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Dietro il salvataggio di Abruzzo Engineering omissioni, amnesie e infiniti silenzi

La società dei misteri per ora costa 6mln di euro e la politica dimentica i dubbi del passato

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Dietro il salvataggio di Abruzzo Engineering omissioni, amnesie e infiniti silenzi

Consiglio regionale Abruzzo

ABRUZZO. E’ stata salvata una società (mista pubblico-privata) ed i lavoratori sono salvi. Messa così è una splendida notizia la fine della liquidazione di Abruzzo Engineering.

 Se, però, si aggiunge che il costo, per ora, è di almeno 6 mln di euro di soldi pubblici la notizia rimane sempre positiva anche se lo sforzo di impiegare tali risorse in questo periodo di forte crisi e tassazione potrebbe far riflettere un po’ di più.

Ma il salvataggio di Abruzzo Engineering nasconde in sé molti “cavalli di Troia” come quelli di una densa nebbia mai diradata circa la propria gestione finita poi con la liquidazione del 2010 di Gianni Chiodi e fatta di stipendi d’oro dei vertici messi lì dalla politica, fatta di oltre 100 persone che hanno trovato un posto fisso anche se piuttosto instabile grazie alla politica (prevalentemente il centrosinistra aquilano).

Una gestione sempre in perdita e spesso non coerente che ha fatto parlare, ma solo di recente, di «carrozzone della politica», definizione che indica se non altro una realtà industriale che non esisterebbe in un mercato concorrenziale reale e non inquinato da finanziamenti pubblici e spintarelle politiche.

  E poi bisogna ricordare che Abruzzo Engineering è stata creata da Ottaviano Del Turco nel 2006 che di fatto l’ha utilizzata come intermediaria per far arrivare milioni di commesse alla Selex (che ha quote societarie in Ae) del gruppo Finmeccanica (si ricordano ancora le inaugurazioni con Pierfrancesco Guarguaglini poi disarcionato e arrestato per una serie di inchieste penali per corruzione).

In Abruzzo Engineering si è creata quella sinergia di forze tra la holding internazionale ed il piccolo Abruzzo che già ospitava Telespazio e che con Abruzzo Engineering si aggiudicava anche centinaia di milioni di finanziamenti europei sulle “nuove tecnologie”. Ae è servita per far parlare i politici per 15 anni di “Abruzzo regione all’avanguardia tecnologica”… e nel 2015 non c’è ancor a la banda larga dappertutto.   

E poi c’è la vicenda mai chiarita e tenuta segreta circa i crediti vantati da Selex Sema, circa 30 mln di euro che la Regione dovrebbe pagare ma che il presidente di allora (Chiodi) denunciò come pretese gonfiate (anzi parlò di vera e propria «truffa»).

Una notizia del genere non ha mai fatto saltare sulla sedia alcun procuratore abruzzese mentre invece almeno tre procure si sono interessate a valutare il potenziale diffamatorio della notizia che riportava quella vicenda…

Ora proprio quei 30mln di euro che sono oggetto di un contenzioso giudiziario civile (si ripete tenuto segreto dalla politica) è merce per la compensazione per l’acquisto delle quote da parte della Regione, pare per circa 6mln di euro.

Così con il voto di ieri in Consiglio la politica di centrosinistra ha deciso di spendere soldi pubblici per salvare una società che dovrebbe diventare “in house” e dunque poter ricevere affidamenti diretti dalla Regione (proprio come accadeva con Del Turco ma in maniera illegittima).

Si tratterebbe però di “servizi a tariffazione” visto che si impone ad Abruzzo Engineering “l’autosostentamento” (lavori, incassi e paghi le spese, come minimo).

La storia del salvataggio di Ae è anche tutto questo con un lavoro ai fianchi trasversale fatto di politica ma anche tanti interessi che hanno spinto i consiglieri ad impegnarsi mettendo davanti ancora una volta i dipendenti abbandonati per 5 anni e lanciati nel limbo della cassa integrazione.

NON HANNO VOLUTO FARE CHIAREZZA: TUTTI D’ACCORDO

Una vicenda fatta di poteri forti economici non sempre chiari e soprattutto di una politica che è riuscita più volte a contraddirsi e ad essere incoerente.

Di fatto non c’è mai stata la volontà da parte dei governi di centrodestra e centrosinistra di fare chiarezza.

E c’è dell’incredibile, perché il Consiglio regionale (lo stesso organo istituzionale anche se con composizione diversa) votò per una commissione speciale di inchiesta il 19 ottobre 2010, commissione non solo che non è mai esistita ma che nessuno ha mai più reclamato…

Il silenzio sembra la linea dominante se si parla di Abruzzo Engineering tanto che persino un senatore della Repubblica è stato sonoramente (anzi silenziosamente) sbeffeggiato visto che alle sue interrogazioni non è mai stata data risposta (e sono passati oltre 5 anni…)

 Il silenzio come linea di condotta e chi non si è allineato è stato pesantemente attaccato come è capitato a questo quotidiano ricevendo diverse azioni giudiziarie, almeno una di questa palesemente temeraria e un po’ grottesca.

Chi non si è allineato negli anni alla linea del silenzio si è anche beccato  una petizione di dipendenti che male digerivano il fatto di essere etichettati come dipendenti di un «carrozzone» o assunti senza concorso grazie alla politica.

Stupisce anche la poca preparazione di alcuni consiglieri regionali e la posizione di altri che nel dibattito si sono dimostrati o favorevoli «a prescindere» o contrari «a prescindere» senza conoscere in profondità la vicenda. Confusa e improduttiva l'unica opposizione senza "conflitti di interesse", quella del M5s.

Strano per esempio che nessuno abbia ricordato proprio la precedente volontà del Consiglio ignorata di istituire una commissione di inchiesta. Che cosa doveva indagare quella commissione? Ma chi se ne frega se quelle cose sono rimaste ignote anche se oggi  c’è bisogno di altri soldi pubblici.

Ora per fortuna i 185 lavoratori potranno forse tirare un sospiro di sollievo e sperare di poter continuare a lavorare e ripagare i loro debiti familiari che si sono accumulati in questi anni di sventure.

 A beneficio di chi ha voglia e tempo qui si può trovare la storia della società nata dalle ceneri di Collabora Engineering per accogliere ex Lsu e poi dal 2007, con Quarta, sono arrivate altre cento persone…

 Senza concorso ma pronte a votare i maggiori partiti del centrosinistra.

Commissione d'Inchiesta Abruzzo Engineering

RELAZIONE SALVATAGGIO ABRUZZO ENGINEERING