L'OPINIONE

L’Abruzzo, l’Expo e De Vincenti: «uno strano mix per la vetrina della ”regione verde”»

Da un lato la centrale Snam e dall’altra la vocazione turistica della regione

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L’Abruzzo, l’Expo e De Vincenti: «uno strano mix per la vetrina della ”regione verde”»

ABRUZZO. Il 2 maggio scorso ha aperto i battenti a Milano Casa Abruzzo, la struttura che ospiterà tutte le iniziative previste dalla Regione Abruzzo per i 6 mesi di Expo.
Ospite d’onore dell’ evento che ha lo scopo di rilanciare le nuove opportunità di sviluppo legate al turismo e ai prodotti tipici della Regione dei Parchi, è stato Claudio De Vincenti, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri.
I Comitati cittadini per l’ambiente di Sulmona, però, storcono il naso: «è proprio lo stesso De Vincenti che ha un ruolo determinante nella vicenda del metanodotto e della centrale Snam e che condivide pienamente le scelte della multinazionale del gas».
In particolare De Vincenti ha partecipato alla prima sessione, dedicata al terremoto dell’Aquila e alla ricostruzione «per raccontare al mondo che l’Abruzzo sta rinascendo».

«Che dire», commentano dubbiosi i comitati, « come si può parlare di ricostruzione nel mentre si sta autorizzando il metanodotto Sulmona-Foligno che attraverserà tutto l’Aquilano proprio lì dove il sisma ha lasciato la sua impronta indelebile, dimostrando tutta la fragilità di questo territorio e quanto la messa in sicurezza dello stesso sia veramente prioritaria e strategica? Come si può essere supporter dello slogan dell’evento “Innamoratevi dell’Abruzzo e aiutatelo vivendolo e visitandolo” se l’aiuto che gli si vuole dare si traduce in un gasdotto che interesserà l’Aquilano per 103 Km e in una centrale di compressione a Sulmona dove è atteso un evento sismico che può raggiungere la magnitudo di 6.7, stante la faglia attiva del Monte Morrone ferma da oltre 1900 anni? Chi vorrà visitare la nostra Regione viene incuriosito ed ammaliato dalle sue caratteristiche, nostro miglior biglietto da visita per quanti volessero investire nei nostri “territori attraenti per un mondo sostenibile”, ma tutto ciò confligge apertamente con l’infrastruttura che il Governo, di cui il Sottosegretario De Vincenti è autorevole rappresentante, si appresta ad autorizzare».
Quella stessa infrastruttura per la quale Giovanni Legnini, allora sottosegretario del Governo Letta,- anch’egli presente all’evento di Milano - nell’assemblea pubblica a Sulmona del 29 luglio 2013, disse che non ci sarebbe stata da parte del Governo nessuna forzatura e che si sarebbe tenuto conto delle istanze del territorio; quella stessa infrastruttura per la quale avevamo chiesto al Presidente D’Alfonso – che a Milano ha fatto gli onori di casa - di presenziare all’incontro al Consiglio dei Ministri del 30 aprile scorso per ribadire con fermezza la contrarietà della Regione ad un progetto così dannoso e pericoloso e per esigere dal Governo il pieno rispetto della volontà delle istituzioni democratiche, Parlamento compreso.


«Ma il Governatore D’Alfonso», attaccano i comitati, «ha deciso che quel giorno era più importante partecipare alla demolizione dell’ex Cofa di Pescara anziché difendere, di fronte ad un Governo autoritario, i sacrosanti diritti dell’Abruzzo. Lasciamo ogni commento ai cittadini».
La seconda sessione dei lavori, ha avuto come tema “Progetto Interregionale APE, Appennino Parco d'Europa, una rete per il territorio”; ad essa hanno partecipato, tra gli altri, rappresentanti del Ministero dell’Ambiente, di Federparchi e il vice presidente Lolli.
«Come non evidenziare», sottolineano ancora i comitati, «il contrasto tra un progetto che intende conservare e valorizzare la biodiversità e l’impatto devastante, in molti casi irreversibile, che il mega tubo avrà su habitat, boschi e corsi d’acqua della catena appenninica? Molto strana, dunque, questa “vetrina” di Casa Abruzzo , densa di contraddizioni, che riflettono il carattere ambiguo di una politica incapace di fare una chiara scelta di campo a tutela dell’ambiente e dei valori irripetibili del nostro territorio».