Allevatori Ara: «dipendenti da troppi mesi senza stipendio»

«Anni difficili di pesantissime riduzioni di finanziamento»

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Allevatori Ara: «dipendenti da troppi mesi senza stipendio»

L’AQUILA. La situazione dell'associazione regionale allevatori (Ara d'Abruzzo) si fa sempre più difficile con sessanta dipendenti che operano da troppi mesi senza stipendio e senza certezza.

La denuncia arriva dal comitato direttivo della stessa associazione. Le risorse stanziate nel bilancio regionale - gia' notevolmente inferiori rispetto al 2014 - sono bloccate da mesi, mentre si continua ad assistere ad uno stillicidio di dubbi e ritardi da parte degli Uffici competenti nel predisporre gli atti amministrativi necessari all'inizio delle attivita' di assistenza tecnica, da una parte, e l'anticipazione delle somme destinate a compensare quelle provenienti dal Governo per i compiti istituzionali delegati (Registri genealogici e controlli funzionali sulle produzioni animali).

L'Ara d'Abruzzo - ricorda il Comitato Direttivo - ha adottato da tempo, al proprio interno, linee e strategie aziendali, talvolta impopolari, di riduzione del personale, di revisione delle tariffe e recupero quote verso i Soci, di valorizzazione del patrimonio, misure utili a contenere i costi di gestione nel tentativo di tenere assieme funzionalita' e sostenibilità dell'ente in un contesto di generale difficoltà economica. L'impalcatura stessa dell'Ara, viene ripensata in una fase di apertura alle esigenze degli allevatori che si coniughi con le mutate condizioni dell'offerta dei servizi e la diminuzione dell'intervento pubblico. «Sono sforzi che non possono essere lasciati esclusivamente alle forze del sistema Ara, già ridotte ai minimi termini dopo anni di pesantissime riduzioni di finanziamento».

Per l'associazione regionale allevatori e' dunque necessaria «una fase di ulteriore e definitivo supporto da parte del pubblico, finalizzato non al 'salvataggio', ma al 'rilancio dell'Ara, facendo chiarezza circa il ruolo che l'associazione deve svolgere nel tessuto economico regionale della zootecnia abruzzese che è anche tutela del territorio, preservazione dell'ambiente, garanzia di reddito in particolare per vaste aree interne della nostra regione. Gli allevatori d'Abruzzo - conclude la nota del comitato direttivo - ritengono che un patrimonio di conoscenza, professionalità, prossimità verso le aziende non possa essere perduto e continuano a vedere nell'Ara uno strumento indispensabile per il loro reddito e per la loro crescita, e un partner in grado di offrire garanzia ai consumatori di produzioni sane, tipiche e di qualità».