IL NODO DA SCIOGLIERE

Corte Costituzionale sblocca pensioni non rivalutate: pensionati riavranno quasi 2.000 euro

Esulta la Spi Cgil Teramo: 5 mila casi in provincia

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Corte Costituzionale sblocca pensioni non rivalutate: pensionati riavranno quasi 2.000 euro




TERAMO. La Corte Costituzionale ha bocciato il blocco delle pensioni superiori a tre volte il minimo, riconoscendo il diritto del pensionato a mantenere il tenore di vita che aveva durante l’attività lavorativa, così com’è previsto dalla Costituzione.
La Legge Fornero, approvata da un governo di “tecnici”, aveva previsto infatti, oltre all’allungamento dell’età pensionabile (con la conseguente penalizzazione di lavoratori e giovani e con la creazione degli “esodati”) anche il blocco della rivalutazione delle pensioni sulla base dell’inflazione, colpendo le pensioni a partire dai 1.443 euro lordi e istituendo per esse un progressivo inevitabile, ingiustificato e iniquo impoverimento.
Il blocco 2012-2013 ha interessato solo nella provincia di Teramo, calcola oggi la Spi CGIL, circa 5.000 assegni pensionistici che superavano, al momento dell'entrata in vigore della legge Fornero, tre volte il trattamento minimo (1.443 euro). La quota maggiore è costituita da pensionati tra i 1.500 e i 1.999 euro (17,4% del totale) e tra 2 mila e 3 mila euro (13,7%). Quel che ora dovrà essere calcolato dal Tesoro e dall’Inps è l’importo che dovrà essere rimborsato a questi pensionati.
Una cosa è certa: se il blocco è illegittimo, i pensionati che non hanno avuto l’adeguamento per due anni, quando l’inflazione era rispettivamente al 3% (2012) e all’1,2% (2013), ora dovranno riceverlo. Ipotizzando un pensionato «tipo» che a dicembre 2011 riscuoteva 2.000 euro lordi, a gennaio 2012 la sua pensione sarebbe dovuta salire a 2.054 euro. Pertanto per l’anno 2012 avrebbe diritto ad un rimborso di 704 euro. A gennaio 2013 la sua pensione, regolarmente adeguata nel 2012 (2.054 euro), avrebbe dovuto godere di un aumento di 59 euro portandosi a 2.113 euro. Per il 2013 dovrebbe ottenere un rimborso di 1.469 euro. Facendo un conto complessivo, il risarcimento si traduce in 2.173 euro lordi: 1.739 netti.
Lo Spi Cgil di Teramo infine, nel condannare e rifiutare con decisione l’idea che si possa fare cassa con i pensionati, chiede con forza che le pensioni da lavoro, faticosamente conquistate e non regalate, vengano sempre tutelate, che il loro potere d’acquisto venga costantemente garantito e che la sentenza della Corte Costituzionale trovi immediata applicazione, così come è accaduto quando si è trattato di restituire il contributo di solidarietà alle pensioni d’oro.