IL FATTO

Majella-Morrone, rischio pignoramento per i 300 mila euro promessi dalla Regione

Sospiri (Forza Italia): «la situazione sta per esplodere»

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Lorenzo Sospiri

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ABRUZZO. «La vicenda dell’Azienda speciale Majella-Morrone è un incendio che cova da mesi sotto la cenere e che ora sta esplodendo in tutta la sua forza».
Ne è certo il capogruppo di Forza Italia alla Regione Abruzzo Lorenzo Sospiri. Già a marzo scorso il consigliere Paolo Gatti e Sospiri avevano presentato un’interpellanza per fare luce sulle manovre finanziarie messe in atto dal governatore D’Alfonso per, a detta sua, salvare l’azienda, compresa l’erogazione di 300mila euro sulla quale il centrodestra ha nutrito subito perplessità e dubbi.
«Oggi i fatti ci danno ragione», spiega Sospiri: «seppure dovessero arrivare quei 300mila euro, la somma sarà automaticamente pignorata e i 65 dipendenti comunque non vedranno un euro, dopo aver sopportato 9 mesi senza stipendio».
Secondo il centrodestra anziché promettere somme, D’Alfonso avrebbe dovuto mettersi a tavolino con chi ha amministrato l’azienda, capire dove il meccanismo si è inceppato, per cui 65 lavoratori hanno continuato a prestare la propria opera senza percepire per 9 mesi un solo stipendio, e capire perché sono venute meno le voci finanziarie, chi non ha pagato per le prestazioni ricevute, o, se le somme sono state erogate, come sono stati spesi quei soldi, perché non sono state corrisposte le indennità ai dipendenti. 

«E invece no», attacca Sospiri, «il presidente-veloce ha pensato bene di accantonare l’indagine amministrativo-istituzionale dovuta, e ha promesso l’erogazione in quattro e quattr’otto di 300mila euro per pagare quegli stipendi, un’operazione che, sapevamo, non poteva funzionare perché comunque quella somma non avrebbe mai consentito di coprire i debiti che l’Azienda Majella-Morrone, a sua volta, ha contratto negli anni».
Sulla testa dell’Azienda oggi pendono 3milioni di euro di debiti già esistenti con Equitalia, Inps e Inail, più i pignoramenti per 160mila euro per due ex dipendenti che hanno vinto le proprie cause contro l’Azienda. Ciò significa che, seppure la Regione erogasse realmente i 300mila euro promessi, comunque il Commissario Costanzi non potrà usare quella somma per pagare gli stipendi, insiste il centrodestra, perché la stessa verrebbe automaticamente assorbita dal pignoramento.
«A questo punto vogliamo sapere con immediatezza come intendono agire il Governatore D’Alfonso e l’assessore delegato Sclocco, preparandosi con gli estintori per spegnere quell’incendio che sta per divampare con la protesta di piazza di 65 padri di famiglia che non hanno neanche un euro per comprare da mangiare. Al Presidente della Regione-veloce chiediamo quali misure intende adottare per ‘salvare’ posti di lavoro e indennità, e soprattutto se, quando e come intende erogare i 300mila euro promessi, riuscendo anche a glissare, evidentemente, i pignoramenti esecutivi in atto».