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La guerra dei dati sull’inquinamento e la poca fiducia nelle istituzioni

L’inquinamento visto da Goletta Verde ma non dall’Arta. Perché?

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La guerra dei dati sull’inquinamento e la poca fiducia nelle istituzioni

Trabocchi

ABRUZZO. I dati forniti da Legambiente sull’inquinamento costiero ha dato una ulteriore spallata alla credibilità percepita dei rilievi ufficiali dell’Arta, l’agenzia regionale per l’ambiente. Non sempre i dati collimano e la gente si domanda il perché. Soprattutto in presenza di vicende note e magari consolidate nel tempo e dove anche un solo e semplice sopralluogo potrebbe bastare per capire se è … paradiso o inferno.

Nel frattempo sembra che la sfiducia nelle istituzioni e nella politica abbia contaminato anche un ambiente che dovrebbe essere totalmente scientifico come i rilievi delle sostanze inquinanti. E’ capitato già con le analisi subito dopo l’incendio doloso della discarica di Colle Marcone a  Chieti.

Ieri invece il Comune di Vasto senza mezzi termini ha asserito: «le analisi di Legambiente nei pressi di Fosso Marino sono inattendibili, prive di ogni fondamento scientifico e fatte senza rispettare il quadro normativo vigente».

Ovviamente quelle analisi parlavano di «inquinamento». Meglio scegliere di credere a quelle dell’Arta che invece raccontano uno scenario opposto…

Nessuna polemica, invece, a Pineto dove il sindaco sventola i dati di Goletta Verde perché «non c’è inquinamento». Dunque a Pineto Legambiente va bene…  Si capisce, dunque, il livello “scientifico” del dibattito e le strumentalità connesse della politica. Magari anche per questo la credibilità continua a scendere mentre  bisognerebbe avere il coraggio e l’onestà intellettuale di accettare o condannare dati e metodo a prescindere dalla mera convenienza.

Intanto il direttore generale dell'Agenzia regionale per la tutela dell'Ambiente (Arta Abruzzo), Mario Amicone, al vertice dell’istituzione braccio operativo della Regione, risponde alle polemiche.

«Se Goletta Verde avesse confermato per l’Abruzzo i dati positivi sulla balneazione riscontrati dall’Arta, molto probabilmente la sua “passeggiata sull’Adriatico” non avrebbe avuto tanta eco sulla stampa e di riflesso tra i cittadini, legittimamente sensibili all’argomento perché preoccupati per la propria salute, ma mai informati dai media dei dati positivi pubblicati dall'Agenzia», sostiene Amicone che fa un plauso a quei sindaci che si attengono solo alle analisi ufficiali.

«Se così non fosse – osserva Amicone – sarebbe del tutto inutile l’impegnativa macchina organizzativa che parte dal Ministero della Salute e coinvolge le Regioni e le strutture abilitate Arpa/Arta per assicurare il monitoraggio continuo e capillare delle acque di balneazione a salvaguardia della salute dei cittadini, con riflessi diretti sull’economia regionale a cominciare dal turismo».

«Se dovesse avere più credito il verdetto sul mare di Goletta Verde – conclude provocatoriamente Amicone – sulla cui attendibilità scientifica preferisco non esprimermi, si potrebbe togliere tale gravoso e delicato servizio istituzionale all’Arta, che potrebbe così dedicarsi ad altre priorità, lasciando tutte le attività e le responsabilità connesse nelle mani di Legambiente».

 C’è però chi non la pensa così.

« I dati di Legambiente  non fanno altro che confermare le mie preoccupazioni sulla qualità dell’acqua in alcuni tratti della costa vastese», spiega Pietro Smargiassi consigliere Regionale M5S «dati che contraddicono l’Assessore Mazzocca che  in due  occasioni è stato da me interpellato all’interno del consiglio regionale. Infatti le rassicurazioni dell’Assessore sul “buon lavoro” del comune di Vasto relativamente alle attività poste in essere per risolvere il problema si sono rivelate solo parole senza riscontro. Noi vastesi siamo quasi abituati all’immobilità o superficialità dell’amministrazione comunale di centro sinistra, incapace di risolvere questo problema che si presenta ogni anno puntualmente, a dispetto di quello che sostiene l’Assessore. Non è più tempo per “vedremo l’anno prossimo", se avessero voluto il tempo per risolvere la questione c'era».

«I dati di Goletta Verde» continua Smargiassi «fanno emergere in verità una sottostima del problema, visto che stiamo parlando di valori di inquinamento che superano di più del doppio quelli limite previsti sulle acque di balneazione».

Invece delle chiacchiere i tecnici avrebbero fatto meglio a spiegare come mai Legambiente vede l’inquinamento e l’Arta invece no.

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