LA PROTESTA

Garante dei detenuti, in Abruzzo c’è la legge ma si sono dimenticati di applicarla

La protesta di Maurizio Acerbo e dei Radicali

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

1027

Garante dei detenuti, in Abruzzo c’è la legge ma si sono dimenticati di applicarla

Di Pangrazio




ABRUZZO. Maurizio Acerbo (Rifondazione Comunista) e Vincenzo di Nanna (Amnistia Giustizia Libertà Abruzzi), scrivono al Presidente del Consiglio Regionale e a tutti i Consiglieri per denunziare «la palese violazione della legge che istituiva il garane dei detenuti anche in Abruzzo».
Legge Regionale 35 del 2011 stabilisce infatti  che il Garante è eletto «dal Consiglio regionale ....nei novanta giorni successivi al suo insediamento», cosa che non è stata fatta.
Da questo deriva –denunciano Nanna e Acerbo-  l’impossibilità di dare concreta attuazione al protocollo d’intesa sottoscritto il 16 ottobre 2014 a Roma dal Ministro della Giustizia, il Presidente della Regione Abruzzo, il Presidente dell’ANCI Abruzzo e il Presidente del Tribunale di Sorveglianza di L’Aquila,  per favorire il recupero e il reinserimento sociale di carcerati con problemi correlati alla tossicodipendenza, gli inserimenti per il lavoro all’esterno  e il sostegno alle misure alternative alla detenzione carceraria.
«In effetti», spiegano nella lettera,  «l’importante progetto, presentato con grande enfasi alla stampa da parte del Presidente della Regione, ben difficilmente potrà attuarsi posto che l’art. 4 del protocollo, “rubricato” strumenti operativi, prevede l’istituzione di un tavolo tecnico tra Regione Abruzzo, Provveditorato Regionale, Tribunale di Sorveglianza, per la definizione delle procedure operative da realizzarsi con la partecipazione del “Garante delle persone sottoposte a misure restrittive”, oltre a quella di “altri soggetti istituzionali ed associativi” che “potranno esser invitati”».
 La denunziata violazione di Legge rischia dunque di generare un vero e proprio corto circuito istituzionale, tanto più che, nell’attesa dell’attuazione del citato protocollo, il Tribunale di Sorveglianza ha opportunamente e doverosamente rinviato le udienze per tutti quei condannati privi di attività di lavoro che hanno chiesto di poter aderire al programma di reinserimento previsto nel protocollo.
Intanto Ariberto Grifoni in sciopero della fame da 13 giorni ha smesso la sua protesta in seguito ad una rassicurazione giunta direttamente dal presidente del Consiglio regionale, Giuseppe Di Pangrazio.
Secondo quanto riferito sarà riemesso il bando che sarà all’ordine del giorno della Conferenza dei presidenti dei gruppi consiliari calendarizzata il prossimo martedì 26 maggio.
«Il presidente del Consiglio, Giuseppe Di Pangrazio», ha detto Grifoni, «mi e ci onorerà venendo qui a Teramo alla biblioteca Melchiorre Dèlfico lunedì alle 18,30 e trattenendosi per mezz’ora ad illustrarci il bando. Si concretizza con questo primo, fondamentale passo l’iter di applicazione della norma di legge regionale presentata da Maurizio Acerbo, sostenuta, in primis, da Ricardo Chiavaroli e approvata nel lontano 2011. Gli ho comunicato, quindi, d’interrompere lo sciopero della fame iniziato alla mezzanotte di venerdì 8 maggio, per rispetto verso le istituzioni a cui ho idealmente trasmesso la forza e le energie affinchè con coraggio ottemperassero alle proprie leggi e ai richiami del Tribunale di Sorveglianza abruzzese che puntualmente ha espresso la necessità del funzionamento del “Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale».