RIFIUTI

Nomine Ecologica, Tatone: «c’è D’Ambrosio, non accetto l’incarico»

Dopo le polemiche dei giorni scorsi ancora uno scossone

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

1412

PD




PESCARA. Ancora strascichi sulle nomine del cda di Ecologica da parte di Ambiente spa.
La scorsa settimana è stato indicato come presidente Giorgio D'Ambrosio, ex sindaco di Pianella, ed è scoppiata la bufera.
I più critici sono stati proprio gli esponenti del Partito Democratico, ex partito di D’Ambrosio, che non hanno condiviso la scelta arrivata mentre l’ex primo cittadino è ancora impegnato a difendersi dalle accuse mosse contro di lui dalla procura di Pescara nell’ambito della vicenda dell’avvelenamento delle acque, stralcio del processo di Bussi.
Per il presidente della Provincia, Antonio Di Marco, ad esempio, quello di D’Ambrosio sarebbe un nome che «non risponde minimamente al rinnovamento e alle esigenze di sviluppo che il territorio ci chiede».
Il diretto interessato ha replicato: e chi sono? Vallanzasca?» invitando Di Marco, suo ex pupillo a stare zitto
Oggi nuovo contraccolpo: Claudia Tatone, nominata nel consiglio di amministrazione della Ecologica srl ha deciso di non accettare l’incarico: «fin dal primo giorno della mia nomina ho avuto dubbi sull'accettare o meno tale incarico vista le reazioni indignate del mio partito, il Pd, del sindaco di Pescara e del presidente della Provincia sulla designazione di un presidente che non risponde ai criteri di opportunità politica e amministrativa che il ruolo richiede. E oggi ho deciso di non firmare l'accettazione della nomina».
Dopo la riunione dei sindaci della provincia convocata dal segretario provinciale del Pd, Francesca Ciafardini, e alla presenza del segretario regionale Marco Rapino, secondo Tatone sarebbe stato ancora più chiaro quanto i sindaci, soci di Ambiente spa, siano stati tenuti all'oscuro da questa situazione. «La presa di distanza da queste nomine è stata praticamente totale», assicura. «Per questo ho confermato i dubbi avuti fin dal primo giorno e ho deciso di non accettare un incarico con presupposti che non diano tranquillità di lavoro per affrontare una tematica delicata come quella dei rifiuti e con modalità non condivise dai sindaci del mio partito».