DITTATURA DEL PETROLIO

Mare e trivelle, la giunta D’Alfonso dice no al piano della Croazia

Forza Italia: «presa di posizione ipocrita»

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Mare e trivelle, la giunta D’Alfonso dice no al piano della Croazia




ABRUZZO. La Giunta regionale dà parere negativo al Ministero dell'Ambiente, in ordine alla Piano ricerca e produzione degli idrocarburi nell'Adriatico, proposto dalla Croazia.
Ne ha dato notizia il presidente della Giunta regionale, Luciano D'Alfonso, al termine della riunione odierna dell'Esecutivo a Pescara. La consultazione della Regione Abruzzo si è svolta nell'ambito della procedura di Vas.
All’inizio dell’anno il governo croato ha deciso di affidare in concessione dieci aree del mare Adriatico per l'esplorazione di possibili campi per l'estrazione di gas e petrolio. Il consorzio tra l'americana Marathon Oil e l'austriaca Omv si è aggiudicato sette delle dieci aree concesse. Due licenze sono andate al consorzio tra la società pubblica croata Ina e l'ungherese Mol, una al consorzio tra l'Eni e l'inglese Medoilgas.
Ma i giacimenti si estenderebbero anche sotto le acque territoriali dell’Italia, che però sarebbe esclusa dal loro sfruttamento se l'accesso avvenisse da parte croata. Per di più, vista la conformazione del mare, eventuali danni ambientali sarebbero ben vicini.
«Il parere negativo della Regione Abruzzo- si legge nella delibera - è stato espresso ritenendo che l'attuazione del Piano in esame, che pianifica in tutta la porzione di Mare Adriatico croato esecuzioni di rilievi sismici e perforazioni esplorative, finalizzate alla ricerca di idrocarburi, determinerà rilevanti impatti negativi sull'ambiente marino dell'intero spazio Adriatico, con ripercussioni anche per la Regione Abruzzo». Altre motivazioni che vengono addotte dall'Esecutivo regionale, a sostegno delle ragioni del no, anche la coerenza di tali attività di ricerca con le direttive europee sullo sviluppo ecocompatibile dell'ambiente marino.
Si legge ancora nella delibera: «la strategia di ricerca degli idrocarburi nell'Adriatico risulta antitetica rispetto alla strategia europea volta allo sviluppo delle energie rinnovabili e ad una crescita sostenibile intelligente e solidale, che favorisca un'economia basata su un nuovo sistema energetico rinnovabile, in grado di contrastare i fenomeni del cambiamento climatico". In conclusione, l'attuazione del Programma croato comporterebbe "rilevanti impatti negativi sull'ambiente marino del Mare Adriatico, con ripercussioni anche per l'Abruzzo».

Intanto tutta la regione si prepara alla grande mobilitazione organizzata per il 23 maggior prossimo a Lanciano per ribadire a politici e a petrolieri il no ad Ombrina Mare e alla petrolizzazione dell'Adriatico. La partenza del corteo, al quale parteciperano decine e decine di associazioni di tutta la regione, è fissata alle 15 dalla zona industriale, a monte di viale Cappuccini, e il corteo scenderà fino alla rotonda di Santa Chiara; da qui si snoderà lungo via Ferro di cavallo e quindi in via De Crecchio fino all’incrocio con il corso Trento e Trieste, che condurrà i manifestanti in piazza, dove la manifestazione dovrebbe concludersi intorno alle 18.
Proprio in vista della manifestazione della prossima settimana Maria Rita D’Orsogna ricorda tutti i principali motivi del no ad Ombrina, che prevede la trivellazione di quattro/sei pozzi di petrolio a sei chilometri da riva e l'installazione di una nave desolforante di tipo FPSO a nove chilometri dalla costa dei trabocchi.
«Il petrolio d'Abruzzo è poco, scadente, ricco di impurità e non cambierà di uno iota lo scenario energetico nazionale. L'insieme di tutti i prodotti di scarto bruciati sarà di almeno 80.000 chilogrammi al giorno, inclusi materiali speciali e pericolosi. Ogni santo giorno. Oltre agli scarti atmosferici, ci sono quelli in mare. Gli scoppi sono eventi rari, ma ne basta uno solo per mettere in ginocchio tutto quanto di buono già esiste sul territorio. Luciano D'Alfonso continua a sfuggire, ad essere evasivo, nonostante tutti i proclami. Purtroppo non vedo leadership, non vedo urgenza, non vedo volontà vera. E' una delusione ed un peccato, non tanto meglio del vacillare di Gianni Chiodi. Di cosa hanno paura?»

FEBBO E SOSPIRI: «IPOCRISIA»
 «Sono sempre più palesi le contraddizioni e le ipocrisie a cui ci sta abituando questo Governo regionale ma a preoccupare per il futuro della nostra regionale è soprattutto la doppia faccia del Pd sul tema ambientale», commentano il presidente della Commissione di Vigilanza, Mauro Febbo e il Capogruppo di Forza Italia, Lorenzo Sospiri che spiegano: «Ci fa piacere che il presidente D’Alfonso e la Giunta regionale abbiano parere negativo al ministero dell'Ambiente. Non possiamo dimenticare le clamorose omissioni della Regione che in questi mesi hanno confermato la sufficienza con la quale si sta affrontando il tema della petrolizzazione e dello sviluppo della nostra regione, salvo poi provare a raccontare un’altra verità ai cittadini abruzzesi».
I due ricordano  l’assenza al tavolo Via nazionale sia per Ombrina sia per Elsa 2 ma anche le dichiarazioni del Premier Albanese ricevuto a Pescara che ha detto chiaramente che il suo governo avrebbe dato il proprio assenso alle perforazioni. «Più volte», aggiungono i due, «abbiamo denunciato le prese di posizione da parte di illustri esponenti del Pd e in particolare del trio formato dall’ex Ministro della Repubblica, Cesare Damiano, dal deputato della provincia di Chieti Maria Amato e dall'ex sindaco di Cupello Angelo Pollutri che sulla petrolizzazione avevano dichiarato la loro apertura così come ha fatto recentemente un altro big come Romano Prodi nel corso di un’intervista al Corriere della Sera (“Sì al petrolio nell’Adriatico”). La stessa posizione condivisa tra l’altro dal sindaco di Ortona Vincenzo D’Ottavio. Ma soprattutto la deriva petrolifera ha il pieno consenso del Premier Renzi che con il decreto Sblocca Italia ha trasferito le competenze al Governo nazionale. L’ultima in ordine di tempo riguarda l’autorizzazione concessa per i lavori dell’elettrodotto Gissi-Larino-Foggia. Ma quando la finirà D’Alfonso di raccontarci bugie?».