LETTERA MORTA

L’assessore Mazzocca scrive a Renzi: «stop alle petrolizzazioni»

Si chiede di tenere conto della manifestazione di 7 giorni fa di 60 mila abruzzesi

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L’assessore Mazzocca scrive a Renzi: «stop alle petrolizzazioni»




ABRUZZO. Una lettera per chiedere al presidente del Consiglio, Matteo Renzi, lo stop alle petrolizzazioni.
E’ l’iniziativa messa in atto dall’assessore regionale Mario Mazzocca (Sel) per ribadire presso le sedi governative la contrarietà della Regione Abruzzo alle attività di ricerca e prospezione degli idrocarburi.
Una presa di posizione chiara e netta dal momento che la competenza in materia è dello Stato e si aspetta di vedere che reazione avrà il premier. Per il momento il sasso è stato lanciato.
L’esponente della giunta nella sua missiva spedita venerdì scorso chiede a Renzi di prendere in considerazione la volontà, espressa nella risoluzione votata recentemente dal Consiglio regionale, con la quale si chiede al Governo di non firmare i decreti di concessione inerenti i progetti “Ombrina 2” ed “Elsa 2” e di emanare, al contrario, un decreto legge per modificare l’articolo 6 comma 17 del Codice dell’ambiente, nella direzione indicata dalla risoluzioni presentate in merito alla Camera dei deputati e al Senato.
Mazzocca nella sua nota riferisce anche del grande successo ottenuto dalla manifestazione tenutasi a Lanciano sabato scorso, che ha visto «la partecipazione di oltre 60 mila abruzzesi decisi a difendere il proprio territorio dai rischi di una petrolizzazione che ne cambierebbe irreversibilmente il volto e le peculiarità».
Numeri, quella della manifestazione di sette giorni fa, contestati ieri da Confindustria secondo cui le cifre dei manifestanti sarebbero stati ‘pompati’ dai media.

E proprio sabato scorso i manifestanti avevano rivolto un appello a Renzi: «non può più ignorarci», avevano detto attivisti e ambientalisti
«Con questa lettera chiediamo al Governo di recepire – spiega Mazzocca – le istanze manifestate dagli organismi politici e amministrativi abruzzesi e da una comunità intenzionata a tutelare il patrimonio ambientale della propria regione».
Cosa risponderà Renzi?

LA COSTA ‘SOTTO ATTACCO’: TUTTI I NUMERI
Sono cinque i permessi di ricerca in corso che interessano una superficie di 1343,5 chilometri quadrati; sette concessioni di coltivazione coprono un’area marittima di 1431,2 chilometri quadrati. In queste aree le compagnie possono già operare.
Sono al vaglio dei ministeri un’istanza di prospezione che coprirebbe 14.150 chilometri quadrati, quattro istanze di ricerca per 2538 chilometri quadrati, nonché due istanze di coltivazione per ulteriori 167,7 chilometri quadrati. In altri termini, la superficie di mare abruzzese già interessata dalle attività di estrazione di idrocarburi – gas e petrolio – è più estesa della provincia di Chieti, oltre il doppio di quella di Pescara.
Il potenziale di estrazione di petrolio e gas, tuttavia, secondo gli ambientalisti è modesto. Oggi in tutto l’Adriatico si estraggono circa 0,4 milioni di tonnellate di greggio l’anno, a fronte di un consumo nazionale annuo di circa 60 milioni di tonnellate. La realizzazione di Ombrina porterebbe al soddisfacimento di un ulteriore 0,2 per cento del fabbisogno nazionale di petrolio.
Le stime governative individuano, sotto i fondali italiani, riserve certe pari a 8,2 milioni di tonnellate di greggio: ovvero, se si potessero estrarre di un sol colpo tutti gli idrocarburi liquidi presenti sotto i nostri fondali (il che evidentemente è impossibile), basterebbero per meno di due mesi.

Lettera a Renzi_29 Mag'15