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Buona scuola di Renzi: nuova legge verso sì definitivo. Ancora proteste in piazza

Testo in Aula blindato. Sindacati, a settembre sarà caos. Blundo si incatena con manifestanti

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Buona scuola di Renzi: nuova legge verso sì definitivo. Ancora proteste in piazza

ROMA. Il ddl Buona scuola è in dirittura d'arrivo, ma i sindacati, e con loro una bella fetta di insegnanti e studenti, non saranno certo al traguardo ad applaudire. Oggi pomeriggio per l'ennesima volta hanno manifestato in piazza contro il provvedimento annunciando che il sì dei parlamentari non fermerà la protesta: a settembre la battaglia ricomincia. Anzi prosegue perché gli uffici legali delle singole organizzazioni, in una sinergia che sembra essersi consolidata in questi mesi, approfitteranno delle settimane estive per studiare i ricorsi che si preannunciano numerosi. Con cartelli, fischietti, bandiere e striscioni in centinaia, insegnanti e sindacati, si sono radunati oggi pomeriggio davanti alla Camera auspicando un «pentimento» dell'ultimo minuto da parte del Governo.

Appelli, affidati agli striscioni, anche al presidente della Repubblica: «Ddl incostituzionale: Mattarella non firmare!». In piazza con i lavoratori anche esponenti dei partiti d'opposizione, come Sel e M5s, e gli ex Pd, Pippo Civati e Stefano Fassina (al quale non sono mancate le contestazioni).

Arrivati all'altezza di piazza Santi Apostoli alcuni manifestanti, tra cui la senatrice Enza Blundo del M5s, si sono incatenati tra di loro in segno di protesta. Blundo, prima di arrivare al Senato insegnava in una scuola primaria de L'Aquila: «Sono un'insegnante di ruolo - ha detto - non ho nessun altro interesse a essere qua se non quello di tutelare la scuola. Non ho nessuna intenzione di lasciare la piazza finché non ci fanno andare al Quirinale».

«Anche se la varano, questa legge non si applicherà mai. Li rimandiamo a settembre quando si parlerà anche del rinnovo dei contratti», ha detto in piazza il leader della Uil, Carmelo Barbagallo.

«L'applicazione di questa riforma incontrerà enormi difficoltà. La nostra mobilitazione - ha avvertito il coordinatore della Gilda, Rino Di Meglio - continuerà anche durante l'estate e a settembre ogni istituto diventerà la Stalingrado della 'Buona scuola'».

«Renzi ha con violenza chiesto e ottenuto la fiducia al Senato ma ha perso la fiducia del mondo della scuola», ha commentato il segretario generale della Cisl scuola, Francesco Scrima, assicurando che i sindacati sono pronti a dar battaglia ben oltre l'approvazione della legge che ormai, loro malgrado, danno per scontata. Per il leader della Flc-Cgil, Mimmo Pantaleo «si sta creando una situazione di confusione che rischia di far cominciare l'anno scolastico nel peggiore dei modi».

 Il «tanto sbandierato» piano di assunzioni previsto dalla riforma «è un bluff» a parere dei sindacati secondo i quali nel prossimo anno scolastico ci saranno circa 60mila cattedre senza insegnanti di ruolo. Stasera, a sit in esaurito (con corteo finale improvvisato dai Cobas fino a piazza Santi Apostoli con tanto di insegnanti incatenati), l'Aula della Camera ha avviato la discussione generale sulla riforma della scuola.

Sul testo, che non è stato modificato in commissione a Montecitorio rispetto a come è stato approvato dal Senato, potranno essere presentati al massimo quaranta emendamenti per gruppo. Le votazioni avranno inizio da domattina.

«La svolta è ormai dietro l'angolo», ha commentato Maria Coscia, capogruppo Pd in Commissione Cultura alla Camera e relatrice del provvedimento. Ma tra gli oppositori della Buona scuola c'è chi ancora spera che il Presidente della Repubblica rifiuti di votare la legge restituendola al Parlamento.