OPERE E OMISSIONI

Legge Via Abruzzo: «la giunta D’Alfonso prova il colpo di mano tra errori e dimenticanze»

Forum dell’Acqua analizza - e boccia- la nuova proposta di legge

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Legge Via Abruzzo: «la giunta D’Alfonso prova il colpo di mano tra errori e dimenticanze»




ABRUZZO. Una serie di errori, dimenticanze, nessuna partecipazione dei cittadini: il Forum dell’Acqua boccia su tutta la linea la nuova legge del centrosinistra sul comitato Via.
Una legge che si attendeva da anni ma che, secondo gli ambientalisti, sarebbe da bocciare praticamente in toto. L’argomento è di quelli scottanti e molto sentiti: la giunta D’Alfonso da un anno fa promesse precise sul futuro verde della Regione ma sulla carta qualcosa non quadra e forse ci si aspettava qualcosa di meglio. Di spunti, in anni di battaglie ambientaliste e di denunce di gravissimi fatti circa il funzionamento della Commissione VIA regionale, ne sono arrivati tanti ma nella nuova legge c’è qualcosa che non torna. Le segnalazioni non sarebbero state tenute in considerazione e la proposta, calata dall’alto non soddisfa.
Il Forum parla addirittura di «colpo di mano» dell’amministrazione di centrosinistra e le domande principali, al momento senza risposta, sono due: come è stata scritta questa proposta? Con quali obiettivi?
Gli ambientalisti puntano il dito contro i 13 articoli (dal 23 al 35) che sono «surrettiziamente» contenuti all'interno del provvedimento dal titolo “Collegato normativo alla Legge di Stabilità economico-finanziaria regionale 2015. Piano di rafforzamento legislativo dell'efficacia dell'azione regionale” che inizia il suo percorso in Consiglio regionale già oggi pomeriggio in Commissione.
«Da una prima lettura dei 13 articoli della norma emerge a nostro avviso un incredibile quadro di superficialità nella scrittura, con errori palesi, gravi omissioni, tentativi di “privatizzazione” del Comitato V.I.A. regionale, banalizzazione dei procedimenti», denuncia Augusto De Sanctis.
E fare un paragone con altre realtà italiane è inevitabile: «la Legge 10 del 2010 della Toscana consta di 77 articoli vista la complessità e la delicatezza della materia che attiene alla tutela del territorio, dell'ambiente e anche della salute dei cittadini. Stiamo parlando del cuore delle politiche ambientali di una regione; in Abruzzo grazie all'azione di comitati ed associazioni proprio su queste procedure è stato aperto un vaso di Pandora con, in ultimo, il durissimo intervento di poche settimane fa della Commissione Europea sulle procedure di Valutazione di Incidenza Ambientale».

IL PARCO… NON C’E’
Per gli ambientalisti è «impressionante», ad esempio, che in una norma del genere, nella regione dei Parchi, la parola “parco” non sia neanche nominata, quando esistono competenze decennali sull'argomento della protezione e studio della fauna e lo stesso Statuto regionale ne fa un elemento centrale della vita democratica della regione.

ESPERTI ESCLUSI
«Tragicomica», invece viene definita la dimenticanza, nell'elenco delle professionalità elencate necessarie per la Commissione Via, dei laureati in Scienze Naturali (cioè coloro che si occupano di lupi, orsi, aquila reali...) e addirittura quelli di Scienze ambientali che è il corso di laurea, presente all'Università di L'Aquila, nato decenni or sono proprio per offrire professionisti specializzati nelle procedure di Valutazione di Impatto Ambientale.
Ma il Forum denuncia anche la mancanza di esperti in medicina «quando il Comitato Via è chiamato a valutare progetti che potenzialmente, basti pensare alle emissioni, possono causare danni gravissimi alla salute».

AVANTI TUTTA… PROFESSIONISTI
Ormai in Italia e in Europa si parla continuamente della Valutazione di Impatto Sanitario; la Regione Abruzzo era stata antesignana almeno in questo ma poi sono riusciti ad accantonare la norma. Tra l'altro la Commissione Via, se venisse approvata questa legge, potrebbe essere formata esclusivamente da professionisti. «Una scelta improvvida», dice De Sanctis, «visto lo scandalo che ha investito in queste settimane la Commissione Via nazionale per i numerosi conflitti di interesse di alcuni suoi membri».
Una situazione piuttosto nebulosa arrivata anche sul tavolo di decine di procure in tutta Italia a seguito di un esposto del Movimento 5 Stelle.

CONTRASTO CON NORME NAZIONALI?
Il Forum segnala anche il tentativo all'articolo 31 comma 3, di assegnare i compiti di vigilanza sull'attuazione delle prescrizioni e la corretta realizzazione dell'intervento all'Autorità che emette l'autorizzazione finale invece che a quella che emette il provvedimento di Via.
«A nostro avviso la legge regionale si pone in palese contrasto con la norma nazionale», spiega De Sanctis citando il Testo Unico sull'Ambiente 152/2006. Non è cosa da poco perché l'autorità che emette l'autorizzazione è spesso un ente o un dipartimento, come l'assessorato ai trasporti, che non sa quasi nulla dell'ambiente e della legislazione in materia.
«Ben difficilmente», sottolinea il Forum, «avrà quelle competenze necessarie per comprendere e intervenire urgentemente nei casi di inottemperanza. La norma nazionale è, invece, chiara sul punto: è l'autorità che rilascia il parere di Via a dover esercitare la vigilanza sul rispetto di quanto deciso nella procedura ambientale».
«Incredibile», inoltre appare aver dimenticato di legiferare sulla Valutazione Ambientale Strategica, visto che diversi procedimenti di Valutazione di Incidenza sono ricompresi nella Vas.

IL MEMBRO PER LA COMMISSIONE NAZIONALE
La Regione Abruzzo manda a Roma un proprio membro ad integrare la Commissione Via nazionale per l'esame dei progetti che hanno un impatto sulla regione.
Nelle scorse settimane si è scoperto che su interventi di estrema rilevanza come ad esempio Ombrina e Elsa2 la Regione è arrivata a non farsi rappresentare.
Consultando le altre leggi regionali sulla Via, ad esempio quella del Piemonte del 1998, il Forum ha scoperto che la posizione che il rappresentante regionale esprimerà a livello nazionale viene decisa con una conferenza dei servizi a cui partecipano tutti gli enti locali interessati e previo svolgimento di almeno un incontro pubblico con la popolazione. Lo stesso avviene nelle Marche. In questo modo la Regione prova a contare a livello nazionale portando sui tavoli che contano tutto il peso della comunità. «Non si punta sull'uomo solo delegato al comando come tuttora avviene in Abruzzo, con risultati che sono sotto gli occhi di tutti. Di tutto ciò nella legge non vi è traccia», denuncia ancora l’associazione ambientalista che spiega: «potremmo continuare sulla mancanza di punti qualificanti sulla partecipazione attiva dei cittadini, delle aree protette, dei comuni, sulla qualità delle istruttorie…»

FORUM CHIEDE DI INTERVENIRE
Il Forum ha chiesto immediatamente audizione alle Commissioni del Consiglio Regionale per poter presentare osservazioni ma sullo sfondo resta l’amarezza: «è sconsolante che dopo tutti questi anni la Giunta Regionale su un tema del genere abbia accuratamente evitato un ampio confronto pubblico con la comunità abruzzese. Speriamo che ci sia data la possibilità, almeno nel Consiglio regionale, di dare il nostro contributo su una legge fondamentale per la qualità della vita egli abruzzesi e degli stessi progetti degli imprenditori».