LO SCATTO CHE INCHIODA

Finti saldi, le foto dei cartellini fasulli inchiodano i commercianti

Arco consumatori chiede l’intervento della Finanza

Redazione Pdn

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SALDI

ABRUZZO. Il giochetto è sempre lo stesso e forse per questo i clienti si sono fatti più scaltri ed hanno iniziato a sbugiardare gli esercenti furboni.

Sarà anche che con gli smartphone ormai ognuno di noi viaggia con una macchina fotografica in tasca… e le fotografie spesso non mentono.

Ecco allora che è bastato fotografare vetrine poco prima dei saldi e le stesse vetrine dopo i saldi per avere amare certezze di vere e proprie truffe ai danni dei consumatori. I prezzi reali di partenza vengono alterati per poi far apparire uno sconto che in realtà non c’è e solo il cliente più attento può (forse) accorgersene. Gli altri saranno invece attirati inconsapevolmente dal bluff. E di magagne in questi giorni se ne trovano diverse nei negozi, come la solita merce fuori stagione ritirata fuori a prezzi scontatissimi, una trovata che non diventa mai fuori moda.  E così tra tanti commercianti onesti costretti a fronteggiare da anni difficoltà enormi c’è sempre qualcuno che, vuoi per la crisi o altro, approfitta del momento per fare cassa.

Alcune segnalazioni alla Guardia di Finanza sono state firmate alla associazione Arco Consumatori che ha documentato appunto con foto l’attività fraudolenta di commercianti che in questo modo azzerano anni di lavoro e di fiducia conquistata presso la clientela.

Secondo Arco Consumatori le segnalazioni di sospetti finti saldi sono in aumento e questo avviene in particolar modo negli esercizi che vendono abbigliamento. L’associazione ha invitato la Finanza ad eseguire controlli mirati e verificare le segnalazioni e se del caso sanzionare pesantemente i commercianti ma ha anche rivolto un invito alle forze dell’ordine a controllare e verificare che i saldi siano reali anche perché come detto gli strumenti di verifica sono semplici e immediati… basta volerlo.

Il fenomeno dei finti saldi però è piaga vecchia e nonostante questo non si riesce a debellarla e non sembra che questo aspetto sia prioritario quando invece oltre agli aspetti truffaldini emerge una chiara distorsione del mercato e della libera concorrenza.

Tra gli scatti che inchiodano i commercianti sleali ci sono le scarpe sportive di una nota marca americana che prima dei saldi costavano 73 euro e dopo i saldi… 73 euro ma accanto in bella mostra appare il prezzo di partenza (falso) di 106 euro…

Stesso discorso per il manichino in vetrina che indossa maglietta, pantaloni e cintura e che non si è mosso di una virgola prima e dopo i saldi.

Sono cambiate solo i cartellini con i prezzi ai quali sono stati aggiunti i prezzi di partenza anche in questo caso falsi per far risultare uno sconto che non esiste e praticando anche in periodi di saldi lo stesso prezzo di prima. Così la maglietta è passata da 52 euro a 49,9 e il cliente viene informato di uno sconto del 20%.

Così il vestitino con le celle d’alveare: prima dei saldi costava 79,20 euro dopo i saldi partendo da 99 euro iniziali (finti) si arriva a 79 euro con uno sconto “reale” di ben … 20 centesimi.