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Incarichi e addii, «anche Gravina abbandona la nave di D’Alfonso»

I dubbi di Febbo: «dimissioni pesanti. Chi sarà il prossimo?»

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Incarichi e addii, «anche Gravina abbandona la nave di D’Alfonso»

Mauro Febbo

ABRUZZO. Sono 5 le dimissioni più o meno eclatanti che si sono registrate nelle ultime settimane intorno alla macchina amministrativa della Regione Abruzzo.

«Dimissioni pesanti», le definisce il presidente della Commissione Vigilanza, Mauro Febbo, che si domanda come mai ci sia tutto questo movimento e questa fretta a rinunciare agli incarichi assegnati. Il primo a lasciare, nelle scorse settimane, è stato il capo dipartimento Opere pubbliche, governo del territorio e politiche ambientali Vittorio Di Biase, ufficialmente per motivi personali. A ruota lo ha seguito qualche giorno dopo Carmine Cipollone, capo dipartimento del settore Bilancio e Risorse Umane.

Sul fatto che Cipollone sia stato il secondo direttore a dimettersi in pochi mesi, l’assessore Silvio Paolucci aveva spiegato che «è comprensibile che la quantità e qualità del lavoro che si svolge oggi in Regione abbia determinato  queste due rinunce, un fatto che prima non accadeva e del quale tocchiamo con mano i risultati». Si tratta dunque di un eccessivo carico di lavoro al quale i due non avrebbero retto? «Nel futuro ci sarà da lavorare anche di più», aveva annunciato D’Alfonso, che costringe i ‘suoi’ a ritmi frenetici, ritmi che da un bel po’ non si vedevano all’interno del palazzo della Regione.

Perché se è vero che il governatore fa ogni giorno veri e propri tour de force ai suoi collaboratori e ai dipendenti chiede lo stesso impegno e la stessa dedizione.

Ma il capitolo dimissioni non è chiuso: due giorni fa si è  dimesso pure Pietro Righi, direttore della Saga, la società che proprio qualche mese fa ha visto un cambio al vertice imposto dalla Regione: dentro Nicola Mattoscio e fuori Lucio Laureti. Righi andrà a lavorare all’estero, ha annunciato, anticipando solo di qualche giorno la naturale scadenza del contratto, ma secondo Febbo anche questa è una defezione che va inserita negli addii eccellenti. Prossimo alla partenza anche il manager della Asl di Chieti, Francesco Zavattaro, in Abruzzo dal 2010, che ha annunciato le sue dimissioni ma non le ha ancora firmate. E’ questo un addio che arriva non a sorpresa, già confermato davanti ad una platea di medici e dirigenti, e che dovrebbe essere ufficializzato entro il 15 giugno.

Ci sono poi le dimissioni preannunciate è mai smentite del magnifico rettore Luciano D’Amico dall'Arpa e quelle annunciate di Gabriele Gravina, presidente Commissario liquidatore del Consorzio industriale Pescara – Chieti che si era insediato nel gennaio di quest’anno.

«In quell’occasione lo stesso D’Alfonso chiese ai commissari la “massima solerzia” nello svolgimento del loro incarico e a quanto pare Gravina lo ha preso in parola», continua Febbo. «Questo scenario fatto di abbandoni eccellenti, che si vanno ad aggiungere agli annunci di arrivi prestigiosi mai concretizzati (vedi Barca, Turturiello, Ciaffi e Farinella), non può che generare una grande preoccupazione sul futuro dell’apparato regionale e delle tante strutture a esso collegate. A chi toccherà domani? A Palazzo Silone si parla di almeno un altro Capo Dipartimento». 

D’ALESSANDRO: «GRAZIE A GRAVINA»
«Esprimiamo gratitudine a Gravina per il lavoro fatto e non manchera' occasione ulteriore per riconvocarlo alla causa della Regione Abruzzo». Il sottosegretario alla Presidenza della Regione, Camillo D'Alessandro si esprime cosi' in merito alle dimissioni di Gabriele Gravina, Commissario liquidatore del Consorzio industriale Pescara-Chieti. «Sottoponiamo chiunque collabori con noi a ritmi intensi, frenetici, perche' ci consideriamo in guerra ed i problemi sono nostri nemici. Ovunque ci giriamo - ha proseguito - c'e' una emergenza, perche' un problema non affrontato, rinviato al futuro, esplode e diventa emergenza. Puo' accadere e non escludo che accadra' in futuro che ci possano essere assunzione di carichi di lavoro a tempo per poi passare il testimone ad altri. Va benissimo, perche' nel tempo assegnato chi e' chiamato a svolgere ruolo lo fa senza risparmio».