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Corte Costituzionale boccia la Regione Abruzzo sui dragaggi

Forum acqua: «assicurare trasparenza e partecipazione»

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Corte Costituzionale boccia la Regione Abruzzo sui dragaggi



ABRUZZO. La Corte Costituzionale con sentenza 84/2015 ha bocciato per l'ennesima volta una norma della Regione Abruzzo, questa volta sui dragaggi (la numero 218 del 28/03/2013, giunta Chiodi).
La Corte ha ritenuto lesiva delle prerogative dello Stato e delle norme nazionali ed internazionali la Delibera di Giunta Regionale che regolamentava la materia e, in particolare, consentiva lo spostamento di sedimenti in mare fino a 25.000 metri cubi attraverso una semplice comunicazione dell'interessato.
Di conseguenza chiunque poteva spostare in mare da un punto all'altro materiale dragato senza un'autorizzazione vera e propria e, soprattutto, senza far riferimento ai criteri tecnici riguardanti la qualità chimico-fisica dei sedimenti interessati.
Spostare materiale sommerso vuol dire rimettere in sospensione sedimenti che con le correnti possono viaggiare per chilometri e, quindi, andare a contaminare zone a grande distanza se non si prendono serie precauzioni.

«DELIBERA IN CONTRASTO CON NORMATIVA STATALE»
«E’ evidente», scrivono i giudici nel dispositivo, «che la delibera regionale in esame, in contrasto con la normativa statale, ha leso la competenza statale esclusiva in materia di «tutela dell’ambiente», determinando una riduzione degli standards di tutela dell’ambiente marino e deve essere annullata».
Secondo la Regione, invece, la previsione introdotta dalla Giunta regionale rientrava nelle proprie competenze «in virtù del conferimento alle Regioni di tutte la funzioni amministrative inerenti ai compiti di protezione, programmazione e pianificazione degli interventi di difesa delle zone costiere».
Ma così non è, dicono i giudici.
«Per l'ennesima volta scontiamo il metodo “Sorgi”», denuncia Augusto De Sanctis, del Forum dell'Acqua.
Le associazioni ambientaliste, e in particolare il Wwf, avevano scritto alla Regione chiedendo di ritirare la delibera, senza essere ascoltati.

«ORA TRASPARENZA»
«Io stesso, allora referente acque dell'associazione», ricorda oggi De Sanctis, «avevo stigmatizzato la palese illegittimità dell'iniziativa della giunta in materia di dragaggio. Purtroppo in questi anni invece di assicurare la linearità delle procedure rendendole solide e inattaccabili per dare certezze agli operatori e dragare i nostri porti in sicurezza si è preferito ogni volta cercare la scorciatoia. L'ambiente marino è estremamente vulnerabile a causa dei contaminanti che spesso si ritrovano nei sedimenti».
«In Abruzzo in un caso qualche anno fa siamo arrivati addirittura a spargere questi materiali sulle spiagge senza tener conto degli standard di qualità per i sedimenti marino-costieri richiesti a livello nazionale e comunitario», continua De Sanctis.
La conseguenza fu che il dragaggio fu interrotto. Anche recentemente ci sono stati tentativi di eludere le procedure di Valutazione di Assoggettabilità a V.I.A. per i lavori costieri.
«Elevati standard ambientali sono indispensabili non solo per tutelare la qualità dell'ambiente marino», continua il referente del Forum, «ma anche per tutelare la salute dei cittadini, come, ad esempio, quando si riutilizzano i materiali da dragaggio per ripascimento delle spiagge. Tra poco dovrebbero partire i dragaggi dei porti di Ortona e Pescara. Auspichiamo che sia assicurata la massima trasparenza nella gestione e pubblicazione dei dati ambientali riguardanti i sedimenti e la partecipazione del pubblico nelle procedure».

Sentenza Corte Costituzionale Dragaggio