OPERE E COMMISTIONI

Le zone d’ombra della Commissione Via: Grimaldi, la Progin, l’Anas e la Colombia

Esposto dei 5 Stelle per chiedere chiarezza anche su questo "incrocio pericoloso"

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Le zone d’ombra della Commissione Via: Grimaldi, la Progin, l’Anas e la Colombia

ROMA. Fare chiarezza sull'operato della Commissione Via nazionale ed i suoi componenti: è questo lo scopo di un esposto che nelle scorse settimane una decina di parlamentari del Movimento 5 Stelle hanno firmato (compresi i due abruzzesi Gianluca Vacca e Andrea Colletti) e inviato a diverse procure d’Italia.
I grillini hanno passato in rassegna i curricula dei vari componenti che all’interno del comitato di Valutazione di impatto ambientale decidono quotidianamente di promuovere o bocciare le grandi opere pubbliche italiane. Il loro compito è quello di passare al vaglio le informazioni delle aziende che propongono i progetti, fare la tara con le osservazioni di cittadini e ambientalisti, dare il via libera ad opere milionarie. E’ tutto nelle loro mani.
Ma dopo aver spulciato la vita lavorativa di circa 40 componenti del Via i 5 Stelle sostengono che ci sia qualcosa che non va.
Vere e proprie zone d’ombra che meriterebbero di essere ‘schiarite’. Da qui la richiesta ai magistrati di verificare la sussistenza di profili di irregolarità connessi a potenzialI conflittI di interesse, di verificare se le situazioni emerse potrebbero aver avvantaggiato, «anche indirettamente», la criminalità organizzata o gruppi economici interessati alla realizzazione delle opere.
Uno dei paragrafi più consistenti della denuncia dei 5 Stelle accende i riflettori su Antonio Grimaldi, storico docente di Ingegneria all'università romana di Tor Vergata: viene messo in luce un presunto conflitto di interesse non proprio irrilevante.
Oltre ad essere membro della Commissione VIa, Grimaldi svolge anche attività privata con la Progin, una società di progettazione di cui il professore è azionista. Il problema, sottolinea l'esposto dei 5 Stelle, è che questa società lavora insieme a gruppi che hanno parecchio a che fare con la Commissione di cui Grimaldi fa parte.

(S)NODO PROGIN
Il caso più eclatante riguarda l'Anas, la società pubblica che gestisce una buona fetta delle autostrade italiane. E non solo: la Progin è, infatti, socia dell'Anas in tre consorzi attivi in Colombia, con cui si spartisce commesse per un totale di 30 milioni di euro. Allo stesso tempo, si legge nell'esposto, «decine di progetti dell'Anas sono stati valutati a vario titolo dalla Commissione Via».
E’ tutto regolare? I 5 Stelle chiedono alla magistratura di sciogliere il nodo.
Da una verifica sul fascicolo completo della società Progin S.p,a. i pentastellati hanno scoperto che Antonio Grimaldi detiene il 9% delle azioni della Progin, che è controllata da un'altra società la S.I.A. società ingegneria architettura s.r.l. di Napoli che possiede il 52% delle azioni. Pertanto la Progin Spa è controllata dalla S.I.A. sr.l.
I 5 Stelle hanno controllato anche la compagine sociale della S.I.A. S.r.l., che risulta per il 91,64% di Antonio Grimaldi e per il restante 8,36% di Paola Zevola. Antonio Grimaldi è, inoltre, anche amministratore unico della società controllante la Progin S.p.a.
«L'ingegnere», scrivono gli esponenti del Movimento 5 Stelle nella loro denuncia, «è membro della Commissione Via da più di cinque anni. In questo arco temporale decine di progetti dell'Anas sono stati valutati a vario titolo (Via, procedure di ottemperanza ecc.) dalla Commissione Via nazionale». Ma dalla lettura del bilancio della Progin i 5 Stelle hanno scoperto anche l'esistenza di numerose commesse con aziende impegnate nella progettazione/realizzazione di grandi opere oggetto di pareri della Commissione Via. E da qui sempre la stessa domanda: è tutto regolare?
A mero titolo di esempio, i Cinque Stelle, riferiscono: la Progin cura per Italferr la progettazione definitiva di un intervento di una grande opera della legge Obiettivo (ferrovia RHO-Parabiago e raccordo Y) che ha ottenuto la compatibilità ambientale con parere della Commissione Via nazionale, sottoscritto anche dal prof.Antonio Grimaldi, n.1509 del 23 maggio 2014».

L'INGEGNERE E COGNATO
Sempre rispetto alla Progin Spa, diversi articoli di stampa hanno riportato nei mesi scorsi la notizia di un'interdittiva antimafia nell'ambito di un appalto per lo bike-sharing a Caserta vinto come capogruppo dalla Progin SPA nei confronti di uno dei restanti componenti la R.T.I., l'ingegnere Antonio Magliulo, all'epoca consigliere provinciale.
Nell'articolo si può leggere «dopo l’aggiudicazione della gara la Prefettura ha emesso l’interdittiva per l’ingegnere Magliulo, attualmente non indagato ma comunque cognato di Elvira Zagaria sorella del boss Michele Zagaria. La Prefettura al momento non ha reso noto le motivazioni di tale decisione ma ha intimato alla stazione unica appaltante di bloccare il lavoro».
Da una verifica fatta dai parlamentari 5 Stelle sul portale Giustizia Amministrativa risulta che Magliulo, ha proposto ricorso al Presidente della repubblica contro la decisione della Prefettura; «purtroppo non si conoscono gli esiti».
In ogni caso, il 21 Gennaio 2015 il Consigliere provinciale Antonio Magliulo, considerato referente di Nicola Cosentino, è stato arrestato con gravissime accuse assieme ad diversi esponenti del clan Zagaria.

INCROCI PERICOLOSI
Inoltre i pentastellati hanno scoperto che nel Collegio sindacale della Progin S.p.a. è sindaco Bruno Miele, che ha incarichi in una trentina di società, tra cui importanti gruppi, dall'industria delle conserve (gruppo Franzese, ICAB, Effequattro, Giaguaro S.p.a) a quello dei trasporti (gruppo Catone) e del digitale (Maf Diskettes s.r.l.).
Bruno Miele è stato sindaco di due società, la Califin Spa e la Gruppo Assinvest Spa, riconducibili alla holding di due fratelli, Giuseppe e Carmine Vincenzo Catapano, entrambi arrestati il 28 marzo 2011 e poi protagonisti di una seconda inchiesta nel 2012, per gravi reati connessi alla gestione delle società del gruppo, comprese la Califin e la Gruppo Assinvest, che ha determinato un vero e proprio crac milionario.
La Banca d'Italia ha revocato la qualifica di intermediatore finanziario alle due società nel 2010 rilevando, secondo quanto riportato dalla stampa dopo l'arresto dei due Catapano, «importanti criticità nella gestione».
Secondo alcuni organi di informazione nel meccanismo messo a punto dai fratelli Catapano erano coinvolti «esponenti legati ai clan camorristici Gionta di Torre Annunziata e La Torre di Mondragone».
Nel 2014 Giuseppe Catapano, secondo l'articolo del Gazzettino di Padova “Il boss della holding patteggia cinque anni”, risulta aver patteggiato 5 anni di carcere. Nella compagine sociale della Progin spa compare con il 4% delle quote anche Giuliano Morlando.
Questa persona compare in una ventina di società. E' presidente del Consiglio direttivo del Consorzio Ascosa Quattro, costituita da diverse società di ingegneria/costruzioni tra cui Ansaldo STS S.p.a, AET srl, Impresa S.p.a., IMECO S.p.a., LDB S.p.a., A.F. Immobiliare Costruzioni Appalti s.r.l.
Molte opere realizzate o in corso di realizzazione da alcune di queste società (Astaldi, Impresa) sono state sottoposte a Via nazionale.

CURRICULUM ANTONIO GRIMALDI