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Multa dell’Ue per discariche mai bonificate. Il ministro: «Pagheranno le Regioni»

Nuova grana in arrivo anche per l’Abruzzo: niente bonifica e multa salata

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Multa dell’Ue per discariche mai bonificate. Il ministro: «Pagheranno le Regioni»

Il ministro Galletti



ROMA.  Saranno le Regioni e i comuni responsabili a pagare le multe Ue sui rifiuti che potrebbero arrivare all'Italia ma a livello di immagine ci rimette tutta l'Italia.
Il ministro dell'Ambiente Gian Luca Galletti è chiaro sulla questione delle sanzioni europee sui rifiuti ed è per questo che - intervenendo alla presentazione del libro 'La raccolta differenziata' di Daniela Fortini (presidente Ama) e Nadia Ramazzini, alla Feltrinelli della Galleria Alberto Sordi - fa presente come l'obiettivo del nostro Paese debba essere 'discarica zero'.
«Non è lo Stato che prende le multe - rileva Galletti - la responsabilità è in capo a Regioni e Comuni, e sono loro che pagheranno. Nessuno pensi che quelle regioni che hanno fatto gli impianti e si sono adeguate paghino anche per quelle regioni che non lo hanno fatto».
 Le sanzioni - ribadisce il ministro - «verranno pagate dalle Regioni che le hanno prese perché, queste, hanno nome e cognome».
 Galletti ricorda però che se, per esempio, la situazione per gli inceneritori pesa di più sul meridione per via della loro assenza, per quanto riguarda «le discariche la situazione è più a macchia di leopardo».
 Ma il danno "all'immagine" del Paese rimane, e non potrebbe essere diversamente: «Come immagine la paghiamo tutti la multa, ma come tasca la pagheranno solo i cittadini che hanno votato per quegli amministratori che li hanno portati in queste condizioni. Mi dispiace per loro».
La cosa da fare è un cambio culturale che si accompagni a delle precise scelte politiche: Galletti infatti dice di voler puntare «ad una raccolta differenziata al 100%», un «mondo a cui tutti aspiriamo».
 Ma, «la realtà è diversa: in mezzo c'è una fase di transizione, nella quale dobbiamo capire bene cosa fare. La discarica è molto peggio dei termovalorizzatori. Io non sono un amante dei termovalorizzatori, scordatevelo - conclude Galletti - sono per la raccolta differenziata. Ma prima di arrivare al 100% preferisco un termovalorizzatore a una discarica».
 Perchè il percorso da seguire, «se vogliamo arrivare a 'discarica zero'», è di «un cambio culturale ed anche industriale», lasciando il modello dell'economia del'900, quella «lineare», che ci ha portato «sviluppo ma che non si è preoccupata troppo dell'ambiente».
 Per questo, conclude, «la sfida è passare all'economia circolare» per preservare le risorse.