EPISTOLARIO

Regione Abruzzo. «Non perdete tempo». L’email del direttore che scatena l’ira dei dipendenti

Sindacati chiedono procedimento disciplinare e sostituzione

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REGIONE ABRUZZO TARGA

ABRUZZO.  E’ guerra in Direzione politiche agricole alla Regione a causa di una mail del direttore Antonio Di Paolo che ha gettato scompiglio e per giorni ha irritato i dipendenti. Poi la missiva è uscita anche fuori dai confini del palazzo della Regione diventando ‘pubblica’. I sindacati chiedono di prendere provvedimento per quelle affermazioni «fuori luogo» che avrebbero mortificato i lavoratori.

Ma cosa ha fatto scoppiare il caos? Una frase in grassetto e sottolineata in una mail inviata lunedì scorso alle 8.55 che per qualcuno avrebbe travalicato le indicazioni che un superiore deve e può impartire ai propri collaboratori.

Questa: «non c’è tempo da perdere, non è consentito a nessuno rilassarsi, rinviare, attendere», sono le ultime righe della missiva firmata dal dirigente Di Paolo. Una esortazione probabilmente rara tra le stanze della Regione ma in pieno stile dalfonsiano. Il governatore, infatti, da un anno ormai sprona i dipendenti pubblici a produrre, produrre, produrre senza sosta. Detta tempi, a volte strettissimi, e pretende risultati immediati.

E in questi dodici mesi non si sono registrate reazioni ai ritmi del governatore, nemmeno quando ha convocato i dirigenti di sabato mattina chiedendogli pure di arrivare preparati («fate i compiti a casa»).

Altra sorte, invece, per la frase di Di Paolo che è diventata un vero casus belli.

Cinquantanove minuti dopo l’invio della email, infatti, uno dei destinatari ha replicato alla missiva che tra le altre cose annunciava  l’inizio dell’implementazione della nuova organizzazione, che si completerà con l’assegnazione ai servizi di risorse umane, logistiche e finanziarie.

«Solo quando questo processo sarà completato i servizi della nuova organizzazione cominceranno a funzionare. Fino ad allora, tutto prosegue immodificato», ha spiegato Di Paolo, chiudendo poi con quell’invito a lavorare senza sosta e senza perdere tempo.

LA RISPOSTA DI FUOCO

Ma a non andare giù è stato quell’invito finale, come emerge dalla email scritta da uno dei dipendenti e che ha fatto il giro di tutti gli uffici della Regione.

«Carissimo Direttore (non la chiamo collega perché lei non lo è, appartiene ad un altro pianeta). Se parliamo di tempo da perdere lo ha perso lei, ritardando e modificando i vari bandi del vitivinicolo».

«Non mi è consentito di rilassarmi», si legge ancora,  perché l’utenza arriva in qualsiasi momento della mattinata per informazioni e definizioni pratiche. (Lei si può rilassare perché non riceve nessuno). Noi dipendenti non rinviamo niente se non per colpa dell’amministrazione che non ci permette di evadere le pratiche per mancanza di benzina e autorizzazioni. (Lei rinvia tutto vedi i bandi nominati in precedenza,poi la colpa è del dipendente di turno)».

E poi ancora: «per quanto riguarda l’attesa stiamo attendendo che l’amministrazione decida cosa vuole fare da grande,noi lo sappiamo da tanto tempo».

C’è anche un p.s. finale: «Ho risposto alla sua Mail perché è stato più forte di me sentirmi offeso a tal punto perché lei non meritava nessuna risposta».

 I SINDACATI SCRIVONO A GERARDIS E D’ALFONSO

 Non è mancata nemmeno la reazione dei sindacati che si sono appellati al governatore D’Alfonso e al direttore generale Cristina Gerardis chiedendo addirittura la sostituzione Di Paolo.

 «Non è assolutamente tollerabile», commenta il segretario generale Vincenzo Traniello della Cisl Fp, «il contenuto della mail inviata dal Direttore delle Politiche Agricole al Personale del Dipartimento. La CISL FP stigmatizza il contenuto della stessa e chiede al Direttore di evitare di sentenziare in maniera generica ed offensiva nei confronti dei dipendenti. Lo invita ad attenersi rigorosamente e correttamente alle procedure che regolano il rapporto di lavoro dei Pubblici Dipendenti. Si augura che il Direttore abbia almeno contezza delle stesse regole».

La Uil Fp, invece, chiede a Gerardis di valutare i possibili «inconvenienti prodotti, e, quindi, verificare l'eventuale sussistenza degli elementi necessari per l'avvio di un procedimento disciplinare a carico dell'odierno banditore» e a D’Alfonso «voler riconsiderare l'incarico direttoriale a suo tempo affidato al dott. Di Paolo».