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Dimissioni Gravina, Fi smentisce il Pd: «altro che ritmi frenetici, ecco perché ha lasciato»

Gravina: «nessun attrito con la giunta… anzi»

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Dimissioni Gravina, Fi smentisce il Pd: «altro che ritmi frenetici, ecco perché ha lasciato»





ABRUZZO. No, Gabriele Gravina non si è dimesso per i ritmi frenetici imposti dalla giunta D’Alfonso.
Forza Italia, lettera di dimissioni originale in mano, contesta la difesa d’ufficio del sottosegretario alla presidenza Camillo D’Alessandro e svela che dietro l’addio dell’ ormai ex presidente Commissario liquidatore del Consorzio industriale Pescara – Chieti c’è ben altro.
Gravina, 61 anni, neo vicepresidente della Bcc di Roma, costruttore, docente universitario, dirigente sportivo, membro del Consiglio di Amministrazione di Federcalcio, membro della Delegazione Ufficiale della Nazionale A al Campionato del Mondo Germania 2006, Capo Delegazione della Nazionale Olimpica a Pechino nel 2009 e tanto altro ancora, nei giorni scorsi ha deciso di lasciare il Consorzio.
Un addio che è arrivato dopo altre dimissioni eccellenti collegate all’amministrazione regionale e che ha segnato più di una perplessità.
«Nel motivare le dimissioni», spiegano i consiglieri regionali di minoranza Mauro Febbo e Lorenzo Sospiri mostrando la lettera datata 7 maggio, «Gravina evidenzia di aver deciso di lasciare il suo incarico a causa delle “azioni di natura legali che sto subendo a livello personale, collegate al ruolo assegnatomi ed indipendenti dai miei comportamenti, che arrecano danno ad altri ruoli istituzionali che ricopro”». 

«Ora ci auguriamo che D’Alessandro, invece di affrettarsi a inventare fantasiose giustificazioni, ci spieghi quali siano queste azioni di natura legale alle quali è stato sottoposto Gravina e soprattutto le inadempienze del Governo Regionale rispetto alle aspettative e necessità del Consorzio», continuano i due.
«A questo punto le nostre preoccupazioni, sulle difficoltà di gestione dell’ente e delle strutture collegate, sono sempre più una certezza».
Secondo D’Alessandro, invece, i motivi dell’addio erano altri: «sottoponiamo chiunque collabori con noi a ritmi intensi, frenetici, perche' ci consideriamo in guerra ed i problemi sono nostri nemici. Ovunque ci giriamo – aveva detto - c'e' una emergenza, perche' un problema non affrontato, rinviato al futuro, esplode e diventa emergenza. Puo' accadere e non escludo che accadra' in futuro che ci possano essere assunzione di carichi di lavoro a tempo per poi passare il testimone ad altri. Va benissimo, perche' nel tempo assegnato chi e' chiamato a svolgere ruolo lo fa senza risparmio
«Effettivamente i ritmi “frenetici” della ‘Regione Veloce’ di D’Alfonso – proseguono Febbo e Sospiri - stanno producendo davvero situazioni di grandi difficoltà. Eclatante è la situazione di Tua dove, guarda caso, abbiamo dovuto registrare le annunciate dimissioni del Presidente, il Magnifico Rettore D’Amico, un volta venute alla luce tutte le criticità e le problematiche di un Piano industriale lontano dalle strategie annunciate e riempito di una futile programmazione, non supportata da elementi economici finanziari. Ma non è tutto perché anche i sindacati (Cgil e Uil) sono intenzionati a scioperare il prossimo 29 maggio contro la mancata riorganizzazione del settore trasporti: effettivamente ha ragione D’Alessandro, sono proprio in guerra, tutti contro D'Alfonso».

GRAVINA: «NESSUN ATTRITO CON LA GIUNTA… ANZI»
«Non c’è alcun tipo di attrito con l’attuale giunta D’Alfonso, dietrologie e strumentalizzazioni che tirano in ballo la mia persona sono fuori luogo».
Risponde così l’ex commissario Gravina che spiega i «reali» motivi che lo hanno portato a lasciare il compito che ha svolto «tra l’altro gratuitamente».
Le ragioni sono sostanzialmente due, spiega «il mio compito era concluso, la giunta lo sapeva benissimo, l’attività che io ed i due commissari dovevamo svolgere era terminato. Mi dispiace che invece di valorizzare i tempi ed i risultati si strumentalizzi… e le assicuro che non sono affatto stressato».
L’altra ragione riguarda alcune problematiche giuridiche che «attengono alla responsabilità di gestione».
«E’ un motivo in più questo», aggiunge, «ed avendo ruoli  istituzionali ed essendo vicepresidente di una Banca non mi posso permettere denunce o querele. Quello che ha fatto scattare tutto quanto è che ho subìto una denuncia querela con l’accusa di lesioni personali perchè una signora ha messo un piede in fallo su una strada di competenza del consorzio. Stiamo parlando di un danno di 800 euro. Questo è tutto il problema. Se qualcuno vuole stare sui giornali lasci stare la mia persona e soprattutto il mio lavoro».



REGIONE ABRUZZO. Dimissioni gravina