L'INCHIESTA

Cpl Concordia, quegli appalti spartiti con la Camorra. Nuovi arresti

Indagato ex parlamentare commissione antimafia Diana (Pd)

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Cpl Concordia, quegli appalti spartiti con la Camorra. Nuovi arresti

NAPOLI.  Otto misure cautelari: quattro arresti in carcere, due ai domiciliari, due divieti di dimora. E' ripartita oggi all'alba, con una operazione dei carabinieri del Noe, l'indagine sulle presunte collusioni della coop modenese Cpl Concordia con la camorra per gli accordi sugli appalti per la metanizzazione in sette comuni del Casertano.

Associazione mafiosa e concorso esterno in associazione camorristica sono i reati contestati dai pm della Dda di Napoli Catello Maresca e Cesare Sirignano coordinati dal procuratore aggiunto Giuseppe Borrelli. Gli sviluppi dell'inchiesta hanno portato al coinvolgimento dell'ex senatore del Pd Lorenzo Diana, che negli anni scorsi è stato componente della Commissione Antimafia ed è noto per il suo impegno anticamorra tanto che Roberto Saviano, nel suo Gomorra, lo indicò come esempio della lotta alla criminalità. All'esponente politico, al quale in serata il sindaco di Napoli ha revocato l'incarico di presidente del Cda del Centro agroalimentare di Napoli, i magistrati contestano un'ipotesi di concorso esterno. Diana è inoltre destinatario di un provvedimento di divieto di dimora per abuso di ufficio.

Per gli inquirenti l'ex parlamentare avrebbe avuto un ruolo di rilievo, in particolare di "facilitatore" degli accordi tra la coop e il clan dei Casalesi, favorendo grazie ai rapporti con gli amministratori locali l'ingresso della Cpl nel territorio dopo l'estromissione di una azienda che sarebbe stata costretta dalla camorra a farsi da parte. Ed era consapevole - evidenziano i pm - delle mire delle cosche capeggiate da Michele Zagaria e Antonio Iovine.

 Proprio le rivelazioni di quest'ultimo, diventato collaboratore di giustizia - raccolte il 26 settembre dell'anno scorso dai pm Woodcock, Carrano e Loreto - hanno consentito ai pm della Dda partenopea di ricostruire lo scenario sulle presunte collusioni.

«Mi sembra di essere tra un sogno e Scherzi a parte», ha commentato Diana. L'inchiesta ha messo nel mirino ancora una volta alcuni esponenti di vertice della Cpl Concordia, tra cui l'ex presidente Roberto Casari, che era ai domiciliari per la vicenda degli appalti di Ischia ed è finito stamattina nuovamente in carcere.

I magistrati hanno ricostruito l'accordo "a monte", risalente al 2000, stabilito tra la dirigenza della Cpl e il clan dei Casalesi con l'intermediazione di Antonio Piccolo, imprenditore, ma ritenuto soprattutto "espressione" della fazione capeggiata da Zagaria. I lavori per la metanizzazione nel cosiddetto Bacino 30 hanno riguardato sette comuni: Casal di Principe, Villa Literno, Casapesenna, San Cipriano d'Aversa, Villa di Briano, San Marcellino e Frignano.

 L'azienda concessionaria, la "Consorzio Eurogas" - spiegano i pm - fu estromessa attraverso intimidazioni della camorra e costretta a cedere la concessione a titolo gratuito in favore della Cpl Concordia. La camorra avrebbe ottenuto subappalti a imprese indicate dai Casalesi. La Concordia versava in ogni caso una tangente «già inserita dalla Cpl nel prezzo dei lavori (10mila lire sulle 75mila previste per metro lineare da contratto)», ma anche una «grossa fetta dei contributi pubblici pari a circa 23 milioni di euro al netto di Iva».

 Gli accordi prevedevano anche l'assunzione nella coop di affiliati al clan, uno dei quali era - evidenzia la Dda - l'autista di Iovine, all'epoca latitante. Gli arresti sono stati disposti per 4 manager di Cpl e due due imprenditori. Oltre a Casari, sono finiti in carcere gli imprenditori casertani Antonio Piccolo e Claudio Schiavone e Giuseppe Cinquanta, romano, ex responsabile commerciale Cpl per Lazio, Campania e Sardegna.

IL SINDACO ABRUZZESE

Ai domiciliari Giulio Lancia, sindaco di San Vincenzo Valle Rovereto (L'Aquila), all'epoca dei fatti responsabile di cantiere e capo commessa della Cpl Concorda Bacino Campania, e Pasquale Matano, responsabile di esercizio della Cpl distribuzione. L'accusa di abuso di ufficio contestata a Diana si riferisce a un falso attestato per consentire al figlio di partecipare ad un corso per dirigenti sportivi. Analogo provvedimento è stato disposto nei confronti dell' avvocato casertano Manolo Iengo, sostituto procuratore federale della Figc. Nel mirino le consulenze professionali, per circa diecimila euro, affidate a Iengo dal Centro agroalimentare di Napoli, di cui Diana era diventato presidente. Iengo avrebbe fatto rilasciare da una squadra di serie D, la 'Nerostellati Frattese' di Frattamaggiore (Napoli), al figlio di Diana, la falsa attestazione in cui si affermava che questi aveva svolto attività di collaboratore tecnico organizzativo. Un documento necessario per ottenere l'ammissione ad un corso per dirigenti sportivi organizzato dalla Figc e propedeutico all'iscrizione ad un master della Fifa. In serata Cpl Concordia sottolinea che, «nel corso degli ultimi mesi» la cooperativa ha «adottato numerose misure di discontinuità e dissociazione rispetto al passato» e si riserva di costituirsi parte civile «contro chi abbia, a vario titolo, apportato danni alla sua reputazione».