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Nuovo Senso Civico: «Se arrivano gli ufo D’Alfonso si dimetta»

«Serve gesto forte e coerente verso il governo cieco e sordo»

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Nuovo Senso Civico: «Se arrivano gli ufo D’Alfonso si dimetta»



ABRUZZO. Prendi un punto a caso sulla cartina dell’Abruzzo e trova quello più lontano da Lanciano. Il governatore Luciano D’Alfonso lo ha trovato e alle ore 15 di sabato 23 maggio 2015 mentre tutto l’Abruzzo guardava a Lanciano per una manifestazione dagli intenti chiari e semplici lui era impegnato a Capistrello e Carsoli in appuntamenti istituzionali di sicuro importantissimi che però non hanno trovato spazio nemmeno sulla sua seguitissima pagina Facebook piena di notizie.
E’ sicuramente solo un caso ma il presidente veloce e onnipresente in grado di macinare 300-400 chilometri al giorno con ogni mezzo di trasporto non solo non è riuscito ad essere presente a Lanciano ma si trovava dall’altro capo della Regione. Un segnale chiaro e forse una mossa politica e strategica nefasta visto che da sempre e con fatica la sua giunta prova a spiegare agli abruzzesi che «la Regione è contro il petrolio» che «bisogna salvaguardare il creato» ed altre metafore che scomodano via via gli abitanti del cielo che siano Ufo o Creatore.
E la sua assenza è spiegabile con una linea mai interrotta con il Pd a tutti i livelli, soprattutto nazionale, e forse sarà la prima crepa nel muro del consenso del super governatore anche perché lo Sblocca Italia così invocato sabato è passato ampiamente con i voti dei deputati del Pd anche abruzzesi e mai nessun componente del partito ha osato dissociarsi.  
Insomma posizione legittima ma non si può certo prendere due piccioni con una fava e da una parte bisogna cedere: D’Alfonso ha deciso di rischiare il suo consenso qui ed ora.
Dal palco sabato sono volate parole forti verso la giunta tra sberleffi, accuse, diffide e si capisce che se D’Alfonso è in grado di vincere le elezioni quei 40 (o 60mila) iniziano a fare molta fatica a credergli.
L’Associazione Nuovo senso civico ha chiesto pubblicamente anche oggi le dimissioni di D’Alfonso se non riuscirà a fermare la deriva petrolifera in segno di coerenza e lealtà verso gli abruzzesi.

«Già dal palco - prosegue NSC - a fine corteo abbiamo lanciato un pressante invito al presidente Luciano D'Alfonso che adesso ribadiamo con ancora maggior vigore: aveva garantito che gli UFO (leggi piattaforme petrolifere) non sarebbero mai sbarcate in Abruzzo e invece adesso sono all'orizzonte. E per questo chiediamo a D'Alfonso che, se non riesce ad ottenere la cancellazione di Ombrina si dimetta. Sarebbe un gesto dirompente e clamoroso che metterebbe in seria difficoltà Renzi e il suo governo, e lo costringerebbe a rivedere le sue posizioni, sottolinea il movimento, se lo facesse l'intera comunità abruzzese lo apprezzerebbe, e molto probabilmente in una nuova consultazione elettorale otterrebbe ancora più consensi, perché avrebbe dimostrato concretamente quanto tiene a questa causa»"
 NSC aggiunge «Dopo il 23 maggio non si può più far finta di nulla o metter su giochetti, rimpalli di responsabilità o tattiche dilatorie: l'intero Abruzzo è stanco di aspettare e vuole risposte risolutive subito. In Abruzzo le raffinerie non si fanno, né in terra né in mare e soprattutto, come ha dimostrato la lezione di civiltà e democrazia a Lanciano impediremo con tutte le forze che la straripante volontà popolare venga schiacciata dall'arroganza indifferente del potere centrale. Noi la nostra parte l'abbiamo fatta, adesso è il momento della politica che si deve attivare subito. Gli abruzzesi sono gente cocciuta che non demorde. I movimenti di protesta degli anni '70 hanno bloccato la raffineria della Sangro chimica, quelli del nuovo millennio hanno fermato il Centro oli Eni di Ortona e cancellato la raffineria sul lago di Bomba: faremo la stessa cosa con la nave-raffineria di Ombrina».