MAL DI PANCIA

Sanità, accorpamento Asl L’Aquila-Teramo, Di Sabatino dice no

«Qualcuno mi spieghi perché questa operazione è utile»

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Sanità, accorpamento Asl L’Aquila-Teramo, Di Sabatino dice no




ABRUZZO. Sanità abruzzese in fermento tra precari a rischio licenziamento (oltre mille), nuovi ospedali, accorpamento delle Asl e taglio dei punti nascita.
La rivoluzione del settore crea malumori ormai da mesi mentre la giunta D’Alfonso va avanti per la propria strada. L’accorpamento della Asl Teramo e L’Aquila non convince il presidente della Provincia Renzo Di Sabatino. Secondo lui non è questo lo strumento giusto per raggiungere gli obiettivi che la sanità teramana, i Comuni e anche la programmazione regionale stanno mettendo a fuoco.
«Si vogliono accorpare Teramo e l'Aquila? Benissimo», dice il presidente, «all'Aquila ci sono già le cliniche universitarie quindi la direzione di questa nuova Asl non può che restare a Teramo». Una provocazione quella Di Sabatino che spiega: «se bisogna ragionare di pancia anche Teramo avrà le sue rivendicazioni da fare. La sanità abruzzese deve vivere una stagione di riorganizzazione dopo anni di anni di perdite economiche e di malagestio - dichiara - deve ridurre le ospedalizzazioni; integrare l'assistenza sanitaria con quella ambulatoria e sociale; aumentare l'offerta dei servizi rivolti ad anziani e non autosufficienti: una parte di popolazione oggi ai minimi dell'assistenza; deve infine, un discorso che ci riguarda molto da vicino ridurre la mobilità verso altre Regioni».
Il presidente assicura di non essere campanilista ma chiede che qualcuno gli spieghi perchè l'accorpamento fra Teramo e L'Aquila è utile: «per ora né i numeri né il buon senso, mi forniscono una risposta».

I NUMERI
Stando ai dati sulla sanità teramana il rapporto spesa del personale e posti letto, a Teramo, è la più bassa d'Abruzzo circa 170 mila euro (a Pescara, la seconda, è di 213 mila euro); fino all'ultima programmazione regionale (2013) la spesa in assoluto, era la più bassa della Regione: 169 mila euro; nel rapporto spesa personale/popolazione residente siamo terzultimi per poche decine di migliaia di euro prima di Pescara (543 contro 529) ma abbiamo il maggior numero di posti letti, tutti pubblici, dopo Chieti (945 contro 1.075). Malgrado l’incremento di finanziamenti ricevuti dalla Regione Abruzzo la quota assegnata all’ASL di Teramo è costantemente diminuita. La dotazione organica secondo la media regionale per posto letto dovrebbe essere di 3.650 con un delta di -650 unità rispetto all’attuale dotazione.
Secondo Di Sabatino una cosa è parlare di quella che viene considerata un'area metropolitana, a tutti gli effetti collegata e intercambiabile, come Pescara-Chieti altro è parlare di Teramo e L'Aquila: «quaranta chilometri di distanza fra i due capoluoghi, un traforo di mezzo, alta montagna e aree interne che distano anche un'ora, un'ora e mezzo fra loro. Rispondere ai problemi della sanità abruzzese con gli accorpamenti sarebbe, per restare in tema, come vaccinare per la tubercolosi per curare un raffreddore. Rischiamo la morte del malato». A Lanciano, invece, si pensa alla costruzione del nuovo ospedale. È dal 19 febbraio 2015 che tutta l’opposizione ha sollevato il problema del futuro nosocomio con una interrogazione consigliare ancora da discutere, presentata in quella data perché il presidente D’Alfonso in quel periodo, annunciò, a mezzo stampa la realizzazione di un mega ospedale nell’area Chieti – Pescara.
«Finalmente», sottolinea Manlio D’Ortona, «anche gli amministratori di Lanciano hanno preso coscienza che i soldi per l’ospedale nuovo di Lanciano ci sono. Ma esiste una delibera di giunta regionale del 23 maggio 2015 per la realizzazione dell’Ospedale di Chieti che cita proprio quei medesimi fondi stornandoli dalla realizzazione dei 5 ospedali da realizzare a Lanciano, Giulianova, Vasto, Sulmona e Avezzano. Ma se si realizza l’ospedale a Chieti che senso ha realizzarne uno nuovo a Lanciano?».