PROPOSTE 'INDECENTI'

Taglio stipendi consiglieri regionali, al momento del voto fuggi fuggi generale

Marcozzi: «tagliano tutto tranne i loro compensi»

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Taglio stipendi consiglieri regionali, al momento del voto fuggi fuggi generale

Sedie vuote, c'è solo Marcozzi


ABRUZZO. «Tagliano tutto tranne i loro stipendi».
Esordisce così una nota della consigliera regionale del Movimento 5 Stelle Sara Marcozzi raccontando quello che è successo lunedì mattina in Commissione Bilancio quando i consiglieri regionali hanno lasciato l'aula dove era in discussione la proposta di Legge dei pentastellati sui tagli della politica.
E' cosi' e' mancato il numero legale per la votazione e tutto è stato rimandato. Ma c’è veramente la possibilità di vedere andare in porto questa proposta?
«Conclusa la discussione generale – racconta Sara Marcozzi componente della commissione e prima firmataria della proposta di legge – il M5S ha chiesto che venisse posto al voto il provvedimento e tutti i commissari di maggioranza hanno abbandonato la seduta facendo mancare il numero legale e costringendo allo scioglimento della seduta e al conseguente rinvio. E’ evidente che, nonostante il periodo di crisi generale, quando si tagliano le retribuzioni dei consiglieri regionali l’ostentato “coraggio delle riforme” mostrato nei confronti della chiusura dei punti nascita, degli ospedali, della compartecipazione nelle spese sanitarie, del trasporto pubblico manca al PD e all’intera maggioranza. Manca persino il coraggio di votare contro».
I tagli che il M5S propone sono significativi: questa proposta di legge porterebbe a risparmiare ben 23 milioni di euro nei cinque anni di legislatura.
«Una bella sforbiciata, insomma, che per una volta invece di colpire i servizi al cittadino - osserva Marcozzi - colpisce i lauti stipendi dei consiglieri regionali. Ma i consiglieri non ci stanno, e piuttosto che non votarla hanno preferito non metterci la faccia e lasciare l'aula vuota. Un atteggiamento fuori luogo - commenta la consigliera -. Noi restituiamo ormai da un anno, nei primi 6 mesi abbiamo accumulato, da soli, ben 133mila euro da impiegare in un fondo per le Pmi restituendoli cosi' agli abruzzesi e gli altri consiglieri del taglio dei loro stipendi non vogliano neanche discutere. Assicuriamo che con lo stipendio tagliato si vive piu' che dignitosamente. In un momento in cui chiediamo sacrifici a tutti, il minimo sarebbe dare l'esempio e partire proprio dai loro stipendi».

LA PROPOSTA DEI 5 STELLE
La prima modifica proposta  attiene alle indennità di consiglieri e presidenti di Giunta e Consiglio le cui massime retribuzioni consentite sarebbero rispettivamente ridotte per i primi da 11.100 euro a  5.000 euro e per i secondi da 13.800 euro a 6.500 euro.
Altro taglio previsto è quello dei rimborsi spese,  nota dolente per le tasche della Regione, che elargisce ai consiglieri  fino a 4500 euro mensili. Un forfait che viene assegnato a prescindere da quanto si spenda effettivamente per vitto, alloggio e viaggio e a prescindere dal luogo di provenienza. 
Tagli sono previsti anche per le indennità di Vice Presidente e Segretari di Commissione. Sono previste l’abrogazione della Polizza assicurativa in caso di morte o  infortunio del Consigliere, l’abrogazione del trattamento di fine mandato e la riduzione dei vitalizi con percentuali maggiori in caso di cumulo di vitalizi diversi. Infine lo spostamento da 60 a 67 anni per la fruizione del vitalizio per i consiglieri che ne abbiamo maturato il diritto, come per i lavoratori “comuni”.

MARTEDI' MATTINA, NUOVO INTOPPO
Stamattina invece un intoppo si è registrato in V Commissione. «Ancora una volta la maggioranza di centrosinistra ha dato prova di scarsa efficienza e soprattutto di bassa velocità nel rispondere alle convocazioni “provocatorie”, troppo mattiniere, delle Commissioni», racconta il presidente della Commissione di Vigilanza Mauro Febbo a proposito della seduta della V Commissione - Salute, Sicurezza sociale, Cultura, Formazione, Lavoro in programma questa mattina alle 8:30.
«Forse - prosegue Febbo - il Presidente Olivieri è stato troppo ottimista confidando sulla reattività dei suoi colleghi di maggioranza che puntualmente lo hanno deluso, tardando il loro arrivo mentre tutti gli altri Consiglieri, me compreso, erano regolarmente al loro posto. Forza Italia si è presentata al gran completo con i propri Commissari Sospiri e Gatti, mentre io ero presente per chiarimenti sui Punti nascita. Un malcostume, quello di arrivare tardi in Commissione, che è ormai una costante di questa maggioranza e che rappresenta una antipatica mancanza di rispetto non solo nei confronti dei colleghi ma anche e soprattutto dei cittadini. Nel caso specifico una fuga della maggioranza rispetto ad un provvedimento che colpisce le famiglie più deboli e scarica le responsabilità di bilancio sui Comuni».