DISTRARTA

L’Arta fa acqua e non se ne accorge: polemica sulla agenzia che rileva l’inquinamento

Polemica dopo l’incendio di Colle Marcone e le analisi divulgate in tempo record

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L’Arta fa acqua e non se ne accorge: polemica sulla agenzia che rileva l’inquinamento

Rivoli di acqua...

ABRUZZO. «Per quanto riguarda invece le acque di dilavamento derivanti dalle attivita' di spegnimento del fuoco, ricorrenti in questo tipo di eventi non sono stati prelevati campioni in quanto i Vigili del Fuoco non hanno fatto ricorso a idranti per domare le fiamme».

Questa la dichiarazione dell’Arta che è finita sotto accusa e che contiene informazioni vere ma fortemente parziali.

A contestare l’agenzia un po’ “distrArta” è il Movimento 5 Stelle che fa notare come invece occorrerebbe un po’ più di attenzione quando si parla di veleni ed inquinamento.

C’è apprensione e tensione dopo l’incendio doloso della discarica dei veleni dimenticata ma sequestrata di Colle Marcone che ha fatto volatilizzare decine di composti che si sono sprigionati in più di 24 ore di incendio domato a fatica dai vigili del fuoco. Una nube nera e costante è stata visibile per molte ore e si attendono i risultati che indichino gli effetti di questo ennesimo atto delinquenziale e malavitoso.

Ma veniamo ai fatti.

Su Facebook il candidato sindaco M5s Ottavio Argenio pubblica un video nel quale è ben visibile un elicottero che disperde acqua sull’incendio.

E’ indubbio, dunque, che i vigili del fuoco abbiano utilizzato acqua per domare le fiamme. Come avrebbero potuto farlo altrimenti?

Ecco allora che ritorna in mente la frase contenuta nel comunicato stampa ufficiale dell’Arta «non sono stati prelevati campioni in quanto i Vigili del Fuoco non hanno fatto ricorso a idranti per domare le fiamme».

E’ vero purtroppo che non sono stati utilizzati idranti per domare le fiamme nell’immediato perché la zona è risultata inaccessibile, soprattutto perché una frana da mesi ha costretto la chiusura della provinciale. E’ una verità ma è tanto parziale da risultare fortemente attaccabile proprio per il fatto che l’acqua è stata utilizzata, molta anche, ed è penetrata nel terreno ed ora è necessario che i cittadini sappiano che effetti questo abbia potuto avere sui terreni e sulle falde acquifere.

L’Arta non se ne può uscire dicendo che i prelievi non sono stati fatti perchè «non sono stai utilizzati gli idranti».

La superficialità per fortuna è stata messa in luce da persone attente che ora si fanno altre domande sbeffeggiando l’agenzia regionale.

«L'Arta è ancora convinta che non sia stata utilizzata acqua per spegnere l'incendio della discarica abusiva di Colle Marconi?», scrive la consigliera regionale Sara Marcozzi, «e quindi, siamo tutti sicuri che il terreno e la falda non siano a rischio contaminazione?  Così, su due piedi, un piccolo dubbio mi viene... A voi no?! Che vogliamo fare? Le facciamo le analisi dei terreni o accendiamo un cero e ci ritiriamo in preghiera?»

Viene utile un altro passaggio dell’autocelebrativo comunicato stampa dell’Arta dove si leggeva: «il proprio compito istituzionale e' monitorare lo stato dell'ambiente attraverso adeguati prelievi e analisi di campioni. I dati degli accertamenti effettuati sono forniti tempestivamente alle autorita' amministrative per i conseguenti interventi a salvaguardia della salute e della sicurezza pubblica».

A proposito di questo qualche dubbio è stato sollevato anche per la diffusione “ufficiosa” dei dati divulgata sempre su Facebook dal sindaco Di Primio. Non tanto il metodo quanto la tempestività ha destato sospetti visto che a distanza di poche ore, forse troppo poche, si è detto chiaramente che «non c’era diossina nell’aria».

Molto strano visto che poi la stessa Arta meno di 24 ore dopo nell’ufficializzare l’inquinamento si è tenuta “larga” sulla diossina chiarendo che erano necessari ulteriori esami e analisi più complicate.

In maniera generica scriveva «superata l'emergenza saranno analizzati anche i terreni che, stando ad una prima ispezione visiva, non dovrebbero essere stati interessati da una contaminazione significativa».

Come si spiega allora quell’annuncio sulla mancanza della diossina propalato forse più per rassicurare che per informare con coscienza e oggettività lo stato delle cose? Maggiore accortezza non guasterebbe in futuro perché l’affidabilità è una qualità che non si acquisisce con gli slogan ma con il lavoro impeccabile giorno per giorno.

 

Che si sia usata acqua è fuori discussione. Tuttavia l'ARTA che dovrebbe essere presente sul luogo per effettuare le analisi, sembra non essersene accorta...

Posted by Ottavio Argenio - M5S on Mercoledì 1 luglio 2015