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Caos Sanità, no alla proroga per 1.100 precari delle Asl. «Rischio paralisi»

Forza Italia: «preoccupante impostazione da parte di D’Alfonso»

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Caos Sanità, no alla proroga per 1.100 precari delle Asl. «Rischio paralisi»


PESCARA. Ricondurre da subito la spesa per il personale con rapporto di lavoro flessibile nell’ambito dei limiti stabiliti dalla Corte Costituzionale.
E’ quanto chiede il commissario ad Acta della Sanità, Luciano D’Alfonso, attraverso una lettera ufficiale inviata nei giorni scorsi ai Direttori generali delle Asl abruzzesi.
Dunque se inizialmente c’era stato il lasciapassare a prorogare i contratti dei precari (1.100 in tutto Abruzzo) almeno per il tempo necessario a esperire i percorsi per le assunzioni a tempo indeterminato al fine di non chiudere servizi e reparti adesso c’è la marcia indietro. Il governatore ha chiesto infatti ai direttori generali delle quattro asl abruzzesi il taglio di 10 milioni di spesa sul personale precario.
Si è dunque passati in poche settimane da un atteggiamento più ‘morbido’ a toni perentori che lasciano poco spazio all’immaginazione.
I Consiglieri regionali di Forza Italia, Lorenzo Sospiri, Mauro Febbo e Gianni Chiodi lanciano l’allarme: «è davvero preoccupante l’impostazione di D’Alfonso – evidenzia il Capogruppo Sospiri – che con il Decreto n.5 del febbraio scorso in qualità di Commissario, per contenere i costi del personale, aveva abbassato il limite massimo della spesa dal 90% al 50% rispetto a quanto sostenuto nel 2009. Per questo abbiamo presentato una Risoluzione in Consiglio regionale evidenziando le enormi criticità che il provvedimento avrebbe determinato in termini di prestazione di servizi».
In Aula l’assessore Paolucci disse di essere d’accordo con le osservazioni del centrodestra tant’è che la maggioranza votò la risoluzione. Pochi giorni dopo la presentazione della risoluzione, il Decreto fu chiarito nella sua applicazione, con una lettera del Commissario, che essenzialmente sottolineava la necessità di indire i concorsi evitando di chiudere i reparti.
Il 25 maggio arriva la retromarcia e il Commissario, sempre con lettera ai Direttori generali, ripristina l’efficacia puntuale del Decreto n.5 nel quale c’è un chiaro avvertimento: il mancato rispetto dei limiti costituisce «illecito penale e determina responsabilità erariale» (questo vuol dire oltre 2,5 milioni di euro a Pescara, oltre 10 milioni a Chieti, 11 milioni all’Aquila e 13 milioni a Teramo).
«Tra l’altro», denuncia il centrodestra, «nella strategia di D’Alfonso c’è la chiara volontà di impedire ai manager di indire nuovi concorsi ad esempio evitando di ufficializzare le Commissioni esaminatrici».

«SCENARIO ALLARMANTE»
«I numeri disegnano uno scenario allarmante – sottolinea Febbo – perché in base a quanto stabilito dal Decreto n.5 sono 1.100 i lavoratori precari che perderanno il posto di lavoro».
circa 300 della Asl di Avezzano –Sulmona - L'Aquila, circa 400 della Asl di Teramo, circa 150 della Asl di Pescara (di cui 44 medici) e 300 della Asl di Lanciano – Vasto - Chieti, tra cui medici, infermieri e personale paramedico. Peraltro, la mancanza di personale si concretizzerà durante l’estate e rischia di costringe i vertici sanitari a non concedere le ferie per evitare il serio di rischio di chiudere i reparti. Il Manager Asl Silveri aveva addirittura annunciato il rinnovo del contratto di 210 precari e ieri è stato costretto a smentire.
Il presidente emerito Gianni Chiodi spiega: «saremo costretti a prendere atto che stiamo denunciando è vero. L’Abruzzo non ha affatto necessità di intervenire sui costi del personale perché abbiamo raggiunto l’equilibrio con i Lea raggiunti che oggi ci collocano tra le migliori Regioni in Italia. Nel nostro programma operativo avevamo previsto di trasformare negli anni i contratti precari in contratti a tempo indeterminato portando il limite della spesa al 90%. Non si migliora il servizio sanitario aderendo supinamente alle disposizioni del Tavolo di monitoraggio visto che tra l’altro non è necessario. La situazione che si prospetta è grave e oggi rischiamo di vedere bloccato l’espletamento di alcuni servizi essenziali. La cosa più grave però – conclude Chiodi – è constatare che quello che dichiarano in Consiglio regionale viene puntualmente smentito nei fatti». 

«PROROGA NECESSARIA FINO AL 30 SETTEMBRE»
E si è tenuto oggi, alla presenza dell'assessore alla Sanità, Silvio Paolucci e le organizzazioni sindacali FP CGIL, CISL FP, UIL FP, un incontro per discutere proprio del problema dei precari della sanità abruzzese che rischiano di essere licenziati .
L'assessore ha informato i sindacati della nota inviata dal Commissario per la Sanità ai Direttori Generali delle ASL, nella quale si ribadisce che la riduzione di spesa del lavoro flessibile dovrà essere intesa come “obiettivo tendenziale” entro il 31.12.2015, al fine di non causare carenze e/o interruzioni assistenziali. Nella nota, inoltre, si sollecitano i Direttori Generali a concludere al più presto le procedure concorsuali per l'assunzione a tempo indeterminato del personale e procedere, nelle more, alla proroga ed al rinnovo dei contratti a termine.
L'assessore Paolucci si è adoperato per l'attivazione di tavoli specifici con le singole ASL, i sindacati e l'assessorato, per verificare il da farsi. I tavoli provinciali si terranno l'8 giugno per la ASL di Pescara, il 15 giugno per le aziende sanitarie dell'Aquila e di Teramo, il 18 giugno per quella di Chieti.
Per la FP CGIL, fondamentale sarà garantire la proroga di tutti i contratti precari almeno fino al 30 settembre, termine necessario per garantire le ferie estive al personale. «Nel contempo si dovrà procedere alla assunzione a tempo indeterminato di tutto il personale precario avente i requisiti previsti dalle vigenti norme sulla stabilizzazione ed all'espletamento dei concorsi per il restante personale, nel rispetto dei fabbisogni previsti dall'applicazione dei costi standard. Finché tale percorso non sarà concluso, i contratti precari in essere dovranno essere prorogati».