IMPEGNI E DISIMPEGNI

Consiglio regionale: D’Alfonso ha da fare, la seduta slitta

Per Forza Italia lo statuto non prevede la sconvocazione: «non siamo Pro loco»

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Consiglio regionale: D’Alfonso ha da fare, la seduta slitta

Consiglio regionale Abruzzo

L’AQUILA. La seduta del Consiglio regional, convocata per oggi è stata rinviata a martedì prossimo.

Lo ha comunicato il presidente del Consiglio Giuseppe Di Pangrazio, dopo aver sentito informalmente i Capigruppo. Lo slittamento è dovuto ad impegni del presidente della Regione, Luciano D’Alfonso, che oggi nell’eventuale Consiglio non avrebbe potuto essere presente. Il centrodestra protesta e ricorda che la ‘sconvocazione’ non è una ipotesi tecnicamente fattibile. «Non possiamo assolutamente accettare questo modo di organizzare i lavori del Consiglio regionale che non fa altro che sminuirne l'importanza e lo fa somigliare molto a una Pro Loco», dicono i consiglieri regionali di Forza Italia, Lorenzo Sospiri, Mauro Febbo, Paolo Gatti, Emilio Iampieri e Gianni Chiodi e Mauro Di Dalmazio di Abruzzo Futuro.

«Condanniamo fermamente questo modo di fare - proseguono i consiglieri di opposizione - in primis perche' all'ordine del giorno c'erano punti di grande interesse, non solo progetti di Legge ma risoluzioni e interrogazioni su temi di stretta attualità. A quanto pare questo non riguarda il presidente Di Pangrazio che ha anteposto a queste tematiche fantomatici impegni di qualche componente della Giunta regionale. Se cosi' fosse avrebbe dovuto chiedere agli assessori di rimandare eventuali appuntamenti in quanto certamente non sono piu' importanti della seduta del Consiglio regionale, alla quale invece bisognerebbe dare la priorita' considerando inoltre che l'Organo Legislativo lavora - o dovrebbe lavorare - seguendo il principio della programmazione».

TRE IMPEGNI A ROMA

Ma come detto è stato il presidente D'Alfonso, con una lettera datata ieri, a chiedere al presidente del Consiglio regionale il rinvio a martedì prossimo facendo riferimento a tre impegni fissati per oggi a Roma prima della convocazione del Consiglio regionale: alle ore 13,00 incontro con il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Graziano Delrio, per definire la proposta del documento di ingresso nei corridoi della Rete TEN-T per la Regione Abruzzo, della Variante alla S.S. 16 di Vasto e altre opere stradali previste nell'allegato infrastrutture e del riparto dei Fondi FSC 2014-2020. Alle ore 15,00 incontro con Tobia Zevi, Consigliere Speciale del Ministro degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale, Paolo Gentiloni, «per il tema Macro Regione Adriatico-Ionica poiché a giugno si vota la relazione finale da parte del Parlamento Europeo».

Alle ore 16.30 incontro con il presidente dell'Anas, Gianni Arrnani, per discutere della procedura per l'appalto dei lavori di completamento della SS. Fondovalle Sangro, di quelli inerenti il IV Lotto della Teramo Mare e il passaggio degli oneri di esproprio dell'asse attrezzato Chieti-Pescara a carico dell'Anas stessa.

Oggi sarebbe stato assente anche  l'assessore Pepe, che ieri ha chiesto il rinvio di un'interpellanza e di una risoluzione riguardanti il suo assessorato.

SCONVOCAZIONE? NON E’ FATTIBILE

«Tra l'altro, dal punto di vista tecnico, la cosa ancora piu' grave - stando ai consiglieri di opposizione - riguarda la disposizione di questa sconvocazione che non e' prevista proprio da nessuna parte. L'art. 36 del Regolamento stabilisce infatti che in caso di particolare urgenza ed indipendentemente dal calendario, si puo' convocare il Consiglio almeno quarantotto ore prima e questo per analogia dovrebbe avvenire anche per un eventuale rinvio, mentre invece nel caso di specie non si rispettano ne' i tempi ne' la sostanza».

Il centrodestra chiede a Di Pangrazio di tornare ad assumere un atteggiamento piu' responsabile ed imparziale e soprattutto di aderire con rigore ai dettami del Regolamento senza derogare in modo cosi' sconsiderato.

«Si tratta – ha spiegato Riccardo Mercante (M5s)-  di un comportamento alquanto scorretto che lascia dubbi sulla trasparenza e bontà delle motivazioni che ne sono alla base. Il Consiglio regionale, sin dall’inizio di questa Legislatura, è stato convocato sempre, salvo forse un’unica eccezione, nella giornata del martedì. La convocazione istituzionale della seduta del Consiglio regionale di questa mattina, inoltre, è stata inviata lo scorso 9 giugno. È evidente, quindi,  che sia il Presidente D’Alfonso, sia l’Assessore Pepe, avrebbero potuto, con la massima tranquillità, programmare diversamente i loro impegni e rispettare un appuntamento già preso, soprattutto considerando l’importanza dello stesso».

«Un atteggiamento veramente inaccettabile, quello di D’Alfonso, che, a voler pensar male», ha aggiunto Mercante, «lascerebbe quasi immaginare che il Presidente abbia preferito sfuggire alle proprie responsabilità istituzionali alla luce, forse,  dei più recenti avvenimenti di cronaca giudiziaria a Pescara o degli ultimi risultati elettorali».

«D’ALFONSO NON HA I NUMERI»

 «Non vengano a raccontarci altre favole, la verità è un’altra e i motivi per i quali è stato rinviato il Consiglio regionale vanno cercati altrove e non certo nella fitta agenda del Presidente D’Alfonso». E’ quanto dichiarano il Presidente della Commissione di Vigilanza, Mauro Febbo e il Capogruppo di Forza Italia, Lorenzo Sospiri.

«Innanzitutto – spiega Febbo - gli appuntamenti con i Ministri vengano stabiliti giorni se non settimane in anticipo e qui già cade la prima scusa. In quel caso comunque si sarebbe potuta spostare l’Assemblea di 24 ore senza rimandare alla settimana dopo. Il problema è che Luciano D’Alfonso non aveva i numeri per affrontare i pesanti temi all’ordine del giorno tradotti in 3 risoluzioni riguardanti l’Ospedale di Atessa, la riorganizzazione del Dipartimento Politiche agricole e la classificazione dei Comuni di Lanciano, Vasto e Sulmona quali Poli di attrazione. E’ evidente che il Presidente avrebbe avuto grandi difficoltà a ricompattare la sua maggioranza che su questi argomenti ha dato dimostrazione di essere abbondantemente “spaccata” e distante dalle posizioni dell’Esecutivo».