LA PROTESTA

Liberalizzazione imprese mortuarie, è guerra tra pompe funebri abruzzesi

Anifa contro Federcofit e Feniof

Redazione Pdn

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Liberalizzazione imprese mortuarie, è guerra tra pompe funebri abruzzesi




ABRUZZO. E’ guerra tra pompe funebri abruzzesi.
Se le due federazioni Nazionali, Federcofit (Federazione Italiana Comparto Funerario) e Feniof (Federazione Italiana Onoranze Funebri) contestano la riforma del settore in arrivo in Consiglio regionale, l’Anifa (Associazione Nazionale Imprese Funebri Artigiane) prende le distanze dalle proteste di due giorni fa e parla di «macabra e raccapricciante sceneggiata».
Martedì scorso le associazioni di categoria hanno manifestato presso la sede del Consiglio Regionale abruzzese a L'Aquila con tanto di marcia funebre e carri

Nel mirino delle due federazioni l’eventuale liberalizzazione del mercato e il via libera a quegli imprenditori del settore che non hanno a disposizione mezzi propri ma che li affittano per l’occasione.
Nell'emendamento (contestato) firmato dal consigliere regionale Lucrezio Paolini (Idv) si sostituisce la parola 'disponibilità continuativa e funzionale dell'auto funebre con la semplice 'disponibilità e così si apre una possibilità del noleggio del mezzo attivando, secondo i contestatori, una sorta di concorrenza sleale contro chi ha speso anche 150 mila euro per dotarsi di un mezzo. 

Ma come detto per l'Anifa la questione non starebbe proprio così: «le imprese funebri artigiane abruzzesi non hanno alcuna paura della libera concorrenza», assicura Paolo Rullo. «La concorrenza sleale nasce nel commercio di morti sempre fiorente negli Ospedali, nei macabri conflitti d'interesse dei centri servizi a cui le Asl concedono in appalto la gestione degli obitori, nel comportamento squallido di operatori che passeggiano nervosamente nei reparti degli Ospedali nell'indifferenza delle Direzioni Generali. Una normativa regionale coerente con la Costituzione Italiana non può ledere la libertà di iniziativa economica, spetta all'imprenditore decidere come organizzare la propria attività, di quali attrezzature dotarsi, di quanto personale mettere sotto contratto. Certamente l'imprenditore funebre è soggetto alla normativa sulla sicurezza del lavoro, alla normativa sui contratti di lavoro, alla normativa sulla sicurezza igienico sanitaria, tutte norme di carattere generale che non hanno alcun effetto sulle dinamiche concorrenziali. Se c'è qualcosa da rivendicare è la carenza, ed in alcuni casi l'assenza, di controlli da parte degli organi competenti».
L'Anifa dunque sposa il testo di modifica della legge 41/2012 relativamente anche all’emendamento del consigliere D'Ignazio: «questa modifica introdurrà la figura dell'imprenditore funebre artigiano, un soggetto qualificato a tutela delle famiglie dolenti».
Infine una stoccata alle federazioni che stanno protestando in questi giorni: «non vogliamo essere confusi», dice Rullo, «con soggetti che esercitano solo attività di lobbying mascherate da ridicole e patetiche battaglie sociali e purtroppo spalleggiati da alcuni politici sprovveduti come il consigliere regionale Pettinari. Il Movimento 5 stelle sfidando il ridicolo è diventato paladino della lotta alla libera concorrenza e di conseguenza si schiera con i cartelli d'impresa.
Siamo profondamente delusi da questo giovane movimento che speravamo composto da persone più avvedute e soprattutto più istruite, invece ci troviamo di fronte a degli sprovveduti». 

«MAI COSI’ COMPATTI»
«Non è in atto nessuna guerra in Abruzzo tra pompe funebri, anzi non siamo mai stati così uniti e compatti», assicura Paolo Di Berardino, segretario Regionale Federcofit. «L'Associazione Nazionale Imprese Funebri Artigiani (ANIFA che sinceramente di nazionale non ha nulla) è quello che rimane dell'Associazione A.i.f.a.m. Abruzzo: oggi è rappresentata da poche imprese funebri locali che, da diverso tempo, manda periodicamente alle imprese funebri Abruzzesi mail fuori dalle righe, offendendo politici istituzioni, soprattutto usando termini e toni fuori da ogni logica. I signori Rullo & Company hanno avuto quindici anni di tempo per poter fare qualcosa di buono per la categoria, ma nulla è stato fatto. Quindi li invito a rispettare le altre associazioni e a coltivare il loro piccolo orticello senza offendere nessuno, come del resto facciamo noi nei confronti loro e degli altri. Se dopo vogliamo affrontare seriamente il discordo del commercio dei defunti negli ospedali (battaglia vinta, infatti in Abruzzo il fenomeno è davvero oggi, dopo lotte e denunce, quasi inesistente), dei centri servizi, le autoambulanze, i cimiteri ecc. ecc. allora siamo disponibili con concretezza ad aprire un tavolo di lavoro comune per denunciare eventuali anomalie».

«Non è mai stato un segreto che l’Anifa nasca in Abruzzo dall’esperienza dell’AIFAM, grazie anche alla collaborazione con Casartigiani abbiamo redatto un progetto di riforma del comparto funebre italiano, nostro obiettivo è portarlo a Roma, siamo pienamente consapevoli degli effetti politici dei nostri progetti, la reazione acida e scomposta delle sedicenti associazioni rappresentative del passato, non ci fa ne caldo ne freddo, noi guardiamo avanti, siamo già nel futuro», commenta il segretario Paolo Rullo. «Affermare che il macabro fenomeno del “commercio di morti” negli Ospedali abruzzesi sia assente, qualifica la credibilità di certe affermazioni».