POLTRONE GIREVOLI

Dimissioni Zavattaro, Fi: « ombre su ruolo di D’Alfonso». D’Alessandro: «serve cambiamento»

Entro il 15 giugno il manager lascerà

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Dimissioni Zavattaro, Fi: « ombre su ruolo di D’Alfonso». D’Alessandro: «serve cambiamento»

Zavattaro

CHIETI. «Troppe ombre sul ruolo di D'Alfonso di fronte al silenzio assordante del Pd teatino» nella vicenda delle dimissioni del manager della Asl Chieti-Lanciano-Vasto Francesco Zavattaro.
Così ieri mattina a Chieti, in una conferenza stampa, il deputato di Forza Italia Fabrizio Di Stefano e il presidente della Commissione di Vigilanza del Consiglio regionale, Mauro Febbo.
Zavattaro ha annunciato il suo addio, lascerà entro il prossimo 15 giugno e nei giorni scorsi il manager ha denunciato che qualcuno gli starebbe facendo che «terra bruciata intorno» e che «c'è troppa ingerenza del presidente» D’Alfonso.
Forza Italia vuole vederci chiaro e chiede che venga istituita una Commissione d'inchiesta regionale «per fare luce sulla vicenda».
Replica Camillo D’Alessandro, sottosegretario alla presidenza che spiega: «c’è bisogno di cambiamento» e boccia in toto la gestione del manager.

«INGERENZA DI D’ALFONSO»
«Sulle annunciate dimissioni di Zavattaro bisognerebbe riflettere attentamente e capire cosa è accaduto in questi pochi mesi e cosa accadrà», dice Febbo.
Sulla questione della presunta ingerenza di D’Alfonso il centrodestra si domanda se per caso Zavattaro si riferisca al progetto del nuovo grande ospedale dell'area metropolitana che D'Alfonso vorrebbe costruire nella 'Striscia di Gaza', a San Giovanni Teatino (Sambuceto), «magari su terreni di cui già si conoscono nomi e cognomi dei proprietari», dice Febbo.
Una scelta che, insiste Forza Italia «penalizzerebbe pesantemente» il Clinicizzato teatino ed andrebbe a discapito direttamente dell'Università D'Annunzio.
«O forse», domanda ancora Febbo, «Zavattaro vuole porre in evidenza che la Asl di Chieti e' l'unica che non ha avuto nessuna deroga per fare bandi e assunzioni. L'unica riguarda il concorso per il Pronto soccorso dove oggi il Primario è Maria Di Felice (guarda caso candidata al Consiglio comunale con il Pd). Inoltre Zavattaro si è opposto fino a qualche tempo fa alla chiusura del Punto nascita di Ortona che creerebbe numerosi problemi alle strutture di Chieti e Lanciano».

Ma non è solo Zavattaro a denunciare l'ingerenza del presidente D'Alfonso: due giorni fa è stata confermata anche dalle dichiarazioni di D'Amario (Asl di Pescara) il quale ha sottolineato come da un anno l'Oncologia, a causa della mancata autorizzazione da parte della Regione, non ha ancora un primario.
«Non vorremmo che l'arroganza con la quale si sta gestendo la Sanità pubblica - rimarca il consigliere regionale - possa ricreare le condizioni affinchè torni ad essere fucina di becero clientelismo».
I dubbi di Forza Italia sono confermati anche da Di Stefano: «Cosa nascondo le parole di Zavattaro? Cosa significa quell'eccessiva ingerenza di D'Alfonso a cui fa riferimento? C'è forse qualcosa che collega tutto questo con la volontà di D'Alfonso di costruire il mega ospedale a San Giovanni Teatino? O magari con la volontà di ampliare la struttura di Chieti con il project financing proposto dalla Maltauro?».
E Forza Italia non riesce a capire nemmeno il silenzio del Pd teatino: «è prono di fronte a un D'Alfonso che detta la linea».

D’ALESSANDRO: «BISOGNA CAMBIARE»
«I chiarimenti circa il giudizio sulla conduzione della Asl Lanciano-Vasto-Chieti li danno i numeri ed i cittadini. Ed i numeri sono implacabili nel descrivere come sia stata guidata fino ad oggi questa Asl», replica però il sottosegretario alla Presidenza, Camillo D'Alessandro. «Numeri, per esempio, rilevati dagli ispettori ministeriali così come sono inequivocabili i numeri relativi alla mobilità passiva. Come ha chiarito l'assessore Paolucci, - ha aggiunto - non c'è nulla contro la persona fisica del direttore generale ma c'è un giudizio profondamente, strutturalmente e nel merito negativo, mai tenuto nascosto. Per questo, Zavattaro farebbe bene a concludere il suo impegno alla guida della Asl consentendo a chi ha vinto la elezioni di assumersi tutte le sue responsabilità attraverso la scelta di uomini e donne che possano migliorare la sanità in Abruzzo. Abbiamo vinto le elezioni perché gli abruzzesi, a partire dalla sanità, - ha continuato - ci hanno chiesto di cambiare. Ora Zavattaro ci consenta il cambiamento».