LISTA DI PRESCRIZIONE

Abruzzo liste d’attesa: la lunga e impervia strada verso la cura

Fino a 758 giorni per una mammografia e poi burocrazia e costi insostenibili

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Abruzzo liste d’attesa: la lunga e impervia strada verso la cura

ABRUZZO. Se hai già la sfortuna di doverti curare bisogna mettere nel conto anche l’altra difficoltà aggiuntiva dello Stato che farà di tutto per renderti la vita ancora più difficile. 

Il cancro delle liste d’attesa è un male inestirpato in Abruzzo e sembra che le cose peggiorino ogni giorno di più. Il vero dramma dopo la malattia (nota o meno al paziente) è quello di aspettare, aspettare, aspettare.

Uno scherzo di cattivo gusto per chi rinuncerebbe a tutto pur di avere… più tempo.

Certo ci sono le cliniche private super attrezzate, veloci e professionali ma costano e purtroppo sempre meno persone possono permettersele.  Eppure il taglio delle liste d’attesa è uno degli obiettivi del commissario alla sanità, Luciano D’Alfonso, e al lavoro c’è un gruppo di tecnici che ha stilato anche un piano per «allungare i tempi di lavoro del personale e di utilizzo dei macchinari» in modo da accorciare le attese ma...

Le visite più richieste nelle Asl locali, secondo quanto emerge dal Piano Operativo regionale per il contenimento delle liste d’attesa, sono quelle cardiologica, oculistica, dermatologica, l’ecografia all’addome, l’elettrocardiogramma, la mammografia e l’ ecocolordoppler dei tronchi sovra aortici.

Per le ultime due i tempi di attesa sono estenuanti: da 6 mesi fino a 2 anni… campa cavallo che l’erba cresce.

 Situazioni insostenibili dove anche la prevenzione va a farsi benedire e i freddi numeri sembrano quasi un invito a non curarsi e a lasciar perdere. Per l’ecocolordoppler in Abruzzo si aspetta nel 50% dei casi tra i 133 e i 229 giorni.

Per una mammografia, invece, per il 50% delle prenotazioni tra 162 e 227 giorni d’attesa (Pescara 259) con valori che possono arrivare fino a 758 giorni, ovvero 25 mesi, più di due anni per buona pace di quelle donne che vorrebbero monitorare le proprie condizioni di salute e spesso esortate a farlo, soprattutto una volta superati i 35 anni.

E se la prevenzione per legge in Abruzzo termina a 67 anni (per esempio le mammografie, poi puoi anche ammalarti…) e gli anziani non se la passano bene tra caldo, file e ticket, i poveri malcapitati che piombano nella nostra regione non se la passano meglio. I neonati per esempio che dopo la nascita devono affrontare analisi specialistiche come le ecografie alle anche o ai reni (da fare entro il terzo mesa di vita) o l’ ecocardio che solitamente andrebbe fatta entro l’anno. Si tratta di esami di routine ma importanti e necessari per diagnosticare eventuali problemi da prendere per tempo. Ma come si fa?

Per l’ecocardio, vista la media, ottimi i 124 giorni d’attesa che riesce a garantire l’ospedale di Ortona. Si aspettano, invece, 215 giorni all’ospedale Renzetti di Lanciano. Telefonando al Cup di Pescara l’operatore suggerisce di contattare qualche clinica privata che opera in convenzione perché i tempi di attesa possono superare l’anno. Allora si prova anche quella via. E Villa Pini ad esempio, inserisce i pazienti in lista senza saper indicare all’atto della prenotazione il giorno dell’appuntamento. «Richiameremo noi». Ma almeno 6 mesi ci vogliono.

Per l’ecografia alle anche del neonato la situazione è complicata: all’Asl teramana si va dagli 86 giorni  di attesa al distretto sanitario di base di Montorio ai 145 giorni del distretto sanitario di base di Teramo.

In questo ultimo caso, però, il tempo è decisamente troppo dal momento che si prenoterà la visita solo dopo la nascita (è necessaria la prescrizione del medico di base e il codice fiscale del bimbo) e si arriverà a fare il controllo quando il pupo avrà quasi 5 mesi sebbene i medici consiglino di farlo entro i 3. Così come non si farà in tempo all’ospedale di Atri, 102 giorni di attesa, oltre 3 mesi.

Insomma partiamo decisamente male…

E per una colonscopia?  A Pescara 152 giorni d’attesa stando ai dati aggiornati di maggio scorso (gli ultimi disponibili), presso le strutture dell’Asl aquilana, invece, si va dai 9 giorni di Tagliacozzo, decisamente un record positivo, ai 150 dell’ospedale di Castel di Sangro. Per farla, invece, all’ospedale di Sulmona bisognerà aspettare 122 giorni, ovvero 4 mesi.

Il record dei record dell’attesa più lunga è certamente quella dell’ospedale di Vasto, ben 534 giorni (un anno e mezzo) contro gli appena 2 giorni di Lanciano e Ortona: i misteri siderali della sanità nostrana. 

Lunga attesa anche per una tac addome completa: 39 giorni all’ospedale di Sulmona, 108 giorni all’ospedale di Atessa. A Pescara 121 giorni (131 per una tac addome inferiore e 96 tac addome superiore), 130 all’ospedale di Avezzano e 153 al San Salvatore de L’Aquila, 164 al Renzetti di Lanciano, 216 giorni all’ospedale di Giulianova. 

Sempre a Pescara per una visita endocrinologica sono necessari 138 giorni di attesa, 145 all’ospedale di Teramo, 206 al distretto sanitario di Celano, 219 al San Salvatore di L’Aquila, 241 al San pio di Vasto, 396 all’ospedale di Atri  e 524 al San Camillo di Atessa. Chi può è meglio che scelga un professionista privato.

Per una visita oncologica, fortunatamente, nella maggior parte dei casi i tempi sono strettissimi: 2 giorni all’ospedale di Chieti, 3 giorni a L’Aquila,  4 giorni all’ospedale di Sant’Omero e 11 a Pescara.

Il tempo però si allunga ad Atri (60 giorni) e pure a Teramo: ben 75 giorni che sembrano decisamente troppi. Così come per una visita neurologica: 62 giorni di attesa al San Salvatore, 73 giorni all’ospedale di Vasto, 114 all’ospedale di Teramo, 116 ospedale di Chieti.

A ben vedere non sembra che la sanità abruzzese abbia fatto grossi passi in avanti negli ultimi decenni. E se questo è il servizio pubblico alla fine, in caso di emergenza, non resta che il privato. O lasciar perdere.

Alessandro Biancardi