LA DECISIONE

Centrale Biomasse Bazzano, la Regione revoca l’autorizzazione

Dopo il parere negativo del Comune arriva il no dell’ente regionale

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Centrale Biomasse Bazzano, la Regione revoca l’autorizzazione
L’AQUILA. La Regione ritira il provvedimento autorizzativo per la costruzione di una centrale biomasse all'Aquila, in zona Bazzano.

E' l'epilogo di una vicenda che si trascina da anni, oggetto di ricorsi amministrativi da parte delle associazioni che si schierano decisamente contro. L'annullamento in autotutela dell'Autorizzazione Unica n° 109 del 30/08/2010 rilasciata alla ditta MA&D Power Engineering SpA ora Futuris Aquilana s.r.l. per la costruzione e l'esercizio di un impianto per la produzione di energia elettrica alimentato da biomasse, è motivato dal fatto che la stessa è stata emanata in base ad una documentazione non corrispondente alla realtà e l’impianto ricadrebbe in un'area ad elevata pericolosità idraulica.

La dirigente del servizio Politica energetica, Iris Flacco ha revocato oggi con un provvedimento il titolo autorizzativo.

 A darne l'annuncio questa mattina, a palazzo Silone, a L’ Aquila, l'assessore all’ Ambiente Mario Mazzocca e il consigliere regionale Pierpaolo Pietrucci, presidente della II Commissione Territorio, Ambiente e Infrastrutture.

«Per il 7 luglio - ha detto l'assessore Mazzocca - è previsto il pronunciamento del Consiglio di Stato dopo che il Tar aveva accolto il ricorso dei comitati cittadini ma a questo punto, dopo la nostra revoca in autotutela, l'esito sembra scontato. Noi siamo favorevoli solo a forme di investimento che salvaguardino lo sviluppo sostenibile del nostro Abruzzo, un territorio già molto provato sul fronte ambientale e del dissesto idrogeologico. L'odierna revoca in autotutela è stata generata da un approfondimento di natura tecnico - amministrativa a seguito di una verifica del posizionamento dell'impianto e reso possibile solo dopo una integrazione documentale».

Soddisfazione e grande emozione è stata espressa dal consigliere Pietrucci : «finalmente siamo arrivati alla conclusione di questa vicenda che evita di fatto l'ennesimo scempio ambientale per un territorio già duramente provato da crolli e demolizioni. Un progetto folle a cui mi sono opposto sin dal mio insediamento in consiglio regionale, portando avanti una vera battaglia. Ora anche il ricorso al Consiglio di Stato del 7 luglio perde l'oggetto del contendere e la stessa Futuris ha compreso che questo piano ha la contrarietà della politica e dei cittadini che chiedono una reale valorizzazione del territorio e delle sue peculiarità e, soprattutto, la salvaguardia della salute pubblica».