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Anche l’Enel smobilita e chiude sedi: posti di lavoro a rischio

La protesta dei sindacati che chiedono l’intervento della Regione Abruzzo

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Anche l’Enel smobilita e chiude sedi: posti di lavoro a rischio




 PESCARA. «Enel ha deciso di ridurre ulteriormente la presenza di personale nei presidi territoriali abruzzesi per la gestione dei disservizi, dei guasti e di allerta meteo».
 E' quanto affermano, in una nota congiunta, i segretari regionali di Cgil-Filctem, Cisl Reti-Flaei e Uiltec Uil, Giovanni Di Filippo, Luciano Lanci e Emidio Angelini. «L'Enel, dopo aver attuato dal primo gennaio 2015 un piano di accorpamento delle strutture in tutte le regioni d'Italia causando la chiusura di alcune sedi - sottolineano le tre sigle - prosegue sulla linea dell'austerità riducendo il numero degli operatori reperibili. L'Enel Infrastrutture e Reti, la società che eroga servizi della rete elettrica ai cittadini, ha già effettuato il suo riassetto organizzativo anche per le sedi abruzzesi applicando un taglio delle zone provinciali del 50%».
«Una decisione aziendale - affermano i segretari - che ha modificato il presidio territoriale ma non ha migliorato la qualità del servizio, trascurando i cittadini e i clienti senza alcun vantaggio sulle bollette. Sono stati accorpati i 4 Centri Decisionali e Coordinamento definiti 'Zone': da un parte Teramo e L'Aquila, dall'altra Chieti e Pescara. Un ulteriore taglio ha riguardato le Unità Operative di pronto intervento e manutenzione, con l'unificazione delle strutture di Lanciano-Vasto e l'accorpamento della sede di Torre dei Passeri».
«Insieme ai lavoratori, ci batteremo, coinvolgendo tutte le istituzioni presenti sul nostro territorio e il Presidente della Regione, Luciano D'Alfonso - concludono - per scongiurare un'ulteriore penalizzazione dell'Abruzzo».