IL VALORE DEI SACRAMENTI

Fede e comunioni, listino prezzi per tuniche, foto e “libere offerte”

Genitori protestano ma per la Curia «è così»

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Fede e comunioni, listino prezzi per tuniche, foto e “libere offerte”



ABRUZZO. Tempo di comunioni e tempo per i genitori di aprire il portafoglio per festeggiare i piccoli di casa e il loro avvicinamento, per la prima volta, al sacramento dell’Eucarestia.
Non solo pranzi con parenti e regali per festeggiare il traguardo ma talvolta le famiglie si trovano davanti a spese inaspettate delle quali farebbero volentieri a meno.
Tra foto, video, contributi vari alla parrocchia di turno e abbigliamento si può arrivare a spendere anche fino a 100-150 euro. Non poco per un evento sì importante ma dall’alto valore spirituale.
Anche papa Francesco qualche mese fa aveva ammonito i parroci di tutta Italia che chiedono soldi per celebrare matrimoni, battesimi, messe e quant’altro.
Aveva chiesto di darci un taglio e sottolineato che presentare ai parrocchiani il listino con i prezzi «è un peccato» ma chi vive da vicino l’esperienza di un matrimonio in chiesa o un battesimo sa bene che in alcuni casi le richieste di offerte continuano ancora tutt’oggi, anche dopo le parole di ammonimento del Santo Padre.
La ‘busta’ con l’offerta per la celebrazione di un matrimonio ma anche di una messa in ricordo di un defunto è ancora una realtà consolidata. E in alcuni casi ci sono listini prezzo dettagliati con spese spesso di fatto obbligatorie.
E dove non ci sono spese direttamente connesse alla chiesa o alla disponibilità del parroco, può arrivare il listino prezzi per gli ‘optional’, talvolta imposti dai preti stessi alle famiglie.
E’ notizia di qualche giorno fa, pubblicata sul quotidiano Il Centro, la protesta di una mamma che a Pescara non farà fare la comunione alla figlia che da due anni frequenta la parrocchia dei Santi Angeli Custodi, la chiesa di via Lago di Posta, zona Rancitelli.
Lì domenica scorsa, in occasione delle celebrazioni, i genitori hanno dovuto tenere in tasca o in borsa fotocamere e smartphone perché l’unico che ha potuto immortalare l’evento è stato un fotografo scelto dalla chiesa. Il prezzo? Da 2,50 euro a fotografia fino a 25 euro per il filmino.

La mamma («per una questione di principio e non per soldi») è andata anche alla Curia a protestare ma le è stato risposto che «queste sono le regole».
«Per evitare confusioni e distrazioni al raccoglimento durante la cerimonia», ha poi spiegato don Giuseppe Scarpone. Così «da quando inizia la messa e fino alla fine c’è solo un fotografo autorizzato». Non c’è obbligo d’acquisto per i genitori  e a chi non può permetterselo «ci pensa la parrocchia, come pure per la tunica. C’è una sarta che le fa da tantissimi anni», ha spiegato il prelato.
Prezzi stabiliti ce ne sono anche al S.S. Crocifisso di Chieti Scalo. Anche lì domenica ci sono state delle comunioni e i genitori hanno ricevuto un listino ben dettagliato:  la tunica, scelta dal parroco, costa ben 70 euro. Alcuni riusciranno ad ottenerla in prestito da parenti e amici ma chi deve acquistarla aveva proposto al parroco di rifornirsi da un altro fornitore che, preventivo alla mano, richiedeva 40 euro. Ma non c’è stato verso.
E poi ancora c’è da sostenere il costo del fotografo per quelli che, anche in questo caso, vorranno avere un ricordo della giornata. Perché anche qui, nonostante ormai tutti abbiano un attrezzo più o meno tecnologico per immortalare i momenti più importanti, c’è il divieto di fotografare… i propri figli.
Il professionista è stato scelto dalla parrocchia che offre varie opzioni: 60 euro per pacchetto completo (sconto di 10 euro accordato dopo le rimostranze dei parenti), 35 euro solo dvd e 35 euro per sole 8 foto. Insomma si può decidere.
A questa cifra però i genitori devono aggiungere anche 50 euro di ‘offerta libera’ che a qualcuno è parsa più una tassa che un gesto spontaneo da fare con il cuore.