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Regione, stop per legge Omnibus. Fi: «da bloccare». Di Nicola: «ora acceleriamo»

Bocciata anche la figura del 'facilitatore' voluta da D'Alfonso

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Palazzo giunta regionale Abruzzo


ABRUZZO. Primo stop per la cosiddetta Legge Omnibus, il collegato alla Finanziaria, che doveva intervenire a regolare l'attività amministrativa della Regione in vari settori (sanità, territorio e ambiente, personale, appalti, trasparenza, lavori pubblici, polizia locale, trasporti, protezione civile, attività produttive) è stata rispedita lunedì scorso dalla prima commissione alla giunta.
Ben 41 articoli su 64 sono non hanno passato il vaglio e hanno ricevuto osservazioni. Forza Italia e i consiglieri regionali Mauro Febbo e Lorenzo Sospiri se ne assume i meriti ricordando che proprio a causa delle varie perplessità aveva presentato mille emendamenti. Ma il presidente della prima Commissione Bilancio, Maurizio Di Nicola, smentisce l’ipotesi che l’iter sia
stato bloccato e assicura: «adesso acceleriamo».
Anche perché ad oggi tutte le osservazioni sono state oggetto di controdeduzione. Il testo era stato inviato al Consiglio regionale per l’esame delle commissioni e per il conseguente iter legislativo.

Ma il centrodestra ricorda che già prima del parere dell’ufficio legislativo Forza Italia aveva espresso sul provvedimento forti perplessità sia di natura formale sia sostanziale e presentato oltre 1.000 emendamenti per fermare l’iter di «una Legge che non riteniamo assolutamente corretta».
Norme per il personale: per Forza Italia si tratta di un vero e proprio rimescolamento con la creazione di nuove figure dirigenziali che si «traducono esclusivamente in maggiori costi per la Regione e l’occupazione di persone che devono ricoprire il ruolo di “yes man”». Così come la promessa interruzione del ricorso a figure esterne alla struttura regionale «smentita clamorosamente dalla possibilità di proroghe dell’articolo 22».
Riforma del Via: dopo le nomine fatte dalla Giunta, superando il ruolo del Consiglio regionale, la Legge ne ridetermina la composizione dei partecipanti, sempre con nomina dell’Esecutivo; peraltro il Via viene presieduto dal Direttore generale (Gerardis) ma la Determina di autorizzazione viene sottoscritta dal Capo dipartimento del Settore (Primavera, probabile prossimo dimissionario).
E poi ancora perplessità sulle norme sull’Arta («non sono altro che un contentino per salvare Mario Amicone») e sui regolamenti. «La Legge contiene una riforma statutaria illegittima, oltre che incostituzionale», analizzano Febbo e Sospiri, «che permetterebbe alla Giunta di auto approvarseli direttamente. Questo vorrebbe dire libera tassazione per tutti ma è chiaro che non permetteremo che ciò avvenga perché non vogliamo che l’Esecutivo “se la suoni e se la canti” senza il confronto con l’Assise regionale.

IL CAVALLO DI BATTAGLIA DI D’ALFONSO: «IL FACILITATORE»
Bocciata per adesso anche una delle questioni centrali, il cavallo di battaglia di D’Alfonso, ovvero la figura del «facilitatore d’impresa» che dovrebbe rendere la regione più efficiente e veloce e che doveva a sua volta sopperire ai commissari realizzatori della legge Obiettivo. Secondo gli uffici questa nuova figura si andrebbe a sovrapporre al Suap «che costituisce l'unico punto di accesso - si legge nelle osservazioni - per il richiedente in relazione a tutte le vicende amministrative riguardanti la sua attività produttiva e fornisce, altresì, una risposta unica e tempestiva in luogo di tutte le pubbliche amministrazioni comunque coinvolte nel procedimento».
L’ufficio di presidenza della Giunta, fa sapere Di Nicola, ha contro dedotto l’osservazione mossa dall’Ufficio legislativo del Consiglio regionale, chiarendo che il facilitatore non si sostituisce, né si sovrappone, alla competenza del Suap, «trattandosi di una figura con compiti e funzioni differenti».
Altro punto di particolare interesse del presidente Luciano D’Alfonso è l’Erasmus job in materia di politiche giovanili con percorsi formativi che consentano agli studenti abruzzesi di rafforzare le proprie competenze e facilitare l’ingresso nel mercato del lavoro. Nelle osservazioni si fa notare che manca una copertura finanziaria.
Ma anche in questo caso sono state contro dedotte le osservazioni ed è stato chiarito che, trattandosi di norma a contenuto programmatico non necessita di una immediata copertura economica potendola rinviare ai futuri bilanci di previsione.
Ad ogni modo, è stato garantita anche per il 2015 una sufficiente dotazione finanziaria che consentirà alla Regione di attivare il progetto già a partire da quest’anno.

Un emendamento a firma Di Nicola, concordato con l’assessore Paolucci, garantirà copertura economica all’intero provvedimento per cui, all’esito delle correzioni apportate, gli uffici finanziari del consiglio regionale rilasceranno un nuovo parere. La riforma statutaria relativa alla potestà regolamentare è stata invece stralciata e sta per essere nuovamente formalizzata nel rispetto delle procedure dettate dallo Statuto.