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Regione, 530 mln di disavanzo nel bilancio 2014

Rischio commissariamento dell’assessorato al Bilancio

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Regione, 530 mln di disavanzo nel bilancio 2014




ABRUZZO. C’è un disavanzo di 530 mln nel bilancio 2014 della Regione, con un aumento di quasi 100 mln rispetto a quello già contestato dalla Corte dei Conti alla Giunta Chiodi.
E così, mentre si parla con qualche insistenza sulla possibile uscita dal commissariamento della sanità, si fa sempre più concreta un’altra ipotesi e cioè che ad essere commissariato potrebbe essere l’assessorato al Bilancio.
Colpa di Luciano D’Alfonso e di Silvio Paolucci? Non sembra. E non tanto per i pochi mesi di governo nel 2014, quanto perché le dinamiche della spesa sono lente ed affondano le loro radici nella gestione degli anni passati ma non significa “colpa di Chiodi”, come potrebbe sembrare, ma di una prassi consolidata negli anni alla Regione Abruzzo di presentare bilanci che la Corte dei Conti non ha ritenuto “veritieri” nella sua “parifica” della scorsa estate.

In sostanza i magistrati contabili hanno censurato la presentazione di bilanci in cui le entrate sono sovrastimate e questo consente di spendere più di quanto si incassa veramente, ed il mancato riaccertamento dei residui degli anni passati.

L’ex assessore al Bilancio Carlo Masci, raggiunto da PrimaDaNoi.it, ha negato questo mancato riaccertamento, ha ribaltato le accuse di superficialità nella gestione dei conti regionali ed ha rivendicato «di aver effettuato una verifica dei residui fino a sette anni precedenti la sua gestione».
 In realtà la Corte dei Conti non ha accusato nessuno in particolare ma il problema vero è che a fronte di un disavanzo più o meno “colposo” la legge imporrebbe un ammortamento per riportare i conti in ordine.
La legge è del 2011 e prevede che in tre anni l’operazione sia portata a compimento. Ed a quanto pare nei bilanci precedenti al 2014 questo disavanzo è stato tenuto fuori e questo ammortamento non c’è stato.
La conseguenza allora è che più il disavanzo cresce, più sarà difficile ammortizzarlo in breve. Ed oggi questa patata bollente è passata all’assessore Silvio Paolucci che ha provato ad attivare un qualche rientro, apprezzato dalla Corte dei Conti, ma giudicato anche insufficiente.

Il quadro che però esce da questo “pericolo commissariamento” dell’assessorato al Bilancio non è solo di deficit economico ma soprattutto di deficit politico. In un quadro così grave dei conti regionali, i consiglieri di maggioranza e di opposizione si muovono come se questa emergenza non li riguardasse, ma fosse solo un problema di D’Alfonso e Paolucci: il centrosinistra non ne parla, il centrodestra alza la voce contro la Giunta «che aumenta le tasse» (come fa a Pescara, incolpando Alessandrini e non chi ha provocato i buchi nel bilancio di quel Comune) ed i 5 Stelle girano alla larga da ogni problema complesso. E forse la vera emergenza dell’Abruzzo è proprio questo dibattito politico asfittico che sembra più da ultras dello stadio che da responsabili del destino della Regione.

Sebastiano Calella