LA PROTESTA

Caro estinto, protesta per la riforma: corteo funebre davanti al Consiglio regionale

«Tutelare le imprese e le famiglie dei defunti»

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Caro estinto, protesta per la riforma: corteo funebre davanti al Consiglio regionale




ABRUZZO. Sfileranno domani mattina davanti alla sede del Consiglio regionale d’Abruzzo 15 carri funebri in rappresentanza di oltre 120 imprese del settore di tutta la regione.
La questura di L’Aquila questa mattina ha dato il via libera alle due Federazioni Nazionali, Federcofit (Federazione Italiana Comparto Funerario) e Feniof (Federazione Italiana Onoranze Funebri) che contestano i cambiamenti che potrebbero presto arrivare alla legge regionale 41 del 2012 in merito alla attività funebre.
Nel mirino un emendamento portato giovedì scorso in quinta commissione Sanità dal consigliere Lucrezio Paolini (Idv) e che domani sarebbe dovuto approdare in Consiglio.
L’emendamento non arriverà, per il momento sarebbe stato ‘congelato’ ma le federazioni del settore hanno comunque deciso di protestare «per tutelare le imprese ma anche i cittadini colpiti nel momento del dolore».
L’emendamento Paolini, che ha scatenato la dura protesta di circa il 75% delle imprese che operano sul territorio regionale, prevede l’eliminazione di uno dei requisiti minimali per le attività del settore ovvero la proprietà «continuativa e funzionale» dei mezzi (carri funebri).
Dal momento che il termine ultimo per l’ applicazione della legge è il 30 giugno prossimo, dicono le due federazioni, qualcuno si è reso conto che nessun comune autorizzerà un trasporto di una salma su un mezzo in affitto perché la legge parla di proprietà «continuativa e funzionale» dei mezzi. Proprio queste due parole sono state cancellate dall’emendamento Paolini e dunque si dà il via libera anche quelle attività che non hanno a disposizione mezzi propri ma che li affittano per l’occasione. Una concorrenza sleale in piena regola, spiegano le federazioni, nei confronti di chi ha tutti i mezzi per operare ma anche per i parenti dei defunti che nel momento della scelta corrono il rischio di affidarsi ad un’impresa non all’altezza dell’emergenza, non in grado di soddisfare le richieste dei parenti.
Anche se l’emendamento domani non approderà in aula la protesta non si ferma: «noi ci saremo martedì, ci saremo la prossima volta, ci saremo fino a quando qualcuno non si assume le proprie responsabilità. La gravità di questa cosa è che non sono stati chiamati gli addetti ai lavori: ci hanno sfidato e noi lotteremo da domani ad oltranza fino a quando non ripristineranno le norme che tutelano i parenti dei defunti e gli impresari che hanno investito nella propria azienda e vogliono fare le cose in regola e i cittadini. Denunceremo alla guardia di finanza tutti i trasporti illegittimi che sono stati fatti fin’ora. Ognuno si assuma la propria responsabilità». 

Le due federazioni non capiscono la scelta di supportare un gruppo di imprese «che vogliono continuare a lavorare ancora con una sorta di «arte dell'arrangiarsi».
«Non è da trascurare», dicono ancora i rappresentanti, «che non esiste in Italia il noleggio con conducente (NCC) per mezzi ad uso speciale. Non conosciamo le motivazioni che il consigliere Paolini abbia avuto nella modifica di tale articolo, bensì conosciamo benissimo i danni che possano derivare da tale modifica: essa oltre che portare sulla piazza danni di trasporto illegittimo di cadavere o di salma ripristinerebbero una serie di irregolarità per le quali la discussione meriterebbe un vero e proprio seminario di studio sulle infrazioni normative che nelle varie nature si andrebbero ad infrangere. Ricordiamo che in Italia spesso leggiamo cronaca legata al racket del caro estinto... questo spogliare la norma dai requisiti minimali è rischioso».
In questo modo, fanno notare le due federazioni, basterebbe avere una partita iva per attività funebre e all’occasione affittare carri per il trasporto dei defunti e l’impresa sarebbe regolare.
Le due federazioni contestano anche un emendamento del consigliere D'Ignazio per imporre 600 ore di formazione e la nomina un direttore tecnico per ogni sede: «ci chiediamo, ma se la Regione ha normato un responsabile della conduzione dell'attività funebre per ogni filiale già con la legge 41, sin dal 2012, e ha normato la formazione con la delibera regionale 873 del 23.12.2014, questi signori sanno quello di cui parlano?»