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Petrolio, Confindustria contro ambientalisti: «solo presunzione e arroganza»

Per l’associazione ‘pompati’ i numeri della manifestazione di una settimana fa

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Petrolio, Confindustria contro ambientalisti: «solo presunzione e arroganza»

Agostino Ballone presidente Confindustria

ABRUZZO. Dopo la manifestazione ambientalista contro Ombrina e la deriva petrolifera di una settimana fa a Lanciano, Confindustria contesta le associazioni che chiedono di fermare le trivelle in Abruzzo.
Posizione distantissime e scontri serrati: la voce della protesta e quella dei petrolieri sono destinate a scontrarsi senza trovare un punto di incontro. E’ successo varie volte negli ultimi anni e non si è mai riusciti a trovare un accordo.

«Dalle associazioni ambientaliste solo presunzione e arroganza», dice l’associazione di categoria, che sostiene che le argomentazioni del fronte no petrolio si commentino «da sole per la scarsità di contenuto e la debolezza delle fonti». Una accusa arrivata molto spesso in questi anni e rispedita al mittente più volte dagli ambientalisti.

Confindustria contesta il fatto che le proteste siano rivolte a quanto già esaminato dalla commissione nazionale VIA-VAS, «composta da decine di esperti di livello nazionale ed internazionale (circa 50) , che dal 2010 hanno esaminato per ben tre volte con attenzione il progetto ed espresso sempre parere positivo».
Dunque, dice l’associazione, perché continuare ad opporsi?

«La realtà è che la commissione VIA-VAS e la sottocommissione AIA hanno espresso parere tecnico positivo con prescrizioni alla compatibilità ambientale del progetto e lo hanno approvato».

Confindustria assicura inoltre che rispetta le migliaia di cittadini abruzzesi e non che civilmente hanno manifestato a Lanciano ma contesta la presenza di «un’ opinione spesso formatasi su una costante e pervasiva disinformazione, questa sì scientificamente condotta dagli ambientalisti e da fonti loro compiacenti». Anche questa accusa è stata più volte ripetuta nel corso degli anni.
Sulla manifestazione di una settimana fa si contesta anche il numero dei presenti «mediaticamente sovrastimato, moltiplicando strumentalmente da poche migliaia (stime reali) fino a 60.000 i partecipanti a seconda della convenienza e della fonte. Se comunque i manifestanti meritano rispetto, non possiamo fare altrettanto con le posizioni ideologiche di chi non avendo altri argomenti passa all'insulto, alla mistificazione dei dati, alla denigrazione costante e chirurgica di chiunque la pensa in maniera diversa, come il sindaco di Pianella cui va la nostra solidarietà».
E se esiste il fronte del no, secondo l’associazione esiste anche un fronte del sì al petrolio, probabilmente più in disparte: «siamo certi che esiste una maggioranza silenziosa che, pur non scendendo in piazza, ha un’opinione ben diversa rispetto al no a tutto e a prescindere, ormai diventato il mantra del peggior ambientalismo di retroguardia che in Abruzzo si esprime al massimo livello».
Confindustria dice sì ad un confronto reale e chiede rispetto «verso le aziende, i lavoratori, i professionisti, gli organismi tecnici, amministrativi e di controllo che scrupolosamente e con il massimo impegno fanno sì che la nostra industria estrattiva sia all'avanguardia internazionale per qualità e professionalità».