AGRICOLTURA

Chiusura pascoli, allevatori pronti alla protesta

Domani presidio davanti al Consiglio regionale

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Chiusura pascoli, allevatori pronti alla protesta



ABRUZZO. Allevatori pronti alla protesta martedì mattina in concomitanza al Consiglio regionale.
Confagricoltura L’Aquila ha infatti chiesto di incontrare il presidente della Giunta regionale Luciano D’Alfonso, l’assessore Regionale Agricoltura Dino Pepe e i consiglieri regionali per sollecitare interventi urgenti sul piano normativo ed organizzativo anche attivando il potere di surroga nei confronti dell’«inerzia» della provincia dell’Aquila e dei provvedimenti di chiusura dei pascoli nelle aree protette.
Per questo è stato organizzato un presidio davanti alla sede del Consiglio regionale dell’Aquila a partire dalle ore 10 di domani mattina.
La chiusura del pascolo in alcuni territori del Parco D’Abruzzo, «non è che l’ultimo dei provvedimenti che ha l’obbiettivo di eliminare gli allevatori dai territori dei parchi come è già avvenuto, con modalità diverse agli agricoltori», commenta Concezio Gasbarro, presidente di Confagricoltura Abruzzo.
«Iniziamo a pensare che l’esclusione degli allevatori dal territorio delle aree protette per ragioni a noi ignote, determina la presa d’atto di una sconfitta delle istituzioni tutte incapaci di circoscrivere l’operato poco virtuoso di qualche mandriano più o meno locale. Questo provvedimento, nei meriti e nel metodo e in aggiunta con il recepimento della disposizione comunitaria che considera “aiuti di stato” gli indennizzi alle coltivazioni ed agli allevamenti per i danni provocati da “specie cacciabili”, pone di nuovo la questione dell’assedio a cui è sottoposto il comparto agricolo costretto da tempo all’angolo del dialogo partecipativo» . Confagricoltura L’Aquila si chiede se quanto si afferma all’Expo di Milano sia in sintonia con questi «tremendi assalti» contro i produttori agricoli che operano in zone montane e svantaggiate per larga parte sottoposte ai vincoli ambientali.
«Se denunciamo l’impossibilità di produrre a causa delle devastazioni causate dalla fauna selvatica e dall’impossibilità di avviare gli allevamenti al pascolo ma quali prodotti “tipici” arrivano sulle tavole degli italiani?», chiede Vinicio Blasetti presidente della sezione zootecnica di Confagricoltura L’Aquila.
Alla manifestazione di domani, con 50 trattori, saranno presenti anche gli allevatori che aderiscono al Cospa per contestare la riduzione degli indennizzi ai danni di fauna selvatica, già scarsi, oltre al fatto che ancora i danni regressi non sono stati pagati.
«Abbiamo più volte coinvolto il nuovo assessore dell’agricoltura, ma fino ad oggi non si è fatto nulla per ridurre il numero degli ungulati sul territorio, anzi abusivamente sono stati rintrodotti altre specie come caprioli e cervi, in barba alla Legge 157/92, che vieta l’introduzione di animali non autoctoni», denuncia Dino Rossi.
«Tanto è vero che l’introduzione di quest’ultimi, ha favorito il dilagare della tubercolosi nelle aree protette, mettendo a rischio i pochi allevamenti rimasti, distrutti dalla vaccinazione, dalle quote latte e dall’arrivo delle società del nord che hanno razziato i pascoli un tempo assegnati agli allevatori locali».