serviranno, oltre alla definizione della revoca delle procedure di liquidazione, all’acquisto del 30 per cento del capitale attualmente detenuto da Selex.

Questa quota porterà la partecipazione della Regione al 90 per cento, consentendo di qualificare la società come “in house” a cui affidare direttamente commesse, senza bando. Nella legge viene esplicitato che Abruzzo Engineering, dopo questo intervento, dovrà operare in piena autosufficienza finanziaria.

«Questo voto arriva dopo anni di mortificazioni  dei circa 187 dipendenti e loro famiglie», commenta la Fisascat Cisl Abruzzo Molise che ringrazia il presidente D’Alfonso e il vice Giovanni Lollli, «e ha determinato un investimento che porterà indubbi benefici per l’economia abruzzese».

La Fisascat Cisl, ritiene però che da subito, bisogna mettere a disposizione dell’azienda le risorse finanziarie necessarie «per dare concreto avvio alle attività  che si intende far svolgere ad AE  e dare dignità a lavoratori che da oltre otto mesi vivono senza salario e che per poter raggiungere gli obiettivi sperati hanno scelto di ridursi l’orario individuale di lavoro ed altri costi contrattuali».

«Con il salvataggio della società Abruzzo Engineering – commenta il vice presidente vicario del Consiglio Lucrezio Paolini – abbiamo voluto sottolineare l’attenzione della Regione sul lavoro. La salvaguardia dei 180 dipendenti vuole essere un segnale per il nostro Abruzzo, sia per il rilancio della ripresa occupazionale della nostra Regione, sia per la qualità delle professionalità dei lavoratori che rappresentano una risorsa importante per il nostro sistema economico».

«L’Abruzzo torna al passato», ha commentato invece l’ex governatore Gianni Chiodi che durante il suo mandato aveva messo in liquidazione la società.

Secondo l’ex presidente della Regione «si è tornati ad utilizzare i soldi degli abruzzesi per la sanità privata e per i carrozzoni. Esattamente il contrario di quello che noi abbiamo cercato di fare negli anni passati quando eravamo al governo. Si è deciso di utilizzare le risorse degli abruzzesi, e di non abbassare le tasse, per finanziare carrozzoni e di questo siamo profondamente costernati. Inoltre – prosegue Chiodi – ci sono altre situazioni simili a quella di Abruzzo Engineering, altri enti che versano in situazioni di difficoltà, con i dipendenti che si trovano a far fronte a crisi nazionali e internazionali, mentre in Consiglio regionale  si è deciso di riaprire una sola di queste realtà, che costerà a tutti gli abruzzesi circa 7 milioni e mezzo di euro. La maggioranza di centrosinistra  ha votato l’assunzione di centosettanta dipendenti in più che, sommati a quelli provenienti dalle Province, faranno dell’Abruzzo una delle Regioni con la più alta percentuale di personale in Italia. Si è votato a favore di un assorbimento di risorse – conclude Chiodi – senza una reale contropartita in termine di vantaggio reale per il sistema economico».

«FORZA ITALIA E’ SCOPPIATA»
 
«Non riesco a capire», ha detto invece il Capogruppo del Partito Democratico, Sandro Mariani, «a cosa sia servita una vera e propria maratona ostruzionistica di quasi 30 ore, sia in commissione, che in aula, con vere e proprie barricate nei confronti della nostra proposta, quando alla fine, non solo l’ex Governatore non è stato presente in aula, ma il suo Capogruppo ha ritenuto di doversi astenere nella votazione finale».
«Al suo, ritorno al passato per la Regione Abruzzo – continua Mariani – contrappongo un ben più rilevante ritorno al futuro, nel sottolineare come attraverso l’approvazione di questa norma, non abbiamo soltanto salvato il futuro lavorativo di 180 famiglie abruzzesi, ma abbiamo dato linfa vitale al Genio Civile ed ai comuni del cratere ed al tempo stesso prodotto un risparmio di ben 20 milioni di euro per le tasche dei contribuenti»
«Probabilmente – conclude Mariani – mentre la nostra maggioranza ha dato prova di compattezza, resistenza, capacità di lavoro e di produrre risultati tangibili, all’interno del gruppo consiliare di Forza Italia, deve essere cortocircuitato qualcosa, che ha prodotto le defezioni di molti membri durante la discussione e l’inspiegabile astensione finale».
Il Movimento 5 Stelle invita invece a leggere la lista dei dipendenti di Abruzzo Engineering «per avere un’idea di quanti di questi sono legati a vario titolo alla politica locale aquilana, confermando l’impressione che questi siano stati selezionati per criteri di “appartenenza” più che per “competenza”. Sono loro i fortunati che la maggioranza del centro sinistra e il PD ha voluto privilegiare con i soldi dei contribuenti, mentre decine di imprenditori e giovani abruzzesi figli di nessuno rimangono nella disperazione e sono costretti a fuggire all’estero».