OLTRE I LIMITI

Autostrade: a giugno nuovi aumenti dei pedaggi

I concessionari hanno chiesto aumenti e prolungamento concessioni senza gare

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

1130

casello



ABRUZZO. La Fita CNA ha chiesto al Governo di chiare «se sta con quei concessionari che hanno potuto beneficiare, in anni di durissima crisi economica, di aumenti tariffari a due cifre che gli hanno consentito di realizzare utili rilevantissimi o con quelle imprese che grazie al loro intraprendere sono ancora sul mercato».
 Si è appreso, infatti da una nota stampa di Aiscat, l'associazione dei concessionari autostradali, che il presidente Fabrizio Palenzona, ha richiesto, direttamente al Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, «adeguamenti tariffari dei pedaggi autostradali per giugno e il prolungamento delle concessioni senza indire nuove gare». Tutto ciò rivendicando «la centralità del principio della certezza giuridica che impone il rispetto dei contratti ed accordi sottoscritti».
«A questo punto – precisa la CNA-Fita, che ha a cuore invece la centralità del principio di equità per una buona Politica, si dichiara pronta ad attuare una grande mobilitazione dell’autotrasporto contro la politica lobbystica dei concessionari che sta letteralmente impoverendo tutta la mobilità del Paese. Da subito si metterà in azione chiedendo ad Unatras, il coordinamento unitario dell’autotrasporto, di condividere la propria proposta per difendere le tasche degli autotrasportatori e si attiverà per coinvolgere e sensibilizzare l’attenzione delle altre utenze, per sventare il rischio di nuovi scellerati aumenti di pedaggi».
 Da tempo infatti L’Associazione chiede al Governo di fare chiarezza su questioni delicate come il pedaggio delle autostrade reali e lo sviluppo anche di quelle autostrade virtuali (UIRNET), dove la presenza ed il ruolo dei concessionari autostradali incombe pressantemente sopra la testa dell’autotrasporto italiano. CNA-Fita ha avanzato proposte «chiare e innovative, di sicuro non tacciabili di corporativismo, nell’interesse del Paese quanto della categoria e per questo non potremo accettare nuovi balzelli all'insegna di una vecchia.. anzi vecchissima politica».